Dopo decenni di assenza Ford potrebbe rientrare nel comparto dei veicoli militari. Potrebbe creare nuovi Ranger aggiornati per il Regno Unito
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Da oltre dieci anni il Ford Ranger è uno dei pick-up più venduti nel Vecchio Continente.
Non stupisce, quindi, la notizia data pochi giorni fa dal Financial Times: il marchio dell’Ovale statunitense è pronto a partecipare insieme a General Dynamics Land Systems e Ricardo a una gara per il rinnovamento dei mezzi militari leggeri del Regno Unito.
Una gara da 2 miliardi di sterline
Il Ministero della Difesa britannico ha recentemente reso pubblico il suo programma Light Mobility Vehicle che ha l’obiettivo di ammodernare la flotta dei mezzi leggeri, attualmente composta da vecchi modelli Pinzgauer e Land Rover.
Le risorse a disposizione sono molte e stanno attirando nomi importanti del settore automobilistico. Si parla di circa 2 miliardi di sterline (circa 2,3 miliardi di euro) con una prima tranche da 750 milioni che verrà assegnata probabilmente nella prima metà del 2027.
Ford intende essere della partita mettendo a disposizione il “suo” Ranger in una cordata che vede come capofila l’azienda americana specializzata in sistemi terrestri General Dynamics Land Systems e il gruppo ingegneristico UK Ricardo.
Il punto di forza della proposta Ford
Ford ha dalla sua un punto di forza notevole: la piattaforma del Ranger. Questo significa che, se dovesse vincere l’appalto, non avrà bisogno di creare veicoli da 0, ma potrà contare su un prodotto già consolidato e veloce da aggiornare e consegnare.
Un aspetto fondamentale in vista di una possibile crisi militare nel prossimo futuro.
Ford non è l’unico brand interessato ai veicoli militari
Ford, tra le aziende dell’automotive, è in buona compagnia. Sono delle partita anche General Motors, in collaborazione con NP Aerospace e BAE Systems, Ineos Automotive con SMT Defence e NMS UK e l’azienda specializzata in difesa Babcock, che ha proposto rivisitazioni di modelli Toyota come Hilux e Land Cruiser.
Una serie di nomi importanti che denota una tendenza sempre più diffusa: in un momento di crisi come quello che sta vivendo il mercato automobilistico europeo, schiacciato dalla concorrenza cinese, sempre più produttori guardano alla conversione dei propri veicoli commerciali in mezzi militari leggeri.
Nel caso specifico del programma UK è destinato a pesare un ulteriore fattore: la disponibilità delle aziende a portare le attività industriali nel Regno Unito. Nel bando non c’è nessun obbligo in tal senso, ma le tendenze britanniche emerse recentemente vedono di buon occhio l’aumento della capacità industriale autoctona.
Ford mira anche ai mezzi leggeri USA
L’annuncio della partecipazione di Ford non è un fulmine a ciel sereno ma rientra in una strategia di più ampio respiro partita dagli USA. Dopo aver abbandonato il settore dei veicoli militari nel 1990, la casa della Ranger è stata recentemente coinvolta del Pentagono per ammodernare gli armamenti statunitensi ed è entrata in competizione con General Motors per la realizzazione di un nuovo camion tattico per l’esercito.
In più Ford ha già messo in cascina un importante contratto pubblico per la realizzazione di 3 nuovi mezzi basati sull’architettura del pick-up Super Duty.
Il vero aspetto che differenzia Ford dai concorrenti, almeno in questa fase, è la strategia aziendale: mentre molti altri hanno già creato una divisione militare autonoma, il marchio dell’Ovale punta a riciclare i veicoli e gli stabilimenti della flotta commerciale.
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