Vaccino morbillo: controindicazioni, rischi della malattia e complicazioni. Conviene vaccinare i bambini?

Il vaccino per il morbillo è una delle vaccinazioni non obbligatorie, che servono a proteggere i bambini da una delle malattie esantematiche più comuni. Vediamo insieme se conviene farlo e quali sono i rischi che si corrono.

Il vaccino per il morbillo è attualmente al centro delle polemiche, dal momento che la malattia esantematica sembra essere tornata più forte di prima. In molti infatti hanno deciso di non sottoporre i propri figli al vaccino per il morbillo, dal momento che hanno paura delle ripercussioni sulla salute dei bambini.

Il morbillo è una malattia esantematica, che si trasmette per via aerea e che si contrae soprattutto quando i bambini hanno tra i 3 e i 10 anni. Le complicazioni della malattia sono piuttosto aggressive e possono portare anche alla morte del bambino.
Fino a qualche decennio fa, non esistendo il vaccino, il morbillo portava al decesso 10.000 bambini e i casi accertati erano 500.000 l’anno in Europa.

Da quando è stata introdotta la vaccinazione i casi di morte per contrazione della malattia si sono azzerate, come anche i contagi. Adesso però in Italia sembra essere tornata la malattia, dal momento che sono molti i genitori che ritengono il vaccino un rischio eccessivo per i loro figli.
Negli ultimi anni nel nostro paese sono sempre di più le persone che decidono di non sottoporre i propri figli ad alcun tipo di vaccinazione, per non esporli alle complicazioni che ne possono derivare.

Vediamo insieme quali sono i rischi che si corre non vaccinando proprio figlio dal morbillo e quali invece potrebbero essere le complicazioni per coloro che invece si sottopongono alla prassi medica.
Di seguito tutte le informazioni utili per decidere se vaccinare o meno i propri figli.

Morbillo: sintomi e complicazioni della malattia

Patiamo dalla base e prima di vedere se è giusto meno vaccinare i propri figli cerchiamo di capire quali sono i sintomi e le complicazioni che possono derivare dalla contrazione del morbillo e che tipo di malattia è.
Il morbillo è una malattia esantematica che si trasmette per vie aeree, altamente contagiosa, che si trasmette per via del virus Paramyxovirus del genere Morbillivirus.

I sintomi iniziali sono molto simili a quelli dell’influenza, anche se l’alterazione corporea è molto più marcata che nei casi di influenza.
Oltre un’alterazione si ha anche occhi rossi, naso che cola e tosse, che possono appunto essere confusi con quelli di una normale influenza.

Nei giorni successivi si presentano poi altri sintomi, che sono distintivi della malattia:

  • piccole macchie rosse all’interno della bocca (macchie di Köplik);
  • rush cutaneo che inizia dal viso e poi si propaga in tutto il corpo nei tre giorni successivi all’arrivo della prima macchiolina.

Il virus è molto invasivo e il contagio ad altri soggetti che sono venuti in contatto con il malato avviene nel 90% dei casi. Le persone che non si sono sottoposte al vaccino quindi contraggono solitamente la malattia, che si contrae entrando in contatto con le goccioline infette del malato.
L’unico modo per proteggersi è appunto quello di effettuare la vaccinazione ai propri figli.

Il morbillo ha una durata ben stabilita e scandita dall’apparire dei segni sulla pelle del bambino:

  1. 13 giorni di incubazione, periodo nel quale non si hanno sintomi e disagi, ma si possono contagiare le persone che vengono in contatto con il portato del virus;
  2. 2-3 giorni di febbre alta, che può arrivare anche oltre i 40°, la febbre può durare fino a 7-8 giorni dopo la prima eruzione cutanea;
  3. 3° o 4° giorno di febbre appaiono le prime macchie sulla fronte del bambino e nei 4-7 giorni successivi si propaga in tutto il corpo;
  4. in 4-7 giorni le macchioline cominciano a sparire;
  5. dopo 10 giorni dalla scomparsa delle macchie il bambino è guarito.

La durata della malattia è di 2/3 settimane circa (in base al paziente), periodo nel quale il bambino deve essere attentamente seguito per evitare che si presentino le complicazioni del morbillo.
Le complicazioni in questi casi possono essere diarrea, polmonite, encefalite (grave infiammazioni del cervello), difterite o polmonite.

