Riforma reddito di cittadinanza? Ecco come potrebbe cambiare

Una riforma del reddito di cittadinanza è possibile? Sì stando alle ultime proposte che arrivano dal governo. Vediamo come potrebbe cambiare e quali sono le ipotesi di riforma del decreto dignità.

Riforma reddito di cittadinanza? Ecco come potrebbe cambiare

Una riforma del reddito di cittadinanza in vista? Non è da escludere, almeno secondo le ultime dichiarazioni di alcuni esponenti di governo. Ma come potrebbe cambiare?

Nei giorni in cui si parla di riforma delle pensioni, proprio ieri si è avuto l’incontro tra sindacati e ministro del Lavoro per discutere e fissare i successivi tavoli di lavoro, si continua a parlare anche del reddito di cittadinanza e delle possibili modifiche da apportare per evitare che rimanga un mero sussidio e fare in modo che incentivi realmente l’occupazione.

Sempre in merito all’occupazione si discute anche di possibili novità per i percettori di Naspi e per un miglioramento del Decreto dignità introdotto dal governo giallo-verde quando ministro del Lavoro e delle Politiche sociali era Luigi Di Maio. Vediamo ora la possibile riforma del reddito di cittadinanza e come potrebbe cambiare.

Riforma reddito di cittadinanza: ecco come potrebbe cambiare

Tanto discusso da far parlare di una sua riforma: il reddito di cittadinanza come potrebbe cambiare? L’obiettivo della revisione della misura dovrebbe andare nella direzione di incentivare il lavoro e creare occupazione, almeno così la pensano dal governo giallo-rosso.

Fino a oggi il reddito di cittadinanza è stato molto criticato da più parti, laddove solo la parte gialla del governo, i 5 Stelle, ha sempre rivendicato con orgoglio la misura che “sconfigge la povertà”.

E se da una parte l’Ocse lancia l’allarme per i finti divorzi e i furbetti del sussidio, dall’altra Anpal comunica i dati sull’occupazione dei beneficiari del reddito di cittadinanza considerati a dicembre 2019 oltre 28mila; c’è anche chi parla di un grande bluff perché a fronte dell’oltre un milione di domande accolte, pochi sono i beneficiari occupabili.

Intanto il reddito di cittadinanza è nella sua fase 2: i beneficiari vengono convocati dai centri per l’impiego per la firma del patto per il lavoro e devono anche sostenere lavori di pubblica utilità.

La proposta di riforma arriva dal governo in particolare dalla sottosegretaria al Lavoro PD Francesca Puglisi che si è espressa sulla riforma delle pensioni proponendo la sua Quota 99 (di ieri la proposta del dem Damiano).

Puglisi, che fa le veci della parte rossa del governo, in un’intervista al Corriere della Sera di metà gennaio, ha parlato delle migliorie che si potrebbero apportare tramite una riforma del reddito di cittadinanza e in particolare fare in modo che i beneficiari siano incentivati ad accettare lavori a tempo parziale e a basso reddito in modo che il sussidio non resti semplicemente tale (al terzo lavoro proposto rifiutato il diritto al beneficio si perde).

A oggi il reddito di cittadinanza permane se un membro del nucleo familiare trova lavoro sempre che il reddito familiare non superi la soglia prevista per il RdC. E su questo punto sembra battere Puglisi la quale ritiene che per incentivare al lavoro bisogna separare la situazione di ogni singolo componente del nucleo familiare da colui che percepisce il reddito di cittadinanza altrimenti il disincentivo al lavoro è maggiore.

Un punto della proposta dem riguarda anche i centri per l’impiego che dovrebbero cominciare a lavorare con le agenzie per il lavoro private così da dare un maggiore slancio all’assegno di ricollocazione.

Al momento si tratta solo di proposte e non si sa come effettivamente andrà a cambiare il reddito di cittadinanza qualora dovesse permanere l’idea di riforma.

Non solo riforma reddito di cittadinanza: Naspi e decreto dignità

Non solo riforma del reddito di cittadinanza perché proprio in merito all’assegno di ricollocazione cui abbiamo sopra accennato, la proposta è ripristinarlo anche per i percettori dell’indennità di disoccupazione Naspi.

La sospensione dell’assegno di ricollocazione per i disoccupati con Naspi è stabilita dal Decreto 4/2019 che ha introdotto il reddito di cittadinanza e per il quale invece è previsto.

Intanto sempre dalla parte dem del governo arriva la proposta anche di una riforma del decreto dignità al fine di rendere più stabile l’occupazione ed modificare la disciplina sui contratti a termine.

L’obiettivo è eliminare l’incremento contributivo dello 0,5% per ogni rinnovo di contratto come anche la causale che deve accompagnarlo dopo i 12 mesi, considerata troppo rigida. Questi aspetti devono, secondo Puglisi, essere lasciati alla contrattazione collettiva tra associazioni datoriali di categoria e sindacati.

Una riforma del decreto dignità in questo senso si ritiene fondamentale perché a oggi sembra aver creato maggiore instabilità facilitando il ricambio continuo di personale secondo Puglisi.

Una riforma che sembra avere carattere di urgenza se si considera che nell’ultimo anno in italia sono aumentate le partite Iva a svantaggio dei contratti a somministrazione e a tempo anche determinato che sono diminuiti.

Questo al tempo stesso si traduce in minori tutele per i lavoratori e maggiori vantaggi per le aziende, motivo per cui una riforma non solo del reddito di cittadinanza, ma anche del lavoro sembra essere obiettivo di almeno una parte della maggioranza di governo.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 2 mesi