Intelligenza Artificiale contro il coronavirus: IBM entra in campo con Watson

L’Intelligenza Artificiale messa a punto da IBM entra in campo contro il coronavirus offrendo utili servizi ai cittadini di tutto il mondo.

Intelligenza Artificiale contro il coronavirus: IBM entra in campo con Watson

L’Intelligenza Artificiale si schiera contro il coronavirus con Watson, l’IA sviluppata da IBM, che il colosso del tech ha messo al servizio dei cittadini durante l’emergenza.

Non sono pochi gli esempi del valido aiuto che la tecnologia può garantire in situazioni di crisi. Questo è vero in particolar modo in campo medico, dove l’Artificial Intelligence sta dando un contributo prezioso nella ricerca di un rimedio alla COVID-19.

La stessa IBM, con il suo supercomputer Summit, ha già contribuito a una ricerca scientifica che ha permesso di isolare sostanze chimiche potenzialmente capaci di curare il virus.

Il contributo dell’IA però non si limita al solo settore sanitario, istituzioni e ricercatori in diverse parti del mondo stanno usando tecnologie simili per garantire ai cittadini un’informazione corretta e puntuale.

Intelligenza Artificiale contro il coronavirus: il ruolo di Watson

IBM ha messo a disposizione una versione dell’algoritmo di Watson appositamente rielaborato per rispondere a diversi compiti utili a coadiuvare gli sforzi di contenimento e prevenzione adottati dai governi.

Il sistema è disponibile gratuitamente per 90 giorni, lo fa sapere l’azienda stessa. Sono già numerosi gli Stati americani ed europei che hanno già scelto di farne uso, fra cui Spagna e Gran Bretagna.

Ma come si mette un’Intelligenza Artificiale a servizio della comunità? Ad esempio, Watson può fornire importanti indicazioni e notizie in tempo reale ai cittadini utilizzando i dati disponibili da fonti esterne selezionate, contribuendo a scongiurare la proliferazione di dannose fake news.

Tra le altre cose, l’assistente virtuale può fornire linee guida ufficiali sulla prevenzione, numeri utili, informazioni sulle aperture dei negozi e così via. Ma sono moltissimi altri i compiti che Watson può svolgere a seconda delle singole esigenze.

Il sito TechRepublic ha riportato alcuni interessanti esempi di come l’Intelligenza Artificiale possa scendere in campo contro il coronavirus. Uno è il caso dell’Università dell’Arkansas, che ha scelto di usare Watson per rispondere a domande su test e sintomi al fine di raccogliere informazioni utili in campo clinico. In California, invece, la contea di Lancaster ha messo a lavoro l’IA di IBM per rispondere alle domande dei cittadini sul virus.

Il consorzio che sfrutta l’IA per combattere l’epidemia

A riprova di come l’Intelligenza Artificiale sia scesa in campo contro il coronavirus è nato anche un consorzio ad hoc. Si chiama C3.ai Digital Transformation Institute (C3.ai DTI) e ha dichiarato che finanzierà ricerche anti-coronavirus basate su questa tecnologia.

Il consorzio è composto da istituzioni accademiche e non, tra cui Microsoft, l’Università di Princeton, Carnegie Mellon, il MIT di Boston, la University of California, la University of Illinois e la Chicago University.

Il primo bando di ricerca è già stato lanciato ed ha un valore di ben 5,8 milioni di dollari. Oggetto dell’investimento sarà l’individuazione di: “tecniche basate sull’Intelligenza Artificiale per mitigare la pandemia”.

La mission di C3.ai DTI è di attrarre i migliori ricercatori mondiali del settore e mettere in campo uno sforzo comune affinché tutte le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale possano essere sfruttate al servizio della lotta contro il coronavirus.

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