Pensioni, Ape: ecco come fare domanda

Ape: come fare domanda? Ecco tutte le novità in materia di anticipo pensionistico.

Ape anticipo pensionistico: come fare domanda?

L’Ape è una delle misure inserite nella riforma delle pensioni ideata dal Governo Renzi che consentirà ai beneficiari di andare in pensione anticipata.
Ma come si fa a chiedere l’Ape? Per fare richiesta di pensione anticipata tramite l’Ape occorrerà effettuare una doppia domanda all’Inps. Con la prima domanda dovrà essere chiesta all’Istituto di previdenza la certificazione del diritto all’Ape mentre con la seconda si passerà direttamente all’attivazione dell’anticipo finanziario a garanzia pensionistica facendo in contemporanea la domanda per la pensione vera e propria.

La procedura appena accennata è quella che fa riferimento all’Ape volontaria. Nel caso di Ape d’impresa, tuttavia, la procedura rimane la stessa. Con Ape di impresa si intende la forma di anticipo pensionistico cui si può accedere a fronte di un accordo sindacale, che prevede il pagamento di contributi aggiuntivi che possono essere o a carico del datore di lavoro o degli enti bilaterali o dei fondi di solidarietà categoriali in modo da incrementare l’importo dell’assegno previdenziale.
Discorso diverso è invece quello che riguarda l’Ape social, l’anticipo pensionistico a costo zero pensato per i lavoratori che si trovano in situazioni di difficoltà: in questo caso, infatti, la procedura sarà più diretta.

Ecco tutte le istruzioni da seguire per chiedere l’Ape anticipo pensionistico.

Pensione anticipata, come si chiede l’Ape?

Occorre innanzitutto ricordare che possono fare domanda di Ape volontaria tutti coloro che hanno almeno 63 anni di età e 20 di contributi, oltre che una pensione di vecchiaia certificata dall’Inps che non sia inferiore a 1,4 volte il minimo (circa 700 euro) al netto delle rate di ammortamento per l’anticipo ottenuto. La durata dell’Ape va da un minimo si sei mesi a un massimo di tre anni e sette mesi. Per quanto riguarda il finanziamento mensile, lo stesso non potrà superare il 90% della pensione futura certificata e nemmeno essere inferiore a una soglia che non è ancora stata stabilita.

In ogni caso la scelta verrà effettuata con l’Inps utilizzando il simulatore «La tua pensione» disponibile nel sito dell’Istituto di previdenza nazionale. Per effettuare la scelta occorrerà accedere trasformando il proprio Pin in una identità digitale Spid di secondo livello, ossia con una password usa e getta. Il simulatore consentirà di scegliere l’importo e la durata dell’Ape, calcolando nell’immediato il costo del rimborso ventennale e il peso che lo stesso avrà sulla pensione.

Tutti i dettagli per l’utilizzo e le procedure di accesso al simulatore verranno in ogni caso stabilite con più precisione con un decreto del Presidente del Consiglio.
Il lavoratore con la domanda per l’Ape dovrà scegliere la banca e l’assicurazione che dovranno essere indicate nel contratto di finanziamento curato dall’Inps. Per quanto riguarda interessi e premi, gli stessi verranno indicati negli accordi-quadro da stipulare, prima del Dpcm, con Abi e Ania.

Dopo il via libera dell’Inps il pagamento dell’Ape si avrà entro 30 giorni lavorativi. Il rimborso a rate del finanziamento erogato inizierà al momento del pagamento della pensione e a dare il via allo stesso sarà proprio l’Inps, che avrà il compito di girare l’importo stabilito alla banca prescelta non oltre 180 giorni dalla data di scadenza di ogni rata.

Pensioni, come fare domanda per l’Ape social?

Il discorso è diverso per quanto riguarda l’Ape social. L’Ape social è la pensione anticipata a costo zero pensata per i disoccupati che abbiano terminato i sussidi da almeno tre mesi, per i lavoratori che assistono familiari con handicap grave (legge 104/1992) o per i lavoratori con riduzione della capacità lavorativa per invalidità civile di almeno il 74 per cento e per i lavoratori impiegati in attività considerate gravose.

La richiesta di Ape social si farà presentando all’Inps la domanda dell’indennità che consente di raggiungere la pensione finale (indennità che deve avere una durata massima 3 anni e 7 mesi) e la richiesta di riconoscimento della prestazione assistenziale di un importo pari alla futura pensione che, tuttavia, non potrà essere superiore ai 1.500 euro mensili (non rivalutabili), e non potrà esser cumulata con altri ammortizzatori sociali né con redditi da lavoro superiori a 8mila euro l’anno.

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