Sistema moda italiano: saldo commerciale a +20 miliardi di euro

Il sistema moda italiano si mostra cruciale per l’economia del Belpaese, con stime di un’ulteriore crescita in futuro. L’analisi di Intesa Sanpaolo

Sistema moda italiano: saldo commerciale a +20 miliardi di euro

I più recenti dati registrati dal sistema moda italiano parlano di 24,2 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2017, 500.000 impiegati nel settore (il 15,5% del totale degli impiegati nel manifatturiero del Paese) e un saldo commerciale in attivo di quasi 20 miliardi di euro alla fine dello scorso anno.

Sono numeri - evidenziati nel report firmato Intesa Sanpaolo dal titolo «Il sistema moda italiano tra tradizione e innovazione» - che parlano si un comparto in piena salute.

Il made in Italy conferma il suo primato in Europa, per la quale genera il 33,9% di valore aggiunto complessivo, e esalta il suo status anche dando un occhio alle performance degli altri Paesi: il nostro attivo triplica quello tedesco, è pari a quattro volte quello spagnolo e addirittura cinque volte quello francese.


Il grafico registra le percentuali di valore aggiunto registrate nei diversi Paesi dell’Unione Europea relativamente al 2015. L’elaborazione grafica è a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, sulla base dei dati Eurostat.

Moda in Italia: un comparto sano

La produzione resta estesa e reticolare, con un know-how che si riverbera all’interno degli stessi mercati esteri: il 6,2% dell’output di moda francese, ad esempio, è originato in Italia.

Il tasso di diversificazione produttiva, pari al 29,9%, ci pone ancora una volta in vetta nella classifica europea, mentre siamo al quarto posto nella global value chain mondiale, ovvero la classifica dei principali Paesi produttori di moda, dietro solo a realtà geograficamente ben più vaste come Cina, Turchia e India.

Dando uno sguardo al futuro, un grosso peso specifico nei maggiori indicatori commerciali del settore sembra sia con sempre maggior forza assunto dall’e-commerce, con le aziende italiane che appaiono in ritardo da questo punto di vista.

Ma i fondamentali di crescita del Paese restano solidi, anche se soggetti ai rischi in arrivo dalla possibile flessione del commercio internazionale.
Secondo le stime di Intesa Sanpaolo il fatturato, relativamente al periodo 2019-2022, dovrebbe crescere a ritmo del +1,5% annuo, grazie soprattutto ai mercati esteri.

Questo in un contesto di domanda globale in espansione, specie nelle aree orientali (Cina, Hong-Kong, Giappone), in Canada, Stati Uniti ed Emirati Arabi, che potrebbe portare a un incremento di 42 miliardi di dollari nel commercio mondiale di alta moda entro il 2021.

Un’espansione che rappresenta una sfida concreta per l’Italia, da continuare a cogliere dopo gli ottimi risultati già raggiunti in più d’uno di questi contesti.

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