Le complicazioni possono portare al ricovero in ospedale, che avviene solitamente per i bambini dai 6 mesi ai 2 anni. Le carenze di vitamine, la disidratazione e la spossatezza sono infatti fattori che non devono essere sottovalutati.

Vaccino morbillo: cosa prevede e quali sono le complicazioni

Per il morbillo non esiste una cura preventiva e l’unico modo per evitare che vostro figlio non contragga la malattia è effettuare la vaccinazione. I bambini sono immuni alla malattia per i primi 6 mesi di vita, dal momento che l’immunità al virus viene trasmessa loro dalla madre.

Il vaccino per il morbillo non viene somministrato da solo, ma insieme a quello per la pertosse e la rosolia, il vaccino trivalente. Viene somministrata una piccola dose del virus che permette comunque alle difese immunitarie di risvegliarsi e di combattere la malattia.

Il calendario delle vaccinazioni prevede due somministrazioni del virus del morbillo: una che avviene tra i 12 e i 15 mesi e un richiamo che viene invece somministrato tra i 5 e i 6 anni.
La vaccinazione è possibile anche per adulti, che, nel caso fossero venuto in contatto con il virus, possono effettuare il vaccino nelle 72 ore successive, così da non contrarre poi la malattia.

Il vaccino non è invece possibile per coloro che hanno allergie ad uno dei componenti del vaccino; alle donne in stato interessante; persone con gravi disfunzioni del sistema immunitario o che si stanno sottoponendo a cicli di terapia antitumorale o persone he assumono immunosoppressori.
I bambini positivi all’HIV possono essere vaccinati, ma solo se non presentano i sintomi della malattia.

8 bambini su 10 non presentano effetti collaterali alla somministrazione del vaccino contro il morbillo. Gli effetti collaterali del vaccino sono i seguenti:

  • reazione nel punto in cui è stata eseguita la puntura, con presenza di gonfiore e arrossamento;
  • febbre alta (oltre i 38,5°) che si presenta solo nel 10% dei casi;
  • convulsioni dovute alla febbre alta, che avvengono su 3 casi ogni 10.000 vaccinati;
  • 2/4 casi su 10.000 presentano la piastrinopenia, un’alterazione della coagulazione del sangue, che porta ad emorragie;
  • 1 su 1 milione di vaccinati può avere uno shock anafilattico.

Tutti questi sintomi, nel caso in cui si presentassero, scompaiono dopo un paio di giorni e sono solo la reazione del sistema immunitario alla somministrazione del virus.

Vaccino antimorbillo e forme di autismo: le ricerche di Andrew Wakefield

Nel 1998 Andrew Wakefield pubblicò uno studio che fece molto scalpore e che mostrava come vi fossero delle correlazioni tra la presenza di fenomeni di autismo e la somministrazione del vaccino contro il morbillo.
La notizia fu subito smentita da molti studiosi, che mostrarono come non vi fosse alcun tipo di connessione tra le due cose.

Le smentite e le successive ricerche di altri medici illustri non servirono però a fermare la circolazione delle notizia, che anche oggi è considerata vera da molti.
Nel 2011 il giornalista Brian Deer, dopo anni di inchieste e approfondimenti, pubblicò un articolo sul British Medical Journal mostrando come la spiegazione di Wakefield fosse solo una menzogna.

Andrew Wakefield venne accusato di frode dal giornalista e lo stesso medico dovette mostrare come i suoi dati non fossero corretti. Non servirono a nulla però le rivelazioni del medico, l’articolo che aveva pubblicano nel ’98 sulla rivista The Lancet aveva portato migliaia di famiglie a non fidarsi più del vaccino e ad allontanarsi da tutta la profilassi di prevenzione.

I danni che con un solo articolo fece il medico britannico possono essere visibili ancora oggi, con il ritorno di molte malattie ormai debellate, che tornano a mietere vittime.
In Italia dal gennaio 2017 sono stati già registrati 700 casi, con un aumento del 230%, aumento causato proprio dalla diminuzione delle vaccinazioni nel nostro paese.

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