Il grande annuncio di Trump del prossimo Presidente della Fed che prenderà il posto di Powell è appena arrivato.
Sarà l’ex governatore della Fed Kevin Warsh il successore dell’attuale Presidente della Banca centrale americana Jerome Powell.
A fare l’annuncio, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con un post su Truth Social.
Trump su Kevin Warsh, potrà passare alla storia come il miglior Presidente della Fed
Così Donald Trump nel post con cui ha dato la notizia della nomina di Kevin Warsh a prossimo numero uno della Federal Reserve, mettendo in evidenza la posizione, o meglio le posizioni che l’ex governatore ricopre al momento.
“Sono lieto di annunciare la nomina di Kevin Warsh a PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI GOVERNATORI DELLA FEDERAL RESERVE. Kevin attualmente ricopre l’incarico di Shepard Family Distinguished Visiting Fellow in Economia presso la Hoover Institution ed è docente alla Stanford Graduate School of Business. È partner di Stanley Druckenmiller presso Duquesne Family Office LLC”.
Trump ha concluso il post, sottolineando di credere che Warsh - quasi 56 anni, nato il 13 aprile 1970 - potrebbe confermarsi il miglior Presidente della Fed:
“Conosco Kevin da molto tempo e non ho alcun dubbio che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore. Oltre a tutto il resto, è “central casting” (ovvero, perfetto per il suo ruolo) e non vi deluderà mai. Congratulazioni, Kevin!”
Il curriculum di Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve
Chi è Kevin Warsh? Così si legge nella biografia disponibile sul sito della Federal Reserve, che ricorda il momento in cui il banchiere ha fatto il suo ingresso nel board della Banca centrale americana, 20 anni fa, diventando uno dei governatori.
Kevin Warsh è stato governatore della Fed fino al 2011.
“Kevin M. Warsh ha prestato giuramento come membro del Board of Governors del Federal Reserve System il 24 febbraio 2006. Ha lasciato il Board il 31 marzo 2011.
Warsh è nato ad Albany, nello Stato di New York. Ha studiato scienze politiche, con un’enfasi su economia e statistica, alla Stanford University, dove ha conseguito la laurea con lode nel 1992. Ha poi proseguito gli studi alla Harvard Law School, concentrandosi sulla correlazione tra diritto, economia e politica, ottenendo la laurea in giurisprudenza nel 1995. Ha inoltre completato corsi in economia dei mercati e nei mercati dei capitali di debito presso la Harvard Business School e la Sloan School of Management del Massachusetts Institute of Technology.
Nel 1995 Warsh ha accettato un incarico nel dipartimento fusioni e acquisizioni di Morgan Stanley & Co. a New York. In questo ruolo ha operato come consulente finanziario per diverse aziende attive in vari settori, tra cui manifatturiero, materie prime, servizi professionali e tecnologia. Inoltre, ha contribuito a dar vita a operazioni sui mercati dei capitali e a facilitare finanziamenti sia obbligazionari sia azionari.
Nel febbraio 2002 Warsh ha lasciato il suo incarico di vicepresidente e direttore esecutivo presso Morgan Stanley & Co. per entrare nell’amministrazione del Presidente George W. Bush. Ha ricoperto il ruolo di assistente speciale del presidente per la politica economica e di segretario esecutivo del National Economic Council. Warsh ha consigliato il presidente e gli alti funzionari dell’amministrazione su questioni relative al’’economia statunitense, in particolare sui flussi di capitali nei mercati finanziari, sui titoli, sul sistema bancario e assicurativo. In quel periodo è stato anche membro del President’s Working Group on Financial Markets.
Il presidente Bush ha nominato poi Warsh al Board of Governors nel 2006. Durante il suo mandato, Warsh ha rappresentato il Board presso il G20 ed è stato emissario verso le economie emergenti e avanzate dell’Asia. Inoltre, ha svolto le funzioni di governatore amministrativo, gestendo e supervisionando le operazioni del Board, il personale e la performance finanziaria. Durante la sua permanenza al Board, Warsh ha tenuto numerosi discorsi di rilievo, molti dei quali dedicati alla grande recessione del 2007-2009, tra cui “The End of History?”, “The Federal Funds Rate in Extraordinary Times” e “Rejecting the Requiem”.
Era stato lo stesso Trump nella giornata di ieri giovedì 29 gennaio 2026, parlando con i giornalisti a margine delle prèmiere di “Melania” - il fim sulla First Lady Melania Trump - a riferire che l’annuncio del nome del successore di Powell sarebbe arrivato oggi. “Annuncerò il nome del Presidente della Fed domani mattina (oggi per chi legge)”.
Alla domanda se avesse già preso una decisione, il capo della Casa Bianca ha risposto: “Sì, lo devo fare, altrimenti dovrei mettermi al lavoro molto in fretta ”.
Fed, oggi 30 gennaio 2026 Trump ha annunciato il nome del successore di Powell
L’annuncio del prossimo timoniere della Fed è arrivato nella mattinata americana (ora di New York) di oggi, 30 gennaio 2026.
L’iter per decidere chi sarà il successore di Jerome Powell aveva preso il via lo scorso settembre: 11, inizialmente, i componenti della rosa di candidati a occupare la poltrona della Presidenza della Federal Reserve, banca centrale americana nelle mani dell’attuale Presidente Jerome Powell, la cui riconferma è stata considerata ormai a dir poco improbabile, dopo i continui attacchi, insulti e ingiurie rilanciati da Trump.
