Giovani e lavoro: impatto pandemia da shock

I giovani colpiti in modo sproporzionato dagli effetti della pandemia. Questo è l’allarme lanciato dall’ILO, Organizzazione Internazionale del Lavoro. Nel mondo, almeno 1 ragazzo su 6 è disoccupato a causa del coronavirus. E le prospettive potrebbero peggiorare.

Giovani e lavoro: impatto pandemia da shock

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha lanciato un monito di estrema gravità e urgenza: un intero gruppo sociale, quello dei giovani, è sull’orlo della disperazione.

Sono i ragazzi e le ragazze del mondo, infatti, che stanno maggiormente pagando gli effetti economici della pandemia, con la perdita di posti di lavoro a ritmi preoccupanti.

Almeno 1 giovane su 6 non è più occupato a causa del coronavirus e le donne risultano le più vulnerabili. Le prospettive potrebbero presto peggiorare se non si interviene in tempo: risorse, energie, vitalità e creatività necessarie al mondo rischiano di restare inutilizzate.

L’impatto della COVID-19, quindi, è davvero da shock per la categoria giovanile in tutto il mondo: i numeri del report lo dimostrano.

Allarme giovani e lavoro nel mondo: i dati

I giovani, considerati nella fascia di età 14-25, sono colpiti in modo sproporzionato dalla pandemia e il sostanziale e rapido aumento della disoccupazione giovanile prende di mira soprattutto le donne.

I numeri evidenziati nell’ultimo report spiegano con eloquenza quanto sta accadendo nel mondo: 1 giovane su 6 non lavora più per effetto della pandemia e chi ha ancora un’occupazione ha visto un calo del 23% delle ore lavorate.

Nel secondo trimestre 2020 sono stimati almeno 305 milioni di posti di lavoro a tempo pieno in meno nel mondo, corrispondenti ad un calo delle ore impiegate in un’occupazione del 10,7% rispetto al 2019.

Un’intera generazione a livello internazionale, quella che dovrebbe dare speranza la futuro, rischia di soccombere nella crisi della pandemia. Questo è dovuto anche alla presenza di molti lavoratori under 25 nei settori più esposti all’impatto economico del coronavirus.

Le categorie lavorative considerate maggiormente a rischio disoccupazione per Covid-19 impiegano nel mondo 178 milioni di giovani, ovvero 4 su 10 lavorano in questi settori. Solo nell’economia informale, per esempio, sono occupati il 77% dei lavoratori under 25.

Lo scenario è da shock secondo gli esperti, visto che già senza la pandemia questo gruppo generazionale vantava 68 milioni di disoccupati e ben 267 milioni di giovani fuori da lavoro e studio.

Pandemia e mondo del lavoro: lo shock è triplice

A fronte dei dati raccolti, l’ILO ha lanciato un monito ai Governi del mondo:

“L’eredità del virus potrebbe essere con noi per decenni. Se il loro talento ed energia sono affiancati da una mancanza di opportunità o abilità danneggerà per tutti il futuro e renderà molto più difficile ricostruire una migliore economia post-COVID

Non solo, l’impatto coronavirus sulla generazione più giovane potrebbe essere addirittura triplice: distruggere il lavoro; interrompere il processo di istruzione; ostacolare l’ingresso nel mondo professionale e la mobilità lavorativa.

Anche in questo caso, quindi, la politica a livello globale è chiamata ad agire in fretta e con molta lungimiranza: giovani che lavorano sono la speranza del mondo.

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