In Francia agli anti-vaccinisti potrebbe essere vietato salire sui mezzi pubblici

Mario D’Angelo

25 Dicembre 2020 - 20:50

25 Dicembre 2020 - 20:51

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Un disegno di legge del governo Macron potrebbe impedire l’accesso ai trasporti e ad altri servizi pubblici a chi rifiuta il vaccino anti Covid-19.

In Francia agli anti-vaccinisti potrebbe essere vietato salire sui mezzi pubblici

In Francia, chi rifiuta di vaccinarsi contro il coronavirus potrebbe andare incontro a limitazioni all’uso di trasporti e altri servizi pubblici. Lo prevede una proposta di legge del governo, che sarà presto inviata al Parlamento. Il presidente Emmanuel Macron, a novembre, aveva promesso che la vaccinazione non sarebbe stata obbligatoria, ma per l’opposizione l’opzione di limitare l’accesso a treni e autobus è troppo severa.

La Francia è uno dei Paesi più anti-vaccinisti d’Europa, almeno per quanto riguarda il vaccino anti Covid-19. Secondo alcuni recenti sondaggi, infatti, il 55% dei cittadini francesi dice che non vorrà ricevere l’iniezione. Altre indagini hanno trovato percentuali più basse, ma il tasso di scetticismo rimane uno fra i più alti dell’Ue.

Come per tutti i Paesi europei, la campagna vaccinale partirà domenica 27 dicembre.

Francia, la proposta: traporti pubblici vietati ad anti-vax

È stata l’agenzia di stampa AFP a riportare per prima il contenuto del disegno di legge che, se approvato, impedirebbe a chi rifiuta di vaccinarsi l’accesso ai mezzi pubblici.

Il mese scorso, il presidente della Repubblica aveva detto che il governo avrebbe provato a vaccinare più persone possibile attraverso una “strategia di convincimento e basata sulla trasparenza”.

In pratica, il disegno di legge prevede che per l’uso dei trasporti pubblici sia necessario per il cittadino esibire la prova di non essere infetto, che sia attraverso un tampone negativo o il certificato di vaccinazione.

Insorge l’opposizione contro la proposta di legge contro gli anti-vaccinisti

Questa legge non mira a rendere le vaccinazioni obbligatorie, ma impedirà a chiunque non si assoggetta di avere una vita sociale”, ha detto Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra RN, definendola una misura “essenzialmente totalitaria”. Altri hanno parlato di dittatura sanitaria.

La senatrice centrista Nathalie Goulet, citata da France24, ha detto che la proposta è un “attacco alle libertà pubbliche”, mentre il deputato di estrema sinistra Alexis Corbiere ha obiettato che, “se l’idea è di limitare le nostre libertà pubbliche, che almeno ci sia una discussione collettiva”. Il conservatore Fabien Di Filippo ha parlato di “ricatto vaccinale”.

La ministra dei Servizi pubblici Amélie de Montchalin ha detto che il disegno non vuole dare “poteri eccezionali al governo” e che nel corso del dibattito parlamentare “tutto ciò che ha bisogno di un chiarimento sarà chiarito”.

La Francia è al quinto posto nella classifica mondiale per maggior numero di casi di coronavirus. Le morti sono oltre 60.000.

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