Dal 2027 ci saranno nuove regole in tutta l’Unione europea. Non sarà più possibile fare pagamenti in contanti sopra questo importo in tutti gli Stati membri.
La regolamentazione del denaro contante non è soltanto un problema nazionale, ma riguarda l’intera Unione europea, per la quale gli scambi e la circolazione dei soldi è alla base della sua stessa esistenza. Proprio per questa ragione gli Stati membri stanno cercando di collaborare per promuovere l’uso di strumenti di pagamento digitali, che sono tracciabili, pratici e sicuri per tutte le parti coinvolte. Le nuove regole per i bonifici istantanei ne sono l’esempio perfetto, perché mirano a garantire transazioni commerciali efficienti in tutto il territorio comunitario.
D’altra parte, banconote e monete continuano a essere parte integrante nella vita dei cittadini europei, che le usano per gran parte dei pagamenti quotidiani. Oltre alle singole discipline nazionali, che tengono conto delle esigenze specifiche di ogni Paese, serve aggiornare periodicamente anche la normativa europea in questo senso. I contanti non saranno mai vietati, ma devono essere gestiti tenendo conto dei rischi che vi si associano: dall’evasione fiscale a terribili reati.
Di conseguenza, anche Bruxelles prevede un limite ai pagamenti in contanti oltre a un certo importo, che non vuole sostituirsi alle disposizioni interne ma affiancarle laddove necessario. Oggi, infatti, c’è una situazione piuttosto disomogenea nell’Ue, con regole estremamente diverse da un Paese all’altro. Ma dal 2027 cambia tutto, ecco come.
Il nuovo limite ai contanti dal 2027
Il nuovo limite ai contanti nell’Unione europea entra in vigore il 10 luglio 2027, per effetto del Regolamento Ue n. 1624/2024. In particolare, Bruxelles ha imposto un tetto massimo di 10.000 euro per tutte le transazioni in contanti (e similari), con specifiche eccezioni, su tutto il territorio comunitario, proprio come vi avevamo anticipato. Questa misura punta a restituire alla cittadinanza una normativa omogenea, sotto la guida dell’Anti-Money Laundering Authority, per l’appunto l’autorità europea (con sede a Francoforte) che contrasta il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Gli Stati membri possono quindi contare su regole ben chiare e uguali per tutti a cui fare riferimento, senza tuttavia dover rinunciare interamente alla propria autonomia nazionale.
L’Unione europea consente infatti a ogni Paese comunitario di mantenere eventuali limiti più restrittivi qualora previsti, comunicandolo preventivamente alla Commissione Ue. È quindi assai probabile che molti Paesi manterranno delle soglie inferiori per il limite ai contanti, mentre è certo che nessuno potrà adottare limiti superiori ai 10.000 euro, che non è comunque una cifra troppo limitante. La scadenza per la comunicazione riguardante il limite inferiore alla soglia era prevista per il 10 ottobre 2024, ma non sappiamo al momento se qualche Stato ha colto l’occasione o se verrà concessa una proroga. Circa l’Italia non abbiamo comunicazioni pubbliche in proposito, ma non è da escludere che il Paese scelga di uniformarsi alla normativa Ue, visto che la maggioranza politica è favorevole a una maggiore elasticità nell’uso del contante.
I limiti nei 27 Paesi Ue
Ci sono Paesi che non prevedono limiti ai contanti e altri che ne prevedono di molto elevati. Per questi Stati siamo sicuri che dal 2027 ci sarà un limite univoco di 10.000 euro, mentre resta in dubbio la posizione dei Paesi che prevedono attualmente limiti inferiori. Di seguito una panoramica complessiva dei 27 Paesi Ue.
| Paesi Ue | Limite attuale | Limite dal 10/07/2027 |
| Austria | Nessuno | 10.000 euro |
| Belgio | 3.000 euro per le transazioni commerciali | 10.000 euro |
| Bulgaria | 5.100 euro | Incerto |
| Cipro | Nessuno | 10.000 euro |
| Croazia | 15.000 euro | 10.000 euro |
| Danimarca | Nessuno | 10.000 euro |
| Estonia | Nessuno | 10.000 euro |
| Finlandia | Nessuno | 10.000 euro |
| Francia | 1.000 euro (e 15.000 euro per i non residenti) | 10.000 euro per i non residenti |
| Germania | Nessuno | 10.000 euro |
| Grecia | 1.500 euro | Incerto |
| Ungheria | Nessuno | 10.000 euro |
| Irlanda | Nessuno | 10.000 euro |
| Italia | 5.000 euro | Incerto |
| Lettonia | Nessuno | 10.000 euro |
| Lituania | Nessuno | 10.000 euro |
| Lussemburgo | Nessuno | 10.000 euro |
| Malta | Nessuno | 10.000 euro |
| Paesi Bassi | Nessuno | 10.000 euro |
| Polonia | 15.000 euro | 10.000 euro |
| Portogallo | 1.000 euro | Incerto |
| Romania | 2.100 euro al giorno | Incerto |
| Slovacchia | 5.000 euro | Incerto |
| Slovenia | Nessuno | 10.000 euro |
| Spagna | 2.500 euro (15.000 euro per i non residenti) | 10.000 euro per i non residenti |
| Svezia | Nessuno | 10.000 euro |
| Repubblica Ceca | 14.000 euro | 10.000 euro |
Al giorno d’oggi ci sono soltanto 12 Paesi europei che prevedono dei limiti all’uso del contante, mentre con le nuove regole europee l’utilizzo dei contanti sarà limitato nell’intero territorio comunitario. Per tutti i Paesi che prevedono limiti superiori all’importo stabilito dall’Ue, come pure quelli che non ne hanno, da luglio 2027 il tetto massimo sarà necessariamente pari a 10.000 euro. Bisogna invece attendere ancora un po’ per scoprire cos’hanno deciso gli Stati, compresa l’Italia, che hanno vincoli più stringenti. Hanno scelto di mantenerli o si adegueranno al più permissivo vincolo europeo? Stati come l’Italia potrebbero senza dubbio sfruttare la novità per alzare il massimale, mentre Paesi come la Grecia sembrerebbero più interessati a mantenere le proprie regole.
A cosa si applica la restrizione
La normativa europea include nella definizione di denaro contante i seguenti prodotti:
- banconote e monete, includendo anche quelle che non sono più in circolazione ma possono essere cambiate dalle banche, come oggi il lev bulgaro;
- tutti gli strumenti negoziabili al portatore, quali assegni, cambiali e così via;
- monete con un tenore di oro pari o superiore al 90%;
- lingotti con tenore di oro almeno del 95,5% in forma di barre, pepite o aggregati.
Le limitazioni europee valgono quindi per tutti i trasferimenti riguardanti questi strumenti, ma non si applicano alle transazioni:
- tra persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di una professione (un regalo dei figli ai genitori, un prestito tra amici…);
- effettuati presso enti creditizi, emittenti di moneta elettronica e prestatori di servizi di pagamento.
È inoltre opportuno ricordare che le regole sui pagamenti in contanti arrivano in un più ampio pacchetto europeo che punta a contrastare il riciclaggio di denaro e l’evasione, passando anche dai controlli doganali.
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