La von der Leyen sotto indagine in Germania: 155 milioni per consulenze esterne nel 2019

La nuova presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen è al centro di un’inchiesta in Germania: nel mirino ci sono 155 milioni spesi in consulenze esterne dal suo dicastero della Difesa nei primi sei mesi del 2019.

La von der Leyen sotto indagine in Germania: 155 milioni per consulenze esterne nel 2019

Lo scoglio maggiore Ursula von der Leyen sembrerebbe averlo superato lo scorso 16 luglio, quando per una manciata di voti è riuscita a ottenere una maggioranza assoluta nel Parlamento Europeo diventando così la nuova presidente della Commissione Europea.

Non è stato facile per la tedesca ottenere il via libera vista la spaccatura dei Socialisti e il parere contrario dei Verdi, oltre che quello più scontato della destra, ma adesso è una indagine portata avanti da una apposita commissione d’inchiesta in Germania a far tremare la presidente.

Il Bundestag vuole infatti vederci chiaro in merito ai 155 milioni spesi nei primi sei mesi del 2019 in consulenze esterne dal Ministero della Difesa, dicastero che in quel periodo era ancora retto proprio dalla von der Leyen.

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L’indagine sulla von der Leyen

Anche se a Bruxelles sono tutti in ferie fino a settembre, Ursula von der Leyen in questo momento starà comunque di certo lavorando a quella che sarà la squadra di commissari che la andranno ad affiancare nella governance della Commissione Europea.

In Germania però una commissione d’inchiesta parlamentare vuole vederci chiaro su cosa è successo nei primi sei mesi dell’anno al Ministero della Difesa, dove dal dicembre 2013 fino allo scorso 17 luglio alla guida c’è stata proprio la von der Leyen.

Una indagine quella del Bundestag che va avanti da tempo e riguarda anche gli anni precedenti. Adesso però, dopo una richiesta da parte di un deputato del partito di sinistra Linke, la Difesa ha reso noto quanto è stato speso nella prima metà del 2019 per le consulenze.

In totale la ragguardevole cifra è di 155 milioni, in pratica quasi quanto speso da tutti gli altri ministeri nello stesso periodo. Per il sottosegretario alla Difesa il grosso esborso sarebbe dovuto al processo in atto di digitalizzazione delle Forze Armate.

Nubi a riguardo ci sarebbero però anche per quanto avvenuto in passato. La Corte dei Conti Federale ha stabilito che nel periodo 2015-2016 l’assegnazione di buona parte dei contratti della Difesa non avrebbe avuto un iter regolare o sarebbe stata supportata da una giustificazione sufficiente.

Cosa rischia?

La commissione d’inchiesta sta quindi indagando per vedere se ci sia stata, in questi anni, una violazione da parte della Difesa delle norme sugli appalti oppure nepotismo nell’assegnazione delle consulenze esterne.

Lo scorso novembre Ursula von der Leyen ha ammesso che ci sono stati degli errori nella selezione di alcuni consulenti, giustificando l’accaduto con l’impellente necessità di ammodernare le Forze Armate di Berlino.

Niente corruzione quindi ma soltanto troppa fretta, ma a breve per fare definitivamente chiarezza sulla vicenda la nuova presidente della Commissione Europea dovrebbe essere chiamata a testimoniare davanti alla commissione d’inchiesta.

Resta tutto da chiarire quindi se effettivamente ci sia stato qualcosa di illecito nell’affidamento di queste consulenze, come quale sia stato in tutto questo il ruolo della von der Leyen che, anche adesso che è stata eletta a Palazzo Berlaymont, non avrebbe comunque alcuna immunità.

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