Coronavirus, allarme Coldiretti: è corsa alle scorte di riso. Cosa vuol dire per il mercato?

Coldiretti ha lanciato un allarme: nel mondo è corsa alle scorte di riso. Che cosa vorrà dire per il mercato se lo scenario dell’emergenza non si dovesse risolvere in breve tempo?

Coronavirus, allarme Coldiretti: è corsa alle scorte di riso. Cosa vuol dire per il mercato?

Coldiretti ha dichiarato che a causa del coronavirus è scoppiata una guerra del riso, che ha determinando una corsa mondiale alle scorte e un’impennata dei consumi. Cosa vuol dire per il mercato?

L’allarme è stato lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Terra e sottolinea come lo scenario determinato dall’emergenza sociosanitaria globale stia ribaltando i paradigmi del mercato.

Si sta assistendo a una rinnovata attenzione verso gli alimenti principali della catena alimentare, il loro ruolo originario come fonte di nutrimento e una spinta della domanda verso gli alimenti più semplici e “domestici”, proprio come il riso, il cereale più consumato del mondo.

Questo, ha spinto i grandi produttori ad accumulare scorte strategiche sconvolgendo il commercio globale e l’andamento dei prezzi.

Allarme Coldiretti: è scoppiata la guerra del riso, corsa alle scorte

La corsa alle scorte di riso così come il conseguente aumento del suo valore sul mercato sono solo alcuni aspetti che stanno determinato un clima teso in tutto il mondo.

Secondo l’International Rice Research Institute (IRRI) se l’emergenza non mostrasse segni di risoluzione, il picco dei prezzi del riso toccherebbe tutto il mondo con percentuali in crescita sul medio-lungo termine tra il 19 e il 52%.

L’ago della bilancia sarà la ripresa delle esportazioni. A causa delle conseguenze del lockdown il Vietnam ha contingentato le spedizioni, mentre India e Bangladesh hanno subito un contraccolpo più pesante dovendo bloccare totalmente le consegne di riso locale per l’estero. In Thailandia i prezzi del riso hanno toccato il tetto più alto dal 2013.

Ma, come ha riferito Coldiretti, il rischio è che la congiuntura si riversi negativamente soprattutto su quei Paesi che hanno vissuto in condizioni di “insicurezza alimentare” portando cifre già preoccupanti (sono oltre 55 milioni di persone in 55 Paesi a soffrire la fame secondo il rapporto del Network Globale contro le Crisi Alimentari) a livelli molto più gravi.

La situazione dell’Italia

Il coronavirus ha spostato gli equilibri del mercato mettendo le produzioni agricole al centro dell’economia, persino davanti al petrolio, crollato a causa del blocco industriale. I raccolti sono considerati risorse strategiche da proteggere e da accumulare per farsi trovare pronti a fronteggiare qualsiasi scenario futuro.

Per l’Italia Coldiretti ha dipinto uno scenario mediamente positivo. Sebbene l’importanza del settore risiero sia stato storicamente sottovalutato nel nostro Paese, possiamo beneficiare di un’impronta forte nell’agricoltura a livello comunitario.

Il Made in Italy, per prodotti come grano duro, pasta, vino, orto-frutta, salumi e formaggi, ma anche il riso stesso, conta un buon numero d’imprese di valore e primati produttivi. Una filiera allargata che vale circa 538 miliardi e conta oltre 3,6 milioni di occupati.

Segnali come la corsa alle scorte di riso mettono in risalto la dimensione globale dell’allarme dovuto al coronavirus e come abbia stimolato una maggiore consapevolezza del valore del cibo e di tutta la filiera che opera intorno ad esso.

Secondo Ettore Prandini, presidente della Coldiretti, la pandemia sta però mettendo a nudo tutte le fragilità di quest’ultima, per questo, egli sostiene che sia necessario:

“intervenire con il piano Marshall proposto da Coldiretti per l’agroalimentare, che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità in un momento in cui la terra è diventata la prossima frontiera per le nuove generazioni”.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories