Azioni banche giù, pesano contributi manovra Meloni, la banca meno penalizzata. Oggi il grande dossier MPS

Laura Naka Antonelli

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Le azioni delle principali banche italiane sono sotto pressione, scontando le novità emerse dalla legge di bilancio e in attesa di conoscere il verdetto su MPS.

Azioni banche giù, pesano contributi manovra Meloni, la banca meno penalizzata. Oggi il grande dossier MPS

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Le azioni delle banche italiane oggi sono sotto pressione, per due grandi motivi: da un lato, le novità che sono emerse dalla legge di bilancio 2027 varata dal governo Meloni, e che si sono sostanziate in nuovi contributi chiesti al settore. Dall’altro lato, il dossier MPS-Intesa Sanpaolo, arrivato al giorno campale per entrambe le banche italiane.

MPS, oggi il giorno dell’assemblea straordinaria che decide il futuro del piano anti Intesa Sanpaolo

Oggi, giovedì 29 ottobre 2026, è il giorno dell’assemblea straordinaria degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena, che è stata convocata per votare il piano di Lovaglio, basato sulla fusione tra la banca senese e Mediobanca, preda conquistata con il successo dell’OPS del Monte, ma anche e soprattutto sulle due OPS promosse da Rocca Salimbeni su Banco Bpm e Banca Generali: offerte che il CEO Luigi Lovaglio ha deciso di promuovere nel tentativo di frenare le mire di Intesa SanPaolo, che ha lanciato un’OPAS per la sua conquista.

Ma oggi, per l’appunto, nonostante l’appuntamento cruciale, non è ’solo’ il risiko a fare da market mover.

Legge bilancio 2027, governo Meloni chiede contributi fino a 5,5 miliardi di euro

Analisti e investitori guardano alla legge di bilancio stilata dal governo Meloni per il 2027, che si è tradotta in un contributo chiesto al settore bancario e al settore assicurativo di circa 5 miliardi di euro: somma che potrebbe arrivare fino a 5,5 miliardi di euro.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato la decisione, sottolineando che “non c’è stato margine per trovare un accordo preventivo” con le banche, ringraziando comunque il comparto e sottolineando al contempo di ritenere che gli istituti condivideranno il bisogno di “dare una mano”.

In evidenza l’aumento dell’IRES, come ha annunciato il vice ministro per l’Economia Maurizio Leo nella giornata di ieri, mercoledì 28 ottobre.

Si tratta di un aumento di 3 punti percentuali, “quindi per le banche si passa dal 27,5% al 30,5% e per le assicurazioni dal 24% al 27%”.

Leo ha dichiarato inoltre che, per quanto riguarda l’IRAP, per le spese amministrative e gli ammortamenti dei beni strumentali l’imponibilità passa dal 90% al 30%, sottolineando che “sono escluse le società di gestione dei fondi comuni d’investimento e le società di intermediazione immobiliare”.

Spunta anche una franchigia da 90.000 euro, ovvero una clausola di salvaguardia volta ad azzerare o minimizzare l’impatto fiscale sulle piccole banche popolari e cooperative del territorio.

Radiocor ha riassunto le misure, indicando anche gli altri interventi, come l’aumento della Tobin Tax per un miliardo aggiuntivo, la rimodulazione degli interessi passivi e il differimento del recupero sulle deduzioni di DTA, svalutazioni crediti ed eccedenze ACE per circa 2 miliardi.

Analisti calcolano il danno per l’utile per azione del 2027 delle banche. UniCredit la meno penalizzata

In evidenza i commenti degli analisti, con gli analisti di Equita e Intermonte che hanno già calcolato, riporta ancora l’agenzia di stampa, un impatto negativo medio sull’utile per azione atteso al 2027 del settore bancario intorno al 4-4,5%.

UniCredit è stata indicata come la banca italiana meno penalizzata.

Il motivo per cui l’istituto di credito guidato dal CEO Andrea Orcel pagherebbe meno gli effetti della legge di bilancio sarebbe la sua forte presenza all’estero.

Ma gli analisti non hanno fatto mistero delle conseguenze negative che si abbatterebbero sul settore, sottolineando che la tassazione rappresenta un elemento maggiore incertezza e di incremento del costo del capitale.

Le azioni delle banche italiane puntano così verso il basso, in attesa di capire anche l’esito dell’assemblea straordinaria di MPS, che viene considerato da molti analisti scontato: il mercato ritiene che Intesa Sanpaolo abbia la strada spianata per inglobare il Monte.

Sotto pressione sono in generale tutti i titoli dei principali istituti quotati sul Ftse Mib di Piazza Affari, dunque, oltre a MPS e Intesa Sanpaolo, anche UniCredit, Banco BPM e BPER.

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