Saturimetro: cos’è e perché salva la vita contro il coronavirus

Il 118 lancia un appello: “Il saturimetro può salvare la vita” a chi è affetto da coronavirus e monitora la sua condizione di salute in casa. Ecco cos’è, come funziona e a cosa serve.

Saturimetro: cos'è e perché salva la vita contro il coronavirus

Avere un saturimetro in casa potrebbe salvare la vita a chi è affetto da coronavirus.

Il saturimetro è un apparecchio utile a misurare la percentuale di ossigeno nel sangue, ovvero a monitorare le funzionalità respiratorie delle persone. Si tratta di uno strumento essenziale per poter controllare lo stato di salute di un paziente che ha contratto il virus e che si trova isolato in casa.

In questo periodo è partita la caccia ai saturimetri, non più reperibili sul mercato. Davanti a questa carenza arriva l’appello da parte Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) e del 118 per far sì che tutti possano averne uno in casa.

Coronavirus, il saturimetro come strumento salvavita

La Fimmg si è mobilitata per richiedere a governo e regioni di investire una parte dei 235 milioni destinati alla tecnologia di studio all’acquisto di saturimetri da fornire a tutti i pazienti positivi al coronavirus in isolamento nella propria abitazione.

Avere uno di questi apparecchi a casa permetterebbe infatti di monitorare la propria condizione di salute da soli. Mario Balzanelli, presidente nazionale del 118, ha lanciato l’urgente appello, spiegando che ogni malato affetto da Covid-19 in isolamento a casa dovrebbe possedere questo apparecchio in quanto potrebbe rivelarsi un vero “salvavita”.

Risulta necessario infatti per evitare di andare in crisi respiratoria, poiché a quel punto il paziente sarebbe “già caduto nell’abisso” e i polmoni risulterebbero gravemente compromessi: “Bisogna fornire il saturimetro a casa a chi è in quarantena in modo tale da rilevare in tempo la riduzione dei parametri di ossigenazione del sangue”.

A fare eco a Balzanelli, Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e capo della Federazione degli Ordini dei medici italiani. Anelli spiega che i saturimetri sono strumenti facili da utilizzare e necessari per evitare un’eccessiva ospedalizzazione. Questa manovra servirebbe a sostenere l’assistenza domiciliare dei casi positivi che non sono in condizioni critiche: “il paziente, grazie anche una consulenza a distanza del medico, può essere tenuto sotto osservazione controllando l’evolversi della malattia”.

Saturimetro, a cosa serve e come si usa

Il saturimetro (o pulsossimetro) è un apparecchio di piccole dimensioni, a forma di molletta, che serve a misurare la percentuale di ossigenazione del sangue. Usarlo è molto semplice: bisogna applicarlo sulla punta di un dito e in pochi secondi riesce a eseguire il calcolo dei valori vitali di ossigeno di una persona.

Con il pulsossimetro è possibile monitorare le funzionalità respiratorie di un individuo, parametro fondamentale per tenere sotto controllo gli effetti collaterali del Covid-19. Quando i valori di ossigeno crollano al di sotto del 90%, è il momento di intervenire poiché la funzione respiratoria risulta insufficiente.

Andrea Gori, direttore di Malattie Infettive al Policlinico di Milano, invita però alla cautela spiegando che questo dispositivo è utile da tenere in casa, ma bisogna essere realistici: “se una persona ha difficoltà respiratorie non è che può stare a casa a misurarsi il grado di ossigenazione nel sangue. È bene che, se fa fatica a respirare, venga in ospedale”.

Anche Marina Chiara Garassino, oncologa toraco-torace-polmonare dell’Istituto Tumori, dà un avvertimento in merito: “La saturazione è un valore che va interpretato in ambito medico, da 90 a 100 si va da valori assolutamente normali a patologici. Usato al di fuori del controllo medico, può portare al panico o alla sottovalutazione”.

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