La riforma delle pensioni in 5 punti

La riforma delle pensioni si farà; ecco i 5 punti sui quali sta riflettendo il Governo in vista della Legge di Bilancio 2019.

La riforma delle pensioni in 5 punti

La riforma delle pensioni sarà all’interno della prossima Legge di Bilancio, tuttavia ad oggi non sono ancora chiare le risorse che il Governo intende stanziare per i vari provvedimenti.

In queste settimane sono emerse diverse indiscrezioni su come sarà la riforma delle pensioni, ma ad oggi non ci sono ancora ufficialità in merito ad alcun intervento. Quella di oggi sarà una giornata importante sul fronte della riforma delle pensioni, dal momento che Matteo Salvini presenterà al premier Conte un dossier - realizzato in collaborazione con Massimo Bitonci e Claudio Durigon - in cui sono descritti gli interventi che bisognerà approvare per rivedere la Legge Fornero.

Nella giornata di oggi, inoltre, avrà inizio l’esame da parte della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati del disegno di legge che taglia le pensioni d’oro; ricordiamo, infatti, che l’intenzione del Governo non è solamente di velocizzare l’accesso alla pensione, ma anche quello di tagliare le pensioni di importo elevato e utilizzare le risorse per aumentare le pensioni minime.

In attesa di nuovi sviluppi in merito, è bene fare un riassunto - in 5 punti - di quanto è emerso in queste settimane in tema di riforma delle pensioni. Un’analisi utile per capire quali novità ci attendono dal prossimo anno e come cambierà il sistema pensionistico italiano.

1) La Quota 100: limite a 62 o 64 anni?

È ormai risaputo che il Governo è d’accordo nell’introdurre una Quota 100 dal 2019, così da permettere agli italiani di anticipare l’accesso alla pensione. Il progetto originario prevede che con la Quota 100 si possa andare in pensione una volta che la somma tra anzianità contributiva ed età anagrafica dà come risultato 100, tuttavia il Governo vuole porre dei limiti così da ridurre i costi della riforma delle pensioni.

Ad oggi gli scenari possibili sono due: il primo, sul quale sembra propendere il Tesoro, è quello che prevede l’introduzione della Quota 100 con limite di età a 64 anni e 36 di contributi. Il secondo, descritto dal dossier che oggi Matteo Salvini presenterà al premier Conte e al Ministro dell’Economia Giovanni Tria, consente invece il pensionamento a coloro che hanno compiuto 62 anni di età e ne hanno maturati 38 di contributi.

Complessivamente la Quota 100 - così come pensata da Matteo Salvini - costerà dai 7 agli 8 miliardi di euro, tuttavia i tecnici che stanno lavorando sulla riforma stanno valutando un modo per abbattere i costi coinvolgendo i fondi settoriali nella gestione degli anticipi.

2) Favorire la contribuzione volontaria

Un altro punto su cui si concentra il dossier realizzato dal Ministro dell’Interno, nonché vicepremier e leader della Lega, riguarda l’introduzione di misure che possano favorire la contribuzione volontaria da parte dei lavoratori.

Nel dettaglio, c’è l’intenzione di coprire i buchi contributivi successivi al 1° gennaio 1996 (entrata in vigore del sistema contributivo) ad esempio con l’introduzione di un’opzione più agevole per il riscatto della laurea o di strumenti rivolti esclusivamente agli autonomi.

3) Quota 41

Mentre non ci sono dubbi in merito all’introduzione della Quota 100, il destino della Quota 41 è ancora incerto. Ricordiamo, infatti, che nel contratto di Governo l’Esecutivo ha promesso l’estensione della Quota 41 a tutti i lavoratori, consentendo loro l’uscita anticipata dal lavoro con 41 anni e mezzo (dal 1° gennaio 2019 il requisito contributivo sarà incrementato di 5 mesi) di contributi.

Al momento, però, l’ipotesi di un’estensione della Quota 41 già per il 2019 appare piuttosto remota dal momento che per lo Stato ci sarebbe un costo molto elevato da sostenere.

4) Taglio delle pensioni d’oro e pensione di cittadinanza

Come anticipato, nella giornata di oggi - lunedì 24 settembre - ha inizio l’iter legislativo del disegno di legge sul taglio alle pensioni d’oro, ossia quelle con importo annuo lordo superiore ai 90mila euro.

Nel dettaglio, il disegno di legge (che potete approfondire qui) si pone come obiettivo la riduzione degli assegni previdenziali superiori a 4.500€ netti mensili liquidati secondo le regole del sistema retributivo tenendo conto dell’età dell’assicurato al momento del pensionamento.

In sostanza è prevista una riduzione maggiore per coloro che sono andati prima in pensione e quindi, si deduce, abbiano avuto la possibilità di maturare meno contributi.

Quanto risparmiato tagliando le pensioni d’oro dovrebbe essere utilizzato per aumentare gli assegni previdenziali di coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà. Il Governo, specialmente l’ala del Movimento 5 Stelle, infatti, sta spingendo per introdurre la pensione di cittadinanza, ossia un’integrazione al minimo fino a 780€ per coloro che percepiscono un assegno previdenziale molto basso e che vivono una condizione economica svantaggiata.

5) Opzione Donna ed esodati

Infine il Governo intende completare la riforma delle pensioni tutelando quei lavoratori che sono stati danneggiati dalla Legge Fornero e che non soddisfano i requisiti per andare in pensione con la Quota 100.

A tal proposito segnaliamo la concreta possibilità di un’estensione dell’Opzione Donna, oltre alla previsione di una nona salvaguardia per chiudere definitivamente il capitolo degli esodati della Legge Fornero.

Questi sono i 5 punti sui quali verterà la riforma delle pensioni che avrà avvio nel 2019, quando - ricordiamo - i requisiti per il pensionamento saranno incrementati per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita.

Una riforma che dovrebbe mandare in pensione dai 300.000 ai 400.000 italiani solo nel 2019, almeno secondo quelle che sono le previsioni di Matteo Salvini, il quale a tal proposito ha dichiarato: “Se raggiungeremo questi numeri potremo dire di aver fatto un buon lavoro”.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Pensione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.