Ticket del parcheggio scaduto, la multa è illegittima: ecco come contestarla

Valentina Brazioli

14 Marzo 2014 - 14:52

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Anche se il ticket del parcheggio è scaduto la multa che ne deriva è illegittima. Ecco perché e come contestarla.

Ticket del parcheggio scaduto: la multa che ne deriva è illegittima? Sembra un sogno per i molti automobilisti tartassati dalle continue sanzioni, eppure ne abbiamo parlato già tempo fa. Sull’argomento, però, ci sono ancora consistenti lati oscuri, sui quali proviamo adesso a fare un po’ di chiarezza.

Multa illegittima? Ecco perché

Facciamo innanzitutto un piccolo passo indietro: da dove deriva la notizia sull’illegittimità della contravvenzione? Ebbene, l’assist - sorprendentemente - proviene direttamente da un parere emesso dal Ministero dei Trasporti in materia di parcheggio a pagamento (protocollo 25783 del 22 marzo 2010). L’ipotesi bufala, quindi, sembra abbastanza inverosimile: la notizia è stata riportata recentemente anche dal Corriere della Sera in edicola lo scorso 10 marzo. Secondo il parere redatto dal Mit, infatti, applicare la sanzione di cui all’articolo 7 comma 15 del Codice non è giuridicamente giustificabile, e questo perché l’evasione tariffaria non configura una violazione alle norme del Codice, bensì un’inadempienza contrattuale.

Insomma, per dirlo con parole più semplici e accessibili anche a coloro che non sono abituali frequentatori dei gabinetti ministeriali, il codice della strada non prevede una sanzione amministrativa se il guidatore fa fronte al pagamento di una determinata tariffa oraria, espone il relativo ticket ma poi sosta per più tempo. I Comuni – o chi ha la concessione – potranno chiedere esclusivamente il recupero di ulteriori somme dovute, maggiorate di eventuali penali stabilite da apposito regolamento comunale, secondo quanto stabilito dall’articolo 17 c. 132 della legge 127/1997.

Come contestare la multa?

Una notizia destinata a far discutere, soprattutto per via dei numerosi automobilisti che si sono visti recapitare verbali di contravvenzione anche per pochi minuti di sosta extra non pagata. Comunque, la domanda più comune giunti a questo punto è: chi è incappato in una multa di questo tipo, come fa a contestarla? Secondo l’Adoc, l’associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori e degli utenti, ci sono due alternative:

  • Fare ricorso al Prefetto competente territorialmente entro 60 giorni dalla notifica della multa;
  • Adire il giudice di pace entro 30 giorni.

In questo caso, però, bisogna pagare subito 37 euro di contributo unificato, e questo per contestare una sanzione che parte da 25 euro. Senza contare, poi, l’onorario del legale chiamato a scrivere il ricorso. Soldi che, però, il cittadino avrebbe diritto a vedersi restituiti una volta ottenuta ragione da parte del giudice: un’operazione non così semplice e immediata nel nostro Paese. Proprio per questo, l’Adoc sta predisponendo degli appositi moduli standard da utilizzare per i ricorsi, mentre il Codacons ha chiesto direttamente ai Comuni di annullare d’ufficio tutte le multe comminate per divieto di sosta per aver sforato l’orario indicato sul ticket negli ultimi 60 giorni.

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