Contanti, pronto il condono sulle cassette di sicurezza

Per i contanti detenuti in cassette di sicurezza è in arrivo un vero e proprio condono fiscale. Che si parli di pace fiscale bis o di una tassa sulle somme dichiarate al Fisco, la realtà è che Lega e M5S strizzano l’occhio agli evasori.

Contanti, pronto il condono sulle cassette di sicurezza

Condono in arrivo per i contanti detenuti in cassette di sicurezza: si prepara la stagione della pace fiscale bis che, questa volta, sarà difficile definire come qualcosa di diverso da un regalo agli evasori.

Il piano del Governo - e della Lega in primis - è chiaro: favorire l’emersione del contante nascosto sotto i materassi degli italiani, che potrebbero essere sanati versando una tassa soltanto su una parte delle somme nascoste al Fisco.

È il Sottosegretario al MEF, Massimo Bitonci, ad annunciare le novità che potrebbero vedere la luce con la Legge di Bilancio 2020, con un obiettivo chiaro: reperire le risorse necessarie per finanziare la flat tax, una necessità che secondo la Lega farà crollare gli ultimi muri del M5S sul condono fiscale.

Contanti, pronto il condono sulle cassette di sicurezza

La pace fiscale torna ad essere protagonista dei lavori preparatori alla Legge di Bilancio 2020. Non ci sarà una nuova rottamazione delle cartelle ma si parla di estendere il saldo e stralcio delle cartelle anche alle imprese e di potenziamento delle procedure di conciliazione tra contribuenti e fisco in caso di accertamenti di tipo presuntivo o induttivo.

È in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera che il Sottosegretario Bitonci annuncia i piani della Lega, pur affermando che è tutto ancora in fase di elaborazione.

Così è anche per il condono sul denaro contante, del quale aveva già parlato le scorse settimane il Vice Premier Salvini. La certezza è che in ogni caso si sta pensando a come favorire l’emersione di somme nascoste, un tesoro che solo considerando quello detenuto in Italia, sarebbe pari a circa 50 miliardi di euro che, se regolarizzato, consentirebbe allo Stato di incassare somme vitali.

Secondo quanto dichiarato dal Sottosegretario della Lega si tratterà di una procedura su base volontaria, che riguarderà le “somme non dichiarate al Fisco ma non quelle che possono derivare da altri reati, come riciclaggio o peggio ancora”.

Difficile tuttavia capire quali dei contanti nascosti siano di provenienza lecita e quali invece di provenienza illecita. L’unica certezza è che si tratta di contanti non dichiarati.

Condono sui contanti, come funzionerà

Nell’intervista emergono i primi dettagli della misura allo studio: si potranno regolarizzare soltanto i contanti detenuti in cassette di sicurezza in Italia, pagando le imposte sui redditi applicando l’aliquota Irpef del proprio scaglione, dal 23% al 43%.

Non si pagherà su tutti i contanti che si intende regolarizzare, ma solo su una quota di questi, dal 30% fino al 50%. Su questo la Lega deve ancora decidere, ma alla base c’è la presunzione che su parte delle somme potrebbe ormai essere trascorso il termine di cinque anni per l’accertamento fiscale.

Un atteggiamento ambiguo che sembra quasi agevolare chi, con astuzia, è riuscito a sfuggire ai controlli del Fisco sul denaro contante, il cui uso eccessivo è ritenuto come spia di possibili fenomeni di evasione fiscale.

Bitonci: se M5S contrario useremo soldi solo per provvedimenti Lega

Questa volta sarà davvero difficile dire che la pace fiscale, così come preannunciata da Bitonci, non è un condono ed è quasi certo che sarà di nuovo lotta aperta tra Lega e M5S.

Tuttavia, secondo il Sottosegretario della Lega basterà poco per convincere Di Maio:

anche con la prima pace fiscale i colleghi del M5S avevano tante perplessità. Poi hanno visto che incasseremo 21 miliardi e hanno cambiato atteggiamento. Andrà così anche stavolta.

E, se ciò non dovesse bastare, la Lega potrebbe decidere di utilizzare gli incassi della pace fiscale solo per i suoi provvedimenti. Una provocazione che, tuttavia, la dice lunga su cosa ci aspetta nei prossimi mesi.

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