Tasi 2014, pagamento per inquilini o proprietari? Come orientarsi tra contratti brevi, sfrattati e case popolari

Valentina Brazioli

22 Settembre 2014 - 10:00

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Tasi 2014, il vero dilemma di questi giorni sembra essere il pagamento che spetta agli inquilini. Ci sono, infatti, una molteplicità di casi che sembrano fatti apposta per complicare la vita dei contribuenti: tra chi ha contratti che durano meno di sei mesi, chi è sotto sfratto e chi è detentore di un alloggio popolare, è rebus per capire se la tassa sulla casa spetta o meno.

Tasi 2014, pagamento per inquilini o proprietari? Come orientarsi tra contratti brevi, sfrattati e case popolari

Tasi 2014, la vera croce è per gli inquilini? Può sembrare paradossale ma, come ben sappiamo, il nuovo tributo sui servizi indivisibili spetta – seppur in quota minima – anche a chi una casa non la possiede, ma si limita a detenerla (a qualsiasi titolo). Che la situazione si sarebbe a breve evoluta nel solito caos all’italiana lo presumevamo già da tempo, ma la sterminata varietà di situazioni in cui un cittadino occupa un’abitazione, senza esserne il proprietario, sembra mettere a dura prova la già bizantina burocrazia italiana.

Ma quali sono i contesti più frequenti da affrontare?

L’inquilino ha un contratto al di sotto dei sei mesi: cosa fare?

La Tasi spetta solo ed esclusivamente al proprietario di casa qualora l’inquilino occupi l’abitazione a titolo temporaneo, vale a dire con un contratto di locazione al di sotto dei 6 mesi. Va da sé che nei classici casi di affitti vacanzieri (di solito di durata inferiore anche ai 30 giorni) il tributo sarà interamente a carico del proprietario.

Il padrone di casa è tenuto a pagare la quota di Tasi per l’inquilino sfrattato?

Andando più nel particolare, può verificarsi la situazione in cui il proprietario di un appartamento (dato in locazione) si trovi ad affrontare il problema di un inquilino sotto sfratto che vive ancora sotto il suo tetto. In quel caso, a chi spetta la quota di Tasi che va dal 10 al 30 per cento? Non al padrone di casa: non esiste meccanismo di solidarietà, quindi non sarà chiamato a rispondere di eventuali mancati versamenti.

Chi detiene una casa popolare deve pagare la Tasi?

Le abitazioni degli ex Iacp sono soggette alla Tasi, anche se sono alloggi sociali: andranno considerate come “altri immobili” con la quota a carico dell’assegnatario occupante.

E se il Comune delibera l’aliquota zero?

Il Comune non può decidere di esonerare gli occupanti dal pagamento; deve invece stabilire un’aliquota tra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo della Tasi. Tuttavia, qualora l’ente scelga comunque di azzerare l’aliquota, ed essa non viene impugnata, il contribuente non dovrà pagare nulla.

Cosa succede se il Comune non fissa una quota specifica?

Infine, può accadere che il Comune abbia sì deliberato, ma senza una quota specifica per i detentori. In questo casto, il contribuente pagherà la percentuale fissata direttamente dalla legge, ovvero il 10 per cento.

Per altre informazioni e possibili dubbi, si rimanda all’elenco di Faq (frequently asked questions) stilato dal Dipartimento Finanze.

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# Tasi

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