Pensioni, novità: usuranti, esodati e Quota 41 chi è penalizzato dalla riforma

Chiara Ridolfi

15 Settembre 2016 - 10:31

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La riforma delle pensioni ha ormai preso forma e a fare le spese della mancanza di fondi saranno le categorie più deboli: usuranti, esodati e precoci. Vediamo cosa succede a queste categorie di lavoratori.

Le novità per le pensioni non sono di certo le migliori per che ha iniziato a lavorare presto o per i lavoratori che svolgono mansioni usuranti. I fondi non sono infatti sufficienti per le loro manovre e di conseguenza potrebbero essere i più penalizzati.
La riforma delle pensioni non ha infatti fondi sufficienti per salvaguardare tutte le classi di lavoratori e soprattutto non ha i soldi per la Quota 41.

Era chiaro fin dai mesi estivi che la Quota 41 sarebbe stato solo un bel ricordo, dal momento che si proponeva soprattutto di aumentare le minime ed estendere la Quattordicesima. Adesso però la situazione sembra piuttosto chiara e a farne le spese saranno i precoci, che andranno in pensione mediante bonus contributivi.
L’Ape ha infatti assorbito la maggior parte dei fondi e a farne le spese saranno come sempre i lavoratori più deboli.

Il prossimo incontro con i sindacati, previsto per il 21 settembre, non cambierà di certo le cose, dato che verranno solo messi in chiaro i fondi disponibili. La Camusso ha lamentato la mancanza di informazioni chiare da parte delle istituzioni e soprattutto ha messo in luce la mancanza di dati ufficiali.
Nel prossimo tavolo di discussione verranno esaminati nel dettaglio i fondi della manovra, ma dalle ultime notizie è chiaro che la Quota 41, l’ottava salvaguardia e gli sgravi per gli usuranti sono senza dubbio troppo costosi per lo Stato.

Vediamo insieme cosa succederà con la Riforma delle pensioni per usuranti, precoci ed esodati, dal momento che sembrano essere le categorie di lavoratori che maggiormente dovranno sopportare il peso della manovra.

Pensioni, novità: cosa è previsto nella riforma per gli usuranti?

Nella Riforma delle pensioni si dovranno inserire le manovre per poter mandare in pensione anticipata la categoria delle professioni usuranti. In un primo momento era stata ideata una manovra che potesse essere disegnata solo per questa categoria.
In seguito il Governo ha dovuto fare i conti con le scarse finanze e ha deciso di includere anche i lavoratori usuranti tra i beneficiari dell’Ape.

Agli usuranti l’Ape verrà però applicata senza penalizzazioni, dal momento che le loro aspettative di vita sono più basse in confronto agli altri lavoratori. Non tutti però potranno usufruire di questo piano di pensionamento anticipato senza penalizzazioni.
Per il momento sembra che, anche per gli usuranti, il tetto massimo sarà fissato a 1500 euro lordi al mese.

Potrebbero però essere cambiata la soglia per usufruire dell’Ape social, come viene chiamata, che si potrebbe portare fino a 1600 euro lordi. L’innalzamento è richiesto dai sindacati, ma anche in questo caso non è certo che si riuscirà ad ottenere l’aumento.
Il nodo da risolvere è sempre quello della mancanza di fondi e di conseguenza non è possibile pensare di fare ulteriori defiscalizzazioni se non si riescono ad avere più soldi per la manovra.

Pensioni, novità: cosa succede con gli esodati?

Se i fondi stanziati per la riforma del settore pensionistico rimarranno questi ad avere problemi non saranno solo i lavoratori usuranti, ma anche gli esodati. L’Ottava salvaguardia potrebbe infatti saltare per mancanza di finanziamenti e la questione rimanere aperta.
L’Ottava salvaguardia dovrebbe essere l’ultima manovra del Governo per risolvere il problema dei lavoratori esodati, ma dalle ultime notizie non sembra che possa essere attuata.

I sindacati il 21 settembre chiederanno di applicare l’Ottava ed ultima salvaguardia, in modo da chiudere il problema per gli esodati. Il Governo però non è della stessa idea e tra le proposte c’è anche quella di includere anche gli esodati nell’Ape.
Una proposta che però non piace a sindacati e lavoratori, che vedono questa idea come una penalizzazione del reddito e soprattutto dell’assegno pensionistico.

Poco si è parlato in questi ultimi mesi del problema esodati, che sembra non essere tra le priorità del Governo.
Si dovrà attendere il 21 quindi per riuscire ad avere maggiori informazioni sull’argomento, ma le novità al momento non sembra essere incoraggianti per questa categoria di lavoratori.

Pensioni, novità: la Quota 41 è ormai un vecchio ricordo

Il problema principale per il Governo, al momento, sono i lavoratori precoci, che sembrano richiedere la manovra più costosa della Riforma. Si deve però intervenire per questa categoria e cercare di risolvere la questione in modo che anche loro possano usufruire della pensione.

I fondi non sono sufficienti per la Quota 41, afferma Poletti, di conseguenza dovranno essere ideate delle altre soluzioni.
I sindacati sono disposti ad aiutare lo staff di Renzi nella struttura della riforma per gli esodati, ma le cifre non sono chiare.

I segretari generali di tutti i sindacati chiedono però al Governo che siano rivelate le cifre della manovra e di capire in che modo possano distribuire i fondi disponibili. Proporre delle idee senza conoscere le coperture è infatti impossibile strutturare delle manovre.

Il tavolo del 21 si preannuncia infuocato e se il Governo non darà maggiori informazioni prima dell’incontro sarà difficile per i sindacati arrivare con delle proposte per la Riforma delle pensioni.

Argomenti

# INPS

Iscriviti alla newsletter

Money Stories