Sondaggio: è sbagliato abbassare il limite dei contanti a 2.000 euro

I risultati del sondaggio di Money.it: per l’81% dei rispondenti, alla luce delle novità previste dal 1 luglio è sbagliato abbassare il limite dell’uso del contante a 2.000 euro al fine di combattere l’evasione fiscale.

Sondaggio: è sbagliato abbassare il limite dei contanti a 2.000 euro

Risultato bulgaro per il sondaggio di Money.it sull’abbassamento della soglia massima dell’uso del contante a 2000 euro: per l’81% dei rispondenti è infatti un errore la scelta del governo di ridurre il limite per cercare di contrastare l’evasione fiscale, a fronte del 19% che invece si è detto favorevole alla misura che entrerà in vigore a partire dal 1 luglio come deciso nella legge di Bilancio 2020.

Per il nuovo limite all’uso del contante ormai ci siamo. La riduzione prevista nel decreto fiscale collegato all’ultima manovra finanziaria diventerà operativa a partire dal 1 luglio, con il tetto che sarà abbassato a 2.000 euro.

Si tratta però soltanto del primo step previsto dal governo Conte, visto che a partire dal 1 gennaio 2022 ci sarà un ulteriore abbassamento fino a 1.000 euro, soglia in vigore fino al 2015 e poi portata a 3.000 euro dall’allora premier Matteo Renzi.

L’abbassamento del tetto massimo dell’uso del cash è stato motivato dal governo come una necessità per contrastare l’evasione fiscale, con Giuseppe Conte che da tempo sta spingendo in direzione del favorire l’utilizzo dei pagamenti elettronici.

Non mancano però le critiche a questa scelta, che secondo molti non sarebbe veramente efficace nella lotta all’evasione fiscale e in più, in un momento di crisi come questo, potrebbe portare a una contrazione dei consumi.

I risultati di questo sondaggio, che ricordiamo non ha un valore scientifico ma solamente indicativo visto che non è realizzato a campione, ci fa capire però come per i lettori di Money.it questa scelta appare essere sbagliata.

Un sondaggio sul limite all’uso del contante

L’Italia ha da sempre un grande problema: l’evasione fiscale. Si calcola infatti che da noi in media ogni anno oltre 200 miliardi siano sottratti al fisco, una cifra questa monstre e che rappresenterebbe circa il 12% del nostro Pil.

Giusto per fare un esempio, se solo si riuscisse a recuperare annualmente anche la metà di questa cifra il nostro Paese potrebbe finanziarsi da solo la ripresa dopo lo tsunami coronavirus, senza fare ricorso al MES o al Recovery Fund.

Negli ultimi anni il mantra di ogni governo è sempre stato lo stesso: lotta dura all’evasione fiscale per aumentare così il gettito fiscale. Se però il centrodestra è convinto che soltanto abbassando le tasse, vedi Flat Tax, si possa far pagare il dovuto a tutti, il premier Conte è più propenso a disincentivare l’uso del contante a favore dei pagamenti elettronici.

In quest’ottica si deve leggere la decisione del governo di abbassare dal 1 luglio il limite dell’utilizzo del contante a 2.000 euro, con l’asticella che a partire dal 1 gennaio 2022 scenderà ulteriormente a 1.000 euro.

Una mossa questa che dovrebbe essere affiancata da tutta una serie di benefit per chi effettuerà pagamenti elettronici, ma che per diversi critici potrebbe rivelarsi una sorta di autogol andando a comportare una riduzione dei consumi in un momento poi così particolare e difficile.

Lo scopo di questo sondaggio era di conseguenza quello di conoscere l’opinione dei lettori sulla bontà, o meno, dell’abbassamento della soglia dell’uso del contante per contrastare l’evasione fiscale, con i risultati che lasciano poco margine a ogni interpretazione vista la percentuale monstre ottenuta dal No.

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