Pensioni, la proposta della Fornero: contributi anche per i disoccupati

Ultime notizie pensioni: secondo Elsa Fornero lo Stato deve intervenire per garantire un assegno dignitoso a chi oggi ha difficoltà nel trovare un lavoro. Per farlo, bisognerebbe versare i contributi previdenziali anche per i periodi di disoccupazione.

Pensioni, la proposta della Fornero: contributi anche per i disoccupati

Di riforma delle pensioni ha parlato in questi giorni anche Elsa Fornero, colei che è stata autrice di quella che molti hanno denominato come la riforma più “sanguinosa” degli ultimi cinquant’anni.

La Fornero ha commentato, durante un’intervista per UnoMattina Estate, l’ultimo report della CGIL secondo cui chi oggi ha difficoltà a trovare un lavoro, oppure ha un impiego non pagato a sufficienza, andrà in pensione in età avanzata (dopo i 70 anni) e con un assegno al limite della sopravvivenza.

Una situazione preoccupante, in parte dipendente proprio dalla riforma approvata dalla Fornero che ha legato l’età pensionabile all’aumento delle aspettative di vita, disponendo l’aggiornamento dei requisiti per andare in pensione ogni due anni.

Tant’è che il presentatore di Uno Mattina Estate, Roberto Poletti, ha fatto alla Fornero la solita domanda, la stessa che da anni il Ministro del Lavoro nel Governo Monti si sente ripetere: “Lei rifarebbe la riforma delle pensioni negli stessi termini?

Nel rispondere la Fornero ha fatto un’analisi approfondita di quella che è l’attuale situazione, indicando anche la strada da seguire affinché ai giovani di oggi si possa garantire una pensione dignitosa.

Riforma delle pensioni, la Fornero detta la via da seguire

Secondo la Fornero non è tanto la riforma del 2011 ad averci portato nella situazione attuale, quanto le difficoltà del mercato del lavoro. D’altronde, se ad una persona “non si offre altro che una vita di lavoro precaria, sfortunata e mal pagata” è quasi impossibile che questa arrivi a maturare una pensione dignitosa.

Ecco perché più che intervenire sul piano previdenziale (ricordiamo che la Fornero in più di un’occasione si è detta contraria a Quota 100) il Governo dovrebbe pensare ad un intervento di tipo pubblico assistenziale.

Il vero problema - sempre secondo la Fornero - è dato dal sistema contributivo scelto per il calcolo della pensione, il quale fa sì che l’importo dell’assegno futuro dipenda solamente da quanto accumulato durante la vita lavorativa. Quindi, se questa è stata frammentata e se gli stipendi percepiti sono stati molto bassi è ovvio che “ci vuole un intervento di sostegno e assistenza” che guardi al futuro dei cittadini.

Un intervento che per la Fornero non deve essere finanziato con i contributi sociali - i quali già sono molto alti rendendo così il costo del lavoro meno competitivo rispetto ad altri Paesi - bensì tramite la tassazione generale. Come? “Ricorrendo al Fisco sui redditi, così che coloro che sono più ricchi paghino di più”, un sistema proporzionale che - ha ricordato la Fornero - è il “nostro principio costituzionale”.

Riforma pensioni, la Fornero propone i contributi per i disoccupati

Anche la Fornero è d’accordo con la CGIL sul fatto che per evitare che in futuro molti lavoratori si trovino senza una pensione dignitosa è necessario intervenire già da oggi.

La soluzione pensata dall’ex Ministro del Lavoro è di utilizzare le risorse a disposizione non tanto per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro quanto per incrementare i contributi previdenziali.

Una soluzione potrebbe essere quella di coprire i contributi non versati nel periodi di disoccupazione. A riconoscere i contributi - ma solo per i periodi in cui il disoccupato è attivo, ovvero cerca lavoro in connessione con i centri dell’impiego - sarebbe lo Stato (e non il cittadino, come nel caso dell’ultima pace contributiva approvata), ricorrendo appunto alla tassazione generale.

Una soluzione pensata per l’immediato quindi, non una pensione di garanzia che potrebbe anche cambiare con il passaggio ad un nuovo Governo.

Solo dopo queste premesse la Fornero ha risposto alla domanda posta ad inizio intervista da Poletti, dicendo che “qualora le circostanze si ripresentassero come allorarifarebbe la riforma così come disegnata nel 2011.

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