Fin dal suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio del 2025, a seguito della vittoria all’Election Day del 5 novembre 2024, Trump si è scagliato ripetutamente contro Powell per le decisioni sui tassi adottate dal banchiere centrale, che ha tagliato i tassi USA, nel 2025, soltanto nel mese di settembre, dopo averli lasciati fermi per ben nove mesi dalla riduzione che aveva annunciato nel dicembre del 2024.
Continui gli attacchi di Trump VS Powell. Nel mirino le decisioni su tassi USA
Dal settembre del 2025, Powell ha poi continuato a tagliare i tassi nelle ultime due riunioni del 2025 del FOMC - il braccio di politica monetaria della Fed -, portando a tre il numero delle sforbiciate, tutte pari a -25 punti base: manovre che, secondo Trump, strenuo sostenitore di una politica monetaria ultra espansiva basata su tagli dei tassi aggressivi, non sono bastate.
La furia del Presidente americano contro Powell è andata avanti, innervosendo più volte Wall Street, i mercati e i banchieri centrali di tutto il mondo, che hanno temuto per l’indipendenza della Fed, finita di fatto sotto attacco.
L’alta tensione tra Powell e l’amministrazione USA è esplosa infine lo scorso 11 gennaio, quando è stato lo stesso Jerome Powell ad annunciare di essere finito nel mirino di una indagine penale avviata dal dipartimento di Giustizia USA, per motivi che sono stati definiti pretesti, da lui e dai mercati.
Chiaro a tutta la comunità finanziaria l’intento della Casa Bianca di piegare ulteriormente Powell.
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Sarà Kevin Warsh il prossimo Presidente della Fed
Il nome che Donald Trump ha fatto oggi, svelando al mondo intero chi prenderà le redini della Federal Reserve a partire dalla seconda metà di maggio 2026 - il mandato di Jerome Powell (tra l’altro scelto da Trump, durante la sua prima amministrazione) scade il 15 maggio - è cruciale per prevedere le prossime mosse sui tassi di interesse USA da parte della ’nuova’ Fed, e per capire fino a che punto la banca centrale rischierà di abdicare alla propria indipendenza.
Il candidato considerato più papabile dai mercati era stato considerato proprio l’ex governatore della Fed Kevin Warsh.
Nell’estate del 2025, quando la Fed di Jerome Powell non aveva ancora tagliato i tassi per tutto il corso dell’anno, Trump si era così espresso:
“Kevin Warsh is a very good. The two Kevin’s are doing well”.
Aggiungendo poi: “Kevin Warsh è molto buono. I due Kevin stanno facendo bene ”, riferendosi anche a Kevin Hassett.
Tra gli altri candidati l’attuale governatore della Fed Christopher Waller e il direttore degli investimenti della divisione del reddito fisso di BlackRock, Rick Rieder.
Fed, Trump su successore Powell: “Avrebbe potuto essere lì già qualche anno fa”.
Nel comunicare che la scelta del nuovo Presidente della Fed sarà annunciata oggi, venerdì 30 gennaio 2026, Trump ieri aveva detto che si sarebbe trattato di “qualcuno che avrebbe potuto essere lì già qualche anno fa ”. Ed è noto che Warsh fosse in lizza anche nel 2017, quando Trump decise infine di nominare Powell.
Una fonte dell’amministrazione aveva riferito in queste ultime ore alla CNBC che Warsh ieri si trovava alla Casa Bianca.
Tuttavia, un funzionario dell’amministrazione USA aveva respinto prontamente le speculazioni.
“Il presidente Trump farà un annuncio sulla sua scelta per la Federal Reserve al momento opportuno. L’intera copertura mediatica sul processo di nomina del presidente della Fed fino ad allora è una perdita di tempo per tutti”, ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Kush Desai.
Oggi, la conferma: il nuovo timoniere della Banca centrale americana sarà Kevin Warsh.
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Futures Wall Street riducono le perdite dopo annuncio Kevin Warsh. Focus anche sul dollaro USA
Wall Street riporta un trend decisamente negativo, sulla scia del tonfo di Microsoft che, a seguito della trimestrale annunciata l’altroieri, ha visto le azioni crollare fino a -11% circa, riportando il calo più forte dal marzo del 2020, e zavorrando gli indici azionari S&P 500 e Nasdaq.
I futures sui tre principali indici azionari di Wall Street riducono le perdite, con quelli sullo S&P 500 e sul Nasdaq Composite che perdono rispettivamente lo 0,40% e lo 0,54%, dopo aver lasciato sul terreno nelle ore precedenti l’1% circa.
I futures sull’indice Dow Jones, che avevano segnato un tonfo di 400 punti circa, ora arretrano di 140 punti circa.
Il dollaro USA rimane al momento in rialzo nei confronti delle principali valute.
Occhio al trend dei rapporti di cambio EUR-USD, USD-JPY, sterlina-dollaro, GBP-USD ed USD-CHF.
L’annuncio del successore di Powell da parte di Trump è arrivato pochi giorni dopo la ’prima’ della Fed del 2026, che si è tradotta nella decisione di lasciare i tassi USA invariati al range 3,5%-3,75%.
I tassi sono stati lasciati fermi per la prima volta dalla riunione del FOMC dello scorso luglio.
Su cosa accadrà nelle prossime riunioni, inevitabile il sospetto dei mercati e degli strategist, a causa dell’imminente scadenza del mandato della Presidenza di Jerome Powell.
D’altronde, Powell continua a tenere in grande considerazione quel parametro macroeconomico che Trump continua a ignorare del tempo, e che ha un nome ben preciso: inflazione. Qualcosa che invece, secondo i mercati, potrebbe condizionare la politica monetaria della banca centrale USA almeno fino al 2028. A questo punto la domanda che sta circolando a Wall Street è la seguente: Kevin Warsh seguirà davvero i dettami dell’amministrazione USA?
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