Analisi: l’impatto della FED sui mercati e la curva dei rendimenti USA

Le novità in materia di politica monetaria da parte della Federal Reserve e le conseguenze sui mercati finanziari e sulla curva dei rendimenti USA.

Analisi: l'impatto della FED sui mercati e la curva dei rendimenti USA

Sebbene ci siano stati margini di miglioramento dei principali indici di borsa a livello globale, la Forward Guidance delle FED di ieri ha fatto di nuovo sprofondare le principali borse europee in territorio negativo. La battuta di arresto è stata più pesante per i listini europei.
Quali sono gli scenari che si aprono per i mercati in seguito alla riunione della Federal Reserve di mercoledì 10 giugno?

La Forward Guidance della FED e l’impatto sulla curva dei rendimenti

Washington rimane ferma sulle tempistiche di uscita dal periodo di contrazione economica causata dal COVID-19. La ripresa richiederà anni, un periodo ben superiore a quello atteso dalla maggioranza degli investitori europei. Pertanto, la FED ha dichiarato, utilizzando uno strumento di policy non convenzionale come la Forward Guidance, che i tassi di interesse rimarranno bassi ancora per molto.

È ben noto che una delle conseguenze della politica monetaria è quella di modificare l’asset allocation degli investitori. Manovre sui tassi di policy si ripercuotono su tutta la curva dei rendimenti, sia di obbligazioni governative che su obbligazioni corporate in maniera non parallela.

Di recente la curva dei rendimenti USA ha subito un upward shift soprattutto nella parte finale (obbligazioni con scadenza superiore a 10 anni) a causa di una forte ondata di vendite di obbligazioni USA proveniente da investitori asiatici.

Con i tassi di policy già al lower bound, la FED, per dare efficacia alla politica monetaria (abbassando ulteriormente i tassi di policy c’è il rischio di incorrere in quella che si chiama “trappola della liquidità”, ovvero l’incapacità da parte di istituzioni finanziari di finanziare l’economia reale), utilizza misure non convenzionali, informando i mercati della persistenza dei tassi di interesse in territorio vicino allo 0.

La Forward Guidance, modificando le aspettative future degli investitori in merito al livello dei tassi di interesse, rende più piatta la curva dei rendimenti, modificando l’asset allocation in favore di asset class differenti.

In particolare, come si può vedere dal grafico sopra, con la Forward Guidance la pendenza della struttura per scadenza dei tassi (la differenza tra tasso a 10 anni e tasso a 2 anni) è cresciuta. Questo è un segnale di lenta ma significativa ripresa economica.

L’impatto della FED sui mercati finanziari

Chi perde dalla politica di tassi bassi sono le banche. Essendo il Margine di interesse la principale fonte di ricavo della banche, un livello minore di tassi di interesse a lunga scadenza riduce notevolmente la loro redditività contribuendo ad aumentare la probabilità di default.

Questo scenario spiega perché il FTSE Mib è sceso di nuovo sotto i 20.000 punti. I principali gruppi bancari italiani operano anche a livello europeo ed hanno in portafoglio asset USA (a causa della scarsità di rendimento degli asset europei).
I tassi bassi USA perciò minano la resilienza del Sistema bancario europeo, compromettendo le capacità di crescita del vecchio continente.

Come conseguenza abbiamo:

  • risultati negativi per i listini europei e allargamento dello spread con i Bund tedeschi;
  • indebolimento dell’euro rispetto al dollaro (il cambio euro dollaro perdeva lo 0,28% rispetto al biglietto verde, prima di un recupero attestatosi al momento al +0,15%);
  • riduzione del prezzo del petrolio anche se rimane ampiamente superiore ai livelli registrati a fine marzo;
  • gli investitori prezzeranno negativamente l’instabilità del Sistema bancario europeo richiedendo un premio per il rischio maggiore. Questa dinamica è più rilevante per i paesi europei periferici come l’Italia

    Da segnalare lo Spread Btp-Bund in risalita rispetto a venerdì scorso a causa dei dati sulla produzione industriale: -19% ad aprile rispetto al mese precedente.

Quali i segnali per il futuro dalla FED?

La Forward Guidance della FED e il nuovo programma di acquisti di obbligazioni ha lo scopo di dare liquidità all’economia reale incentivando la produzione delle imprese e la riduzione della disoccupazione.

Tuttavia in uno scenario simile, queste politiche monetarie espansive non convenzionali, impattano negativamente sui principali indici globali compromettendo perciò un efficiente allocazione delle risorse.

Questo è più rilevante per il vecchio continente che dalla metà del mese scorso, spinto dall’accordo sul Recovery Fund, stava dando i primi segno di miglioramento.

Le perdite dei listini di borsa potranno essere visti come un rimbalzo, ma una cosa è certa: la ripresa è ancora lontana.

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