Riciclaggio

Il termine Riciclaggio, qui inteso come riciclaggio di denaro, consiste nel crimine regolamentato dall’articolo 648 bis del codice penale.
Il riciclaggio di denaro è l’atto illecito consistente in una serie di operazioni messe in atto per dare una parvenza di liceità a capitali che non lo sono e rendendo difficile individuare la loro provenienza o i soggetti su cui rivalersi per recuperarli. Sul riciclaggio di denaro si basa la cosiddetta economia sommersa. L’incriminazione del riciclaggio è uno strumento alla lotta alla criminalità organizzata. Questa, attraverso appropriazione illecita di denaro (il cosiddetto denaro sporco), lo ripulisce o per l’appunto lo ricicla, per far apparire lecita l’attività o i suoi proventi, e utilizzare il denaro pulito. La pulizia del denaro avviene attraverso mezzi leciti, per questo è molto difficile risalire alla sua provenienza. Si tratta di un delitto che avviene in tre fasi:

  1. La prima fase è il posizionamento o “smurfing”. I proventi del crimine sono convertiti in attività.
  2. La seconda fase è quella della stratificazione o “layering”. Il ricavato dell’attività di stratificazione viene convertito o spostato acquistando beni legittimi e allontanando il più possibile la fonte dell’illecito.
  3. La terza fase è quella dell’integrazione. I beni ora resi legittimi vengono reinseriti nell’economia legale fino a perdere ogni traccia della fonte e ottenendo un profitto apparentemente lecito.

Il riciclaggio è punito con una pena pecuniaria e detentiva.

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