Tassa smartphone e tablet: che cos’è l’equo compenso? Ecco i possibili aumenti

La tassa su smartphone e tablet ci sarà, nonostante non siano chiaro i tempi. Ma avete capito cos’è l’equo compenso?

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di smartphone e tablet. Con questi nuovi dispositivi sembrano davvero non esserci più confini nel mondo, soprattutto grazie alle cosiddette App che consentono di parlare gratis in lungo ed in largo (pensiamo, solo per citarne alcune, a Whatsapp, Tango, Viber).

Trionfo della comunicazione o, paradossalmente, dell’alienazione? Come succede per ogni cosa, non esistono categorie assolute, bensì pro e contro. Tra i pro che gli utenti hanno sicuramente apprezzato c’è il risparmio. Quanti di voi con uno smartphone hanno praticamente dimezzato i proprio costi telefonici? Grazie alle offerte dei diversi gestori telefonici (o forse grazie soprattutto alla concorrenza) è possibile spendere una cifra irrisoria per godere di chiamate e messaggi illimitati e/o diversi GB di Internet.

Tuttavia, come molti sapranno, smartphone e tablet sono finiti nel mirino del Fisco con l’equo compenso. Di che parliamo?

Che cos’è l’equo compenso?

L’equo compenso non è altro che la tassa su smartphone e tablet, ma non solo. In sostanza i produttori di dispositivi elettronici (smartphone, tablet, cd, dvd, Mp3, etc.) sono tenuti al versamento della tassa, sotto forma di indennizzo verso gli autori (titolari dei diritti di sfruttamento delle opere, musicali e video) visti i mancati incassi dovuti all’esplosione di smartphone e tablet, a scapito del diritto d’autore. Ecco perché equo compenso. Ma la pagano davvero i produttori? Ovviamente no, la rigirano al consumatore.

La SIAE e i produttori auspicano un aumento della tassa visto che in Italia abbiamo l’equo compenso più basso d’Europa. Cosa vorrebbe la SIAE?

  • l’importo dell’equo compenso per smartphone potrebbe variare da 0,9 a 5,2 euro;
  • quello del tablet da 1,9 a 5,2 euro;
  • quello di una Smart TV fino a 5 euro;
  • quello del pc con masterizzatore da 2,4 a 6 euro (senza masterizzatore da 1,9 a 6 euro);
  • quello di dvd da 0,41 a 0,21 euro per Gigabyte;
  • quello del Blu Ray da 0,41 a 0,20 per 25 gigabyte.

L’auspicato aumento è considerato altamente impopolare dai consumatori. Senza contare che l’effetto psicologico potrebbe trascinare al ribasso i consumi, che, nonostante la crisi, sostengono ancora il mercato tecnologico (in sviluppo rispetto ad altri). Cosa farà il Governo? Forse prenderà una decisione che non piacerà ai consumatori, come spiega Dario Franceschini:

«Farò una scelta, probabilmente mi farò fucilare da tutti, è così quando si affrontano queste mediazioni, ma è un mio dovere aggiornare le tabelle che sono ferme al 2009. Dobbiamo mettercelo tutti in testa, perché in Italia questa consapevolezza non c’è: il diritto d’autore è quello che consente la libertà all’artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività».

A fronte di quanto detto, una riflessione è d’obbligo: perché chi compra un dispositivo elettronico deve pagare il copyright? Più che equo compenso, non dovrebbero chiamarlo iniquo?

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Argomenti:

Tasse Tablet Smartphone

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