Regime forfettario 2020, esclusione definitiva dalla flat tax per mezzo milione di partite IVA

Regime forfettario 2020, sono oltre mezzo milione le partite IVA escluse dalla flat tax. La risoluzione n. 7 dell’11 febbraio dell’AdE sull’entrata in vigore dei nuovi limiti e requisiti dal 1° gennaio conferma la posizione del MEF. Per gli esclusi obbligo immediato di fattura elettronica e, sembra, nessuna moratoria delle sanzioni.

Regime forfettario 2020, esclusione definitiva dalla flat tax per mezzo milione di partite IVA

Regime forfettario 2020, l’esclusione di mezzo milione di partite IVA dalla flat tax al 15% è definitiva.

Sono finalmente arrivati i chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione numero 7/E dell’11 febbraio.

La comunicazione ufficiale da parte dell’Amministrazione Finanziaria era attesa fin dal 5 febbraio, quando si è tenuto il question time alla Commissione Finanze alla Camera ed è arrivata la risposta ufficiale del Ministero dell’Economia: i limiti al regime forfettario sono entrati in vigore il 1° gennaio.

I limiti e i requisiti di cui si discute sono quelli introdotti con la Legge di Bilancio 2020, in merito ai compensi ai collaboratori, e sull’importo massimo dei redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti dal titolare di partita IVA con compensi o ricavi fino a 65.000 euro.

Il dubbio è nato dal contrasto tra l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020, cioè il 1° gennaio, e la norma di tutela prevista dallo Statuto del Contribuente, che prevede un termine minimo per l’entrata in vigore di nuovi adempimenti pari a 60 giorni.

Ma come chiarito dalla risposta ufficiale del Ministero dell’Economia prima -il 5 febbraio- e dalla risoluzione dell’Agenzia dell’Entrate dell’11 febbraio, non c’è nessun contrasto: i limiti imposti dalla manovra al regime agevolato non comportano un nuovo adempimento, ma solo una verifica dell’eventuale superamento di dette soglie.

Dunque, la risoluzione numero 7/E dell’Agenzia delle Entrate non fa altro che confermare quanto già precedentemente chiarito dal MEF il 5 febbraio.

Potrebbe esserci una novità, e riguarda l’applicazione delle sanzioni. In molti si aspettavano che non venissero messe in pratica, visto che il Governo ha aspettato molte settimane per chiarire la propria posizione.

Nella risoluzione delle Entrate, però, non si fa alcun riferimento a una moratoria delle sanzioni.

Regime forfettario 2020, esclusione definitiva dalla flat tax per mezzo milione di partite IVA

Arrivano i chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario 2020 con la risoluzione numero 7/E dell’11 febbraio.

Con tale documento di prassi l’Agenzia delle Entrate conferma quanto già precedentemente chiarito dal Ministero dell’Economia durante l’interrogazione del 5 febbraio, sull’entrata in vigore dei limiti per accedere/rimanere nel regime agevolato.

La Legge di Bilancio 2020 ha infatti reintrodotto due limiti con alcune modifiche, i quali erano contenuti nella legge introduttiva, la numero 190/2014, e poi abrogate con la manovra 2019.

Due “novità di ritorno”, che consistono in:

  • requisito: non aver sostenuto più di 20.000 euro di spese per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti e collaboratori;
  • causa di esclusione: aver percepito più di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente e assimilati.

Per quanto riguarda l’individuazione del periodo di imposta a decorrere dal quale le suddette modifiche producono effetto, nella risoluzione dell’11 febbraio l’Agenzia valorizza il tenore letterale della novella legislativa:

“come si evince dall’espressa formulazione normativa del novellato comma 54, il limite delle spese, di cui alla lettera b) del nuovo comma 54, va verificato con riferimento all’anno precedente all’applicazione del regime forfetario. Di conseguenza, i contribuenti che nel 2019 hanno superato i limiti previsti nel comma 54 in commento non potranno accedere al regime forfetario nel 2020.”

Il nuovo comma 54 della legge n. 190 del 2014 si riferisce al limite di 20.000 euro per le spese per personale dipendente, accessorio e per collaboratori.

Il discorso è analogo anche per la causa di esclusione legata alla percezione di redditi da lavoro dipendente o pensionato, individuata dalla lettera d-ter) comma 57.

Su questo punto vengono richiamati come precedenti normativi i chiarimenti resi con la circolare numero 10/E del 4 aprile 2016, in relazione alla medesima clausola inserita dalla Legge di Stabilità del 2016.

Risoluzione AdE n. 7/E dell’11/2/20
Regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190 del 2014. Modifiche ai requisiti di accesso e alle cause di esclusione introdotte dalla legge di bilancio 2020. Decorrenza

Regime forfettario 2020, migliaia di partite IVA escluse: sanzioni in arrivo?

Con la risoluzione in esame l’Agenzia delle Entrate conferma, quindi, che non ci sono nuovi adempimenti a cui far fronte, e di conseguenza non si può fare appello all’articolo numero 3 dello Statuto del Contribuente:

“si osserva che le modifiche apportate al regime con la legge di bilancio per il 2020 non impongono alcun adempimento immediato, atto a garantire le condizioni abilitanti per la permanenza nel regime per i soggetti che nel 2019 avevano i requisiti per fruire del forfait.”

Ma cosa succede al mezzo milione di partite IVA che si trovano escluse dalla flat tax?

La fuoriuscita dal regime agevolato comporterà per il contribuente l’arrivo di nuovi adempimenti, come la fattura elettronica.

Infine, come anticipato, nella risoluzione non si fa riferimento ad alcuna moratoria delle sanzioni per i ritardatari, nonostante gli appelli di vari partiti al Governo.

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