L’euforia che ha spinto Wall Street su nuovi record non ha risparmiato nemmeno questo titolo, che in appena dodici mesi ha registrato un rally del +465%. Una performance capace di accendere l’immaginazione degli investitori e di spingere gli analisti a chiedersi: conviene ancora comprare o siamo davanti a un prezzo già “tirato” oltre misura?
Dietro questo exploit c’è una delle società più discusse del momento, simbolo della nuova corsa all’intelligenza artificiale e ai big data. I numeri sono solidi, le prospettive affascinanti, ma le valutazioni di Borsa sono da capogiro.
I fondamentali di Palantir (crescita record, valutazioni alle stelle)
Palantir non è più soltanto la società dei grandi contratti governativi che l’hanno resa celebre. Negli ultimi anni ha ampliato con decisione la propria presenza nel mercato commerciale, soprattutto negli Stati Uniti, dove il fatturato è aumentato del 47% su base annua. Nel segmento pubblico la crescita è stata addirittura più forte, +49%, con margini lordi che superano l’80% e profitti netti stabilmente oltre il 30%. Dati che raccontano di un modello di business scalabile, capace di trasformare la domanda di analisi dei dati in redditività concreta.
La società ha rivisto al rialzo due volte le guidance nel 2025, sostenuta da una domanda crescente in difesa, sanità e finanza. Anche il sentiment degli analisti resta favorevole: secondo i dati più recenti, 23 su 27 consigliano “buy” o “hold”, con un target atteso a 200 dollari circa.
Il problema, però, è la valutazione. Con un P/E oltre 630 e un rapporto prezzo/vendite di 135, il titolo scambia a multipli molto più alti di concorrenti come Nvidia. Questo significa che la crescita c’è, ma il mercato l’ha già prezzata in abbondanza.
Previsioni: quanto può ancora correre?
Le previsioni su Palantir restano ambiziose, ma non senza ombre. Guardando al 2025, gli analisti si aspettano una forchetta compresa tra 186 e 206 dollari, quindi appena sopra i livelli attuali. In altre parol, dopo una corsa così straordinaria, il mercato sembra intravedere ancora margini di crescita, ma più contenuti rispetto al boom degli ultimi dodici mesi.
Nel 2026, le proiezioni salgono in area 358-382 dollari, nell’ipotesi che la società mantenga l’attuale ritmo di crescita e consolidi nuove fonti di ricavi dall’AI commerciale.
Lo scenario più ottimistico per il 2030 indica un target vicino ai 1.031 dollari per azione, con una capitalizzazione che la proietterebbe tra i giganti assoluti della tecnologia globale.
Per arrivarci l’azienda dovrà mantenere margini in crescita, sostenuti dall’espansione internazionale e dalla capacità di difendere il vantaggio competitivo contro colossi come Google, Amazon e Microsoft, anch’essi in corsa per dominare l’AI.
La tesi rialzista si fonda su margini record, cassa in espansione e zero debito. Quella ribassista, invece, punta sull’eccesso di valutazioni: multipli EV/EBITDA e PEG restano ben sopra le medie di settore e un eventuale rallentamento potrebbe scatenare correzioni violente.
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