Il futuro della logistica ci anticipa quali sono le prospettive dell’economia

Vincenzo Caccioppoli

1 Dicembre 2020 - 18:04

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I dati e le prospettive della logistica ci forniscono indicazioni utili per comprendere quali saranno le dinamiche future dell’economia.

Il futuro della logistica ci anticipa quali sono le prospettive dell'economia

La pandemia ha chiaramente avuto un impatto fortissimo sul settore della logistica e della supply chain in tutto il mondo. Ed e proprio analizzando i dati e le prospettive della logistica che si può avere qualche utile indicatore per quelle che potranno essere le dinamiche future dell’economia e le reali indicazioni sulla ripresa che ci si attende nella seconda parte del 2020 e nel 2021.

Ed ecco che analizzando i risultati della ultima ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano, presentata alla fine di Ottobre, durante il convegno online «Contract Logistics: “dall’emergenza le basi per un nuovo futuro» - che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 manager della logistica - si vede come in effetti la pandemia abbia avuto un impatto pesante sulla catena logistica con consistenti cali di fatturato, ma anche con qualche segnale incoraggiante per il futuro.

Nel 2020, infatti, secondo i dati dei ricercatori dell’Osservatorio il mercato della logistica dovrebbe calare del 9,3%, uno dei dati peggiori degli ultimi venticinque anni. Questo è determinato in gran parte per un consistente calo dell’export e del traffico merci, dovuto ai lockdown generalizzati che hanno interessato tutto il mondo a Marzo e Aprile.

Le previsioni sul fatturato per il comparto sono di 77,8 miliardi di euro. “La pandemia ha avuto un impatto anche sulle operazioni di fusione e acquisizione nel settore: delle 92 operazioni concluse fra il 2015 e il 2020, che hanno coinvolto fornitori di logistica internazionale (nel 34% dei casi) e nazionale (66%), solo 9 hanno avuto luogo quest’anno, contro le 16 del 2019, ed è calato notevolmente il fatturato delle aziende acquisite, pari a 100 milioni di euro contro i 500 milioni dell’anno precedente” si legge nel report del Politecnico di Milano. Questa contrazione però è racchiusa soprattutto nel periodo della quarantena imposta dai Governi per contrastare la diffusione della pandemia. Uniche eccezioni sono, come era facile prevedere, quelle che riguardano l’e-commerce e i settori Food e Healthcare, che non hanno risentito delle chiusure, ma anzi hanno registrato volumi di vendita in crescita.

Con le riapertura a Giugno, i volumi della logistica sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ripresa che potrebbe non avere avuto eccessivi impatti negativi dalle nuove chiusure per arginare la seconda ondata. Questo perché le aziende della logistica sono state molto pronte a reagire alla crisi sistemica derivata dallo scoppio della pandemia. Esse, infatti, hanno puntato moltissimo sulla innovazione, che è stata la chiave di volta per reagire alle restrizioni imposte dalle chiusure. 501 sono le start up create in questo periodo, a livello internazionale, che forniscono soluzioni hardware o software per la logistica, (+57% rispetto al 2018).

Interessante anche il dato che registra il finanziamento complessivo per queste aziende, pari a 9,56 miliardi di dollari, +92%, rispetto all’anno precedente. “L’emergenza sanitaria ha sicuramente interrotto un trend di crescita pluriennale del settore, che nel 2019 aveva raggiunto un fatturato previsto pari a 86 miliardi di euro, +0,8% in termini reali sul 2018, e a 84,8 miliardi nei dodici mesi precedenti, +1,6% rispetto al 2017”, prosegue il comunicato.

L’emergenza Covid19 ha messo a dura prova i sistemi logistici di committenti e fornitori di servizi logistici, provocando un forte calo del fatturato non completamente compensato dalla robusta ripresa estiva, che interrompe il trend di crescita registrato fino al 2019 – ha affermato Marco Melacini, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics - ma ha anche riportato la logistica al centro delle strategie aziendali, evidenziando la resilienza del settore, capace di reggere l’urto della pandemia e operare anche in condizioni difficili. E, soprattutto, non si è fermata la spinta all’innovazione, con l’ingresso sul mercato di tanti nuovi attori e soluzioni innovative capaci di attirare molti più finanziamenti rispetto al passato e molte aziende che stanno cambiando passo nel loro percorso di digitalizzazione dei processi logistici”.

La logistica, che comprensibilmente può essere considerato uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza, sembra aver superato l’esame, grazie alle capacità gestionali dei suoi manager, in grado di gestire efficacemente i flussi di lavoro. Un ruolo importante è anche quello rappresentato dall’outsourcing, “che ha consentito un rapido adeguamento della capacità operativa, spostando personale da comparti fermi ad altri con picchi di domanda, e ha aiutato a riconfigurare velocemente il network logistico, aprendo nuovi depositi e spostando grandi quantità di merce”, come conclude il rapporto dell’Osservatorio.

A fronte di questi aspetti positivi, occorre però aggiungere che la fase emergenziale ha mostrato alcune fragilità del settore, su cui sono necessari adeguamenti e appropriati investimenti per migliorare efficienza e consentire al settore di essere ancora più resiliente. Per esempio il grande aumento dei volumi di vendita dell’ e-commerce ha determinato la necessità di rafforzare ulteriormente la catena della distribuzione locale.

È cresciuta, infine, la consapevolezza della fondamentale importanza di una maggiore digitalizzazione dei processi della supply chain. E proprio questa componente della innovazione tecnologica è forse quella che ha già avuto e dovrà avere ancora maggiore sviluppo nei prossimi mesi, come ha confermato Daniele Civini, Head of Sales di Jaggaer Italia, società leader nella fornitura di soluzione innovative per la supply chain.

«Nell’attuale situazione economica, sempre più complessa in tutto il mondo, le aziende devono essere smart: lavorare da remoto è ormai un imperativo e i team del procurement devono dimostrarsi agili e versatili per garantire competitività all’azienda, rimanendo al passo con la domanda e il flusso di lavoro» - ha detto il manager.

Infine il rapporto evidenzia come l’emergenza stia influenzando anche la trasformazione degli immobili legati alla logistica, con modalità diverse a seconda della tipologia di magazzini. Il Covid19 e le nuove dinamiche a cui ha dato corso impongono un ripensamento verso un maggiore sviluppo dell’«ultimo miglio», con la creazione dei «micro-fulfilment center», dove le operazioni di prelievo sono completamente automatizzate e integrate con il trasporto nell’ultimo miglio.

Inoltre, sempre maggiore attenzione viene dedicata al tema della sostenibilità dei magazzini, anche attraverso il ricorso all’automazione. L’Osservatorio, infatti, con la mappatura di circa 2,8 milioni di metri quadrati di magazzini, ha rilevato che “i nuovi immobili logistici sono sempre più vicini a diventare carbon neutral, cioè a zero emissioni di anidride carbonica. La differenza di emissioni fra i magazzini progettati più di dieci anni fa e i nuovi immobili o quelli sottoposti a rinnovamento è risultata pari al 60%”.

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