Minniti a Salvini: “Il mondo è più grande del Papeete Beach, Libia non è porto sicuro”

L’ex ministro dell’Interno PD attacca Matteo Salvini sulle politiche migratorie. Ma quanto è responsabile Minniti dell’attuale situazione?

Minniti a Salvini: “Il mondo è più grande del Papeete Beach, Libia non è porto sicuro”

L’ex ministro dell’Interno Marco Minniti contro l’attuale titolare del Viminale, in questi giorni in vacanza al Pepeete Beach di Milano Marittima. In un’intervista a Repubblica, il senatore PD ha criticato l’operato del leader del Carroccio Matteo Salvini sull’immigrazione, giudicando “inaccettabile” il comportamento del suo successore. E sconfessando - almeno in parte - le politiche sui migranti attuate proprio da Minniti.

Le politiche migratorie di Minniti

L’ex ministro del governo Gentiloni oggi parla della Libia come un porto non sicuro e di “drammatica interdizione” delle Ong. Eppure, il 31 marzo 2017 fu proprio Minniti a siglare un accordo con il governo libico e i capi di 60 tribù per il contenimento dei flussi migratori, un patto giudicato “disumano” dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani che aveva accertato le condizioni dei centri di detenzione e l’operato della guardia costiera libica.

E fu sempre Minniti, l’estate dello stesso anno, ad approvare il ‘Codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare’, obbligatorio per le Organizzazioni non governative. Il Codice fu il primo vero atto di “sfiducia” delle Ong da parte di un governo italiano, che contribuì nel sentimento pubblico a quell’opera di criminalizzazione delle organizzazioni che si occupano di salvare i migranti.

L’attacco di Minniti a Salvini

La Libia non è un porto sicuro. In questo momento poi, c’è una guerra civile: non possono essere rimandati là”, ha detto Minniti a Repubblica, ricordando che “il centrosinistra non ha mai fatto operazioni di respingimento”. Il senatore PD ha ribadito l’importanza del sistema di salvataggioche coinvolgeva la Guardia costiera italiana, le Ong e le missioni navali Thesis di Frontex e Sophia”. Un dispositivo che, adesso, “è stato smontato”.

E ritorna sul pericolo infiltrazioni terroristiche: “Le Ong sono oggetto di una drammatica interdizione. Con questa logica spietata e brutale si è lasciato un gigantesco buco nero nel Mediterraneo, rischioso anche per la sicurezza italiana”. Ma cosa è cambiato in Libia rispetto a quando Minniti era al governo? La situazione, ma non è detto che ciò non fosse prevedibile, “si è deteriorata[...]. Nel momento in cui la Libia chiude i centri di accoglienza, l’italia e la Ue non possono fare finta di nulla”.

Parte poi l’attacco personale a Salvini, secondo Minniti “sull’orlo di una crisi di nervi. Il ministro della paura sembra impaurito”. “Siamo a un passo dall’emergenza umanitaria, mentre Salvini discute come se fosse sempre al Papeete Beach”, affonda Minniti.

Di recente, lo stesso ex titolare del Viminale era stato accusato da Matteo Renzi di essere la causa del crollo del PD, proprio per via delle sue politiche sull’immigrazione.

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1 commento

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edb1950 • 2 mesi fa

Ha ragione Minniti. La questione è molto semplice ed è diversa . Oggi vince capitan fracassa con i sondaggi a quasi il 38% più un altro 17% dei 5 stelle quindi (come direbbe Crozza imitando Salvini) il popolo è con noi ed è vero. Del resto la visione «particulare» dal Guicciardini in poi è stata sempre maggioritaria nell’etnia italica, la visione «sistemica» non fa parte del nostro dna fondativo. Gli italiani sono cosi da secoli, interesse individuale versus interesse collettivo, chi vince ? sempre il primo, tranne in rare occasioni di solito nelle tragedie. Capitan fracassa spinge al massimo su questo tasto e raccoglie consensi a man bassa, viceversa la proposta organica semplicemente non viene colta e/o neppure capita. Amen

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