Azioni Alphabet -10% dopo la pubblicazione della trimestrali. Utili e ricavi al di sotto delle attese per la prima volta in quasi 4 anni.
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Trend decisamente negativo per le azioni Alphabet-Google, che sono scivolate subito del 10% nelle contrattazioni afterhours di Wall Street, a seguito della pubblicazione dei conti relativi al terzo trimestre del 2026, annunciati ieri, mercoledì 28 ottobre.
I titoli della Big Tech americana, tra le grandi protagoniste della scommessa sull’AI, hanno scontato nello specifico il calo del flusso di cassa libero (free cash flow) accusato nel trimestre ed emerso dai conti, in un momento in cui si intensificano i timori su quali rendimenti gli hyperscaler riusciranno davvero a incassare dagli investimenti miliardari che stanno lanciando per la costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
I conti di Alphabet preoccupano Wall Street, dove i futures sul Nasdaq stanno assistendo a un calo superiore a -1%.
Flusso di cassa negativo, utili e ricavi deludono le attese per la prima volta in quasi 4 anni
Il flusso di cassa di Alphabet, holding a cui fa capo Google si è confermato negativo nel trimestre, attestandosi a -9,07 miliardi di dollari, livello decisamente peggiore rispetto alle attese, avallando le preoccupazioni di chi teme che gli investimenti in AI stiano portando le Big Tech USA a bruciare cassa.
Il flusso di cassa negativo si calcola prendendo in considerazione i 42,3 miliardi di dollari di cassa dalle attività operative incassati da Alphabet, e detraendo dalla somma gli investimenti in immobili e attrezzature, che si sono attestati a 51,4 miliardi, portando di conseguenza il free cash flow in territorio negativo per 9,1 miliardi.
Male anche altre diverse voci di bilancio. L’utile netto di Alphabet si è attestato a $26,17 miliardi, o $2,12 per azione, in flessione rispetto ai $34,98 miliardi, o ai $2,87 per azione dello stesso periodo dell’anno scorso.
L’utile per azione su base proforma è stato pari a 2,67 dollari, al di sotto dei $3,02 dollari attesi.
Per quanto imponenti, le spese in conto capitale di Alphabet si sono attestate a $51,36 miliardi, al di sotto dei $55,09 miliardi previsti.
I ricavi sono invece cresciuti, sebbene a un livello anche in questo caso che si è confermato deludente. La crescita, pari al 25%, ha portato il giro d’affari a salire a 127,58 miliardi di dollari, al di sotto dei 128,22 miliardi previsti.
Alphabet-Google ha così deluso le aspettative sul fronte dei ricavi e degli utili per la prima volta in quasi 4 anni.
Indebitamento boom per Alphabet-Google, il debito schizza del 479%. Guidance investimenti confermata
Al di sotto delle previsioni anche l’utile operativo, che si è attestato a 40,58 miliardi di dollari, che ha mancato le previsioni di FactSet, pari a 43,19 miliardi.
Non solo. L’indebitamento è aumentato in modo vertiginoso nel trimestre, con il debito a lungo termine schizzato del 479% a 125,1 miliardi di dollari, rispetto ai 21,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.
Riguardo alla guidance, il gruppo ha confermato le previsioni di spesa per l’intero 2026, dopo aver alzato nel secondo trimestre la stima a una forchetta compresa tra 195 e 205 miliardi di dollari, dai precedenti 190 miliardi.
Gli investimenti annuali dovrebbero superare i 200 miliardi di dollari, per poi oltrepassare i 300 miliardi nel 2027.
La CFO Anat Ashkenazi ha commentato i conti rimarcando che il gigante americano continua a prevedere un aumento significativo delle spese in conto capitale nel corso del 2027.
Gli investimenti in SpaceX e Anthropic non pagano più. Notizie positive da divisione cloud
Le brutte notizie non finiscono qui, in quanto se nel secondo trimestre Alphabet era riuscita a riportare un guadagno straordinario di 99,03 miliardi di dollari legato alle partecipazioni azionarie, sulla scia soprattutto delle quote detenute in SpaceX e Anthropic, nel terzo trimestre gli investimenti hanno generato una perdita di 8,66 miliardi di dollari.
Notizie positive non sono tuttavia mancate, e hanno interessato soprattutto la divisione cloud, che include anche l’offerta di prodotti e servizi basati sull’AI.
Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, ha parlato di “una domanda straordinaria” e di “una crescita robusta da parte dei laboratori di intelligenza artificiale, dei mercati dei capitali, degli istituti finanziari e delle imprese”.
Di fatto, i ricavi del cloud sono più che raddoppiati, raggiungendo 30,7 miliardi di dollari e superando i 28,7 miliardi previsti dagli analisti.
La società ha continuato a conquistare quote di mercato ai danni di concorrenti più grandi come Amazon Web Services e Microsoft Azure.
I risultati positivi del cloud, tuttavia, non sono bastati a compensare la delusione complessiva per la trimestrale di Google.
APP Gemini raggiunge 1 miliardo di utenti
Detto questo, la spinta di Alphabet sui modelli di intelligenza artificiale sta mostrando segnali di adozione da parte dei consumatori.
Google ha infatti annunciato che la sua APP Gemini ha raggiunto un miliardo di utenti, diventando il prodotto cresciuto più rapidamente nella storia della società.
Ed è stato lo stesso amministratore delegato di Alphabet Sundar Pichai a sottolineare agli analisti che il colosso sta già registrando una forte domanda per il modello Gemini Argon, lanciato di recente.
L’ultima novità, la versione Carbon che è stata annunciata ieri, supera tra l’altro Argon “in quasi tutti gli ambiti”, ha aggiunto Pichai.
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Pichai: investimenti in AI hanno contribuito a più alto tasso crescita query degli ultimi 5 anni
Per quanto riguarda la divisione Search di Google, i ricavi sono cresciuti del 12%, raggiungendo 63,35 miliardi di dollari. Il risultato è stato tuttavia inferiore ai 64,96 miliardi previsti dagli analisti.
Ma Pichai rimane ottimista. Nella conference call il CEO ha fatto notare infatti che gli investimenti nell’AI hanno contribuito a generare il più alto tasso di crescita delle query di ricerca degli ultimi cinque anni.
Le azioni Alphabet stanno scendendo tuttora di quasi il 10%, scivolando a quota 292.50 dollari. Ieri il titolo ha chiuso le contrattazioni di Wall Street, prima della diffusione dei conti, salendo dell’1,34%, a quota $324,89.
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