Elezioni politiche Italia 2022, quando si vota? Data, candidati e partiti

Alessandro Cipolla

8 Agosto 2022 - 09:23

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La guida alle elezioni politiche che in Italia si terranno nel 2022: la data del voto, la legge elettorale e quali sono i partiti e i candidati in campo.

Elezioni politiche Italia 2022, quando si vota? Data, candidati e partiti

Elezioni politiche Italia, quando si tornerà a votare? Anche se l’attuale legislatura sarebbe dovuta terminare, da calendario, a marzo 2023, vista la crisi di governo e le conseguenti dimissioni di Mario Draghi, le urne nel Bel Paese si apriranno già in questo 2022.

Nel dettaglio, la data delle elezioni è quella del 25 settembre 2022; un appuntamento importante, anche perché le prossime politiche in Italia vedranno l’entrata in vigore della riforma del taglio dei parlamentari, che è stata confermata dal referendum che si è svolto il 20 e 21 settembre 2020.

Il prossimo Parlamento così sarà composto da 400 deputati e 200 senatori, per un taglio complessivo del 36,5% dei componenti di Camera e Senato. Salvo improbabili modifiche nei prossimi mesi, sarà confermato anche il Rosatellum come legge elettorale.

Ancora delle incognite invece in merito a quello che sarà lo scacchiere politico, con i sondaggi che al momento darebbero come favorito per la vittoria il centrodestra, a patto che la coalizione si presenti unita alle prossime elezioni politiche in Italia.

ELEZIONI POLITICHE ITALIA: LA GUIDA

Elezioni politiche Italia: la data

Da calendario le prossime elezioni politiche in Italia sarebbero dovute essere nel 2023, visto che l’attuale legislatura sarebbe dovuta giungere alla scadenza naturale il prossimo marzo.

La crisi di governo però porterà a una apertura anticipata dei seggi, precisamente al 25 settembre 2022. Per la prima volta nella storia repubblicana in Italia le urne si apriranno nel secondo semestre dell’anno.

La road map delle elezioni è stata delineata: entro il 14 agosto i partiti dovranno presentare i simboli elettorali, mentre per le liste dei candidati ci sarà tempo fino al 22 agosto.

A seguito delle dimissioni da parte del governatore Nello Musumeci, sempre nella stessa data del 25 settembre si voterà anche per le elezioni regionali in Sicilia: come per le politiche, si tratta di un voto anticipato ma questa volta solo di alcune settimane.

Legge elettorale

La legge elettorale attualmente in vigore in Italia è il Rosatellum, già utilizzato in occasione delle elezioni politiche del 2018. In virtù della riforma del numero dei parlamentari, verranno eletti 400 deputati e 200 senatori.

Il Rosatellum è una legge elettorale che prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale e il 37% con quello maggioritario attraverso dei collegi uninominali. Il restante 2% è riservato al voto delle circoscrizioni Estero.

Nella parte maggioritaria l’Italia viene suddivisa in diversi collegi uninominali sia per la Camera sia per il Senato: il candidato in corsa che risulterà essere il più votato, verrà automaticamente eletto in Parlamento.

Nella parte proporzionale, ogni listino può essere formato da un minimo di due fino a un massimo di quattro nomi, dove vige la quota di genere con nessun sesso che può superare il 60% dei candidati presentati. Non sono previste le preferenze con il listino che è “bloccato”: per eleggere gli eventuali onorevoli si procederà in ordine di lista.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni, che di fatto sono state rintrodotte senza la presenza del voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, mentre i voti dati solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che lo appoggiano.

I partiti

Ci sono ancora dei punti interrogativi per quanto riguarda i partiti che saranno presenti alle prossime elezioni politiche in Italia. Diversi nuovi movimenti infatti potrebbero avere grandi difficoltà nel raccogliere le 36.750 firme necessarie per presentarsi in tutti i collegi della Camera e le 19.500 per esserci in tutti quelli per il Senato.

Tutto fatto nel centrodestra, con la coalizione che sarà formata da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con l’Italia. In sostanza si tratta della stessa squadra che ha sfiorato la vittoria alle elezioni politiche del 2018.

La coalizione di centrosinistra invece dovrebbe essere composta da quattro liste: Democratici e Progressisti (Pd insieme ad Articolo 1 e Socialisti), Più Europa, Alleanza Verdi Sinistra (Verdi e Sinistra Italiana) e Impegno Civico (Di Maio).

Dopo la rottura con il Pd, Carlo Calenda appare destinato a fare squadra insieme a Matteo Renzi: oltre a Italia Viva e ad Azione, questo terzo polo dovrebbe comprendere anche Lista Civica Nazionale dell’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Corsa in solitaria invece per il Movimento 5 Stelle che non ha trovato un accordo con il Partito Democratico oppure con il resto della sinistra.

In campo ci sarà di certo Italexit che ha stretto un’alleanza con gli ex 5 Stelle di Alternativa, mentre il Popolo della Famiglia farà squadra insieme al leader di CasaPound Simone Di Stefano: la lista si chiamerà Alternativa per l’Italia. Ha annunciato la volontà di essere presente in queste elezioni anche il generale Antonio Pappalardo, leader del Movimento Gilet Arancioni.

A sinistra Potere al Popolo e Rifondazione hanno dato vita a Unione Popolare, mentre il Partito Comunista di Marco Rizzo si è alleato con Ancora Italia e Riconquistare l’Italia sotto la sigla Uniti per la Costituzione.

I candidati

La nostra legge elettorale non prevede una nomina diretta del presidente del Consiglio. Molti partiti e coalizioni però già prima delle elezioni politiche indicano quelli che sono i loro aspiranti inquilini di Palazzo Chigi.

Il candidato presidente del Consiglio del centrodestra sarà il leader del partito della coalizione capace di prendere più voti alle urne. Appare scontato il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, che si dovrebbe candidare al Senato, ma per la leadership la sfida sarà tutta tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Nel centrosinistra invece non si è discusso del nome del candidato per Palazzo Chigi, mentre tra i moderati il sogno resterebbe sempre quello di Mario Draghi: l’ex numero uno della Bce però difficilmente potrebbe essere interessato a dare vita a un suo governo bis.

Pochi dubbi invece sul fatto che Gianluigi Paragone sarà il candidato presidente del Consiglio di Italexit, così come Marco Rizzo dovrebbe guidare la lista Uniti per la Costituzione.

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