Jackson Hole: l’annuncio di Powell sul target inflazione. Cosa ha detto il presidente Fed?

Con la conferenza di Jackson Hole si sono accesi i riflettori su Jerome Powell e le prossime decisioni della Federal Reserve. In focus il target inflazione: cosa ha detto il presidente Fed?

Jackson Hole: l'annuncio di Powell sul target inflazione. Cosa ha detto il presidente Fed?

Jerome Powell ha inaugurato la conferenza di Jackson Hole, in versione virtuale in questo tempo di pandemia.

Il discorso del numero uno della Fed era molto atteso da analisti e mercati e non ha deluso le aspettative, dando indicazioni di medio e lungo periodo soprattutto per quanto riguarda il target inflazione.

Dopo la pubblicazione delle minute dell’ultima riunione della banca centrale USA è rimasto un alone di incertezza sulla crescita economica della potenza americana.

Per questo, la conferenza di Jackson Hole sta destando interesse: Powell ha parlato di nuovi obiettivi per la stabilità dei prezzi, con previsione di una politica monetaria espansiava.

Powell annuncia svolta su inflazione a Jackson Hole

La Federal Reserve ha annunciato un importante cambiamento di politica, affermando che è disposta a consentire che l’inflazione diventi “moderatamente superiore al 2%” con appropriati approcci monetari.

In una mossa che il presidente Jerome Powell ha definito un “robusto aggiornamento” della politica della Fed, la banca centrale ha formalmente accettato una politica di “inflazione media”. Ciò significa che consentirà all’inflazione di correre moderatamente sopra l’obiettivo del 2% per un po’ di tempo, dopo i periodi in cui è scesa al di sotto di tale soglia.

Powell ha spiegato che:

“Molti trovano controintuitivo che la Fed voglia spingere verso l’alto l’inflazione. Tuttavia, un’inflazione costantemente troppo bassa può comportare seri rischi per l’economia”

Il presidente della Fed ha osservato che il livello dei tassi di interesse è diminuito notevolmente nel corso degli anni ed è probabile che rimanga così.

Ha messo a confronto la situazione attuale con quella che la Fed ha affrontato 40 anni fa, quando l’allora presidente Paul Volcker ha inaugurato una controversa serie di aumenti dei tassi che cercavano di contenere l’inflazione.

Nel corso degli anni, i cambiamenti fondamentali nell’economia, come i dati demografici e la tecnologia, hanno spostato l’attenzione della Fed sull’inflazione che è diventata troppo bassa.

Si procederà a un cambiamento di approccio anche per quanto riguarda l’occupazione, in modo che la Fed possa concentrarsi sui posti di lavoro a bassa retribuzione.

L’obiettivo di massima occupazione sarà informato dalle “carenze di occupazione” rispetto al massimo livello, piuttosto che dalle precedenti “deviazioni” dal suo livello massimo. Il cambiamento riflette l’opinione della Fed secondo cui possono mantenere bassi i tassi per alimentare la crescita dell’occupazione senza innescare un’inflazione eccessiva.

Il seguente testo è stato scritto prima della conferenza

Non solo inflazione: cosa dirà Powell?

Non c’è soltanto l’inflazione tra i temi caldi della futura politica monetaria.
La conferenza di Jackson Hole potrebbe dare indicazioni più a largo raggio sul futuro dell’economia statunitense.

La Fed, come indicato dai verbali della riunione di luglio, sembra voler rafforzare il suo impegno per la piena occupazione. Il tasso di disoccupazione si trova attualmente al 10,2%, in calo rispetto al picco del 14,7% di aprile ma ben al di sopra del livello pre-pandemia del 3,5% a febbraio.

Per questo, il discorso di Powell potrebbe includere anche l’indicazione di una politica il più accomodante possibile fino a quando l’inflazione e l’occupazione non saranno stabilizzate. Per adempiere a entrambi gli impegni, la banca centrale dovrà mantenere i tassi ancorati vicino allo zero fino a quando gli obiettivi non saranno raggiunti.

Infine, l’invito a ulteriori manovre fiscali nei confronti dell’amministrazione USA sarà forse rafforzato.

Mercati, economisti, analisti attendono il discorso di Powell a Jackson Hole per capire quale direzione prenderà la Fed e, soprattutto, il futuro USA.

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