Come aprire un sindacato: procedura, tempi e costi

Aprire un sindacato è un’impresa nobile e per farlo ci sono alcuni passaggi da seguire: ecco come ottenere i permessi dal Ministero del Lavoro.

Come aprire un sindacato: procedura, tempi e costi

Aprire un sindacato richiede una procedura formale e l’autorizzazione del Ministero del Lavoro, che valuta organizzazione, obiettivi e servizi forniti. La Costituzione italiana all’articolo 39 stabilisce che “l’organizzazione sindacale è libera” ma devono avere a pena di inammissibilità un ordinamento interno a base democratica.

In questa guida le informazioni necessarie e la procedura da seguire per costituire un sindacato con personalità giuridica a tutela dei lavoratori aderenti.

Cos’è un sindacato

Prima di addentrarci negli step necessari a costituire un sindacato vediamo di cosa di occupa e quali sono le sue finalità. Un sindacato è un ente che fornisce assistenza sociale senza alcuno scopo di lucro e che si pone come unico obiettivo l’assistenza ai lavoratori, la tutela dei loro diritti, le consulenza ai pensionati e ai privati cittadini: questo ente dunque effettua consulenze socio-assistenziali e si occupa di liquidazioni e di pensioni. Altro compito fondamentale di un sindacato è poi l’assistenza su:

  • sicurezza sociale;
  • successioni;
  • legislazione di natura fiscale;
  • diritto di famiglia;
  • permanenza degli italiani all’estero.

Possono usufruire delle prestazioni offerte dai sindacati tutti coloro che ne avranno necessità senza alcuna limitazione: i servizi sono generalmente gratuiti (o resi ad un prezzo simbolico) per chi non raggiunge il reddito minimo mentre se fosse necessario il ricorso a professionisti, le collaborazioni con questi sarebbero effettuate stipulando delle particolari convenzioni con i loro ordini di riferimento.

Aprire un sindacato: che requisiti servono

Per costituire un sindacato occorrono precisi requisiti che verranno valutati al fine di autorizzare o negare l’attività. Questa può essere svolta soltanto da:

  • associazioni di carattere nazionale e le confederazioni che si occupano di lavoratori;
  • associazioni con finalità cosiddetta assistenziale;
  • suddette organizzazioni che siano state costituite almeno da 3 anni;
  • associazioni che risultano in possesso dei mezzi sia economici che tecnici per fornire un servizio completo e professionale.

Le informazioni da rendere al Ministero

L’autorizzazione all’apertura di un sindacato viene concessa dal Ministero del Lavoro che ha il dovere di verificare la presenza dei requisiti necessari (elencati nel paragrafo precedente) per l’attuazione della richiesta ricevuta.

Al Ministero bisogna fornire obbligatoriamente le informazioni seguenti:

  • disponibilità finanziaria;
  • finalità del sindacato;
  • indicazione in merito alla sede;
  • prestazioni offerte.

Quanto tempo serve per aprire un sindacato?

Passiamo adesso alle tempistiche. Dopo aver inviato la richiesta al Ministero del Lavoro la procedura viene presa in carico entro 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione.

In caso di conferma, questa diventa ufficiale dopo 12 mesi: infatti il Ministero si riserva un anno dall’invio della richiesta per elaborare il nulla osta definitivo. Dopo la conferma ci si può iscrivere presso il registro delle persone giuridiche rivolgendosi alla Prefettura di riferimento sul territorio.

In caso di esito negativo, una nuova richiesta di aprire un sindacato può essere inoltrata soltanto dopo 5 anni dalla data del rifiuto.

Costi e franchising

Chi vuole aprire un sindacato dovrà affrontare dei costi: in media per avviare le procedure, fondare la sede, provvedere a materiali e strumentazione e pagare il personale competente occorrono alcune migliaia di euro.

In alternativa, è possibile aprire un sindacato in “franchising”, creando una sede distaccata sul territorio di un determinato sindacato.

Argomenti:

Lavoro Sindacati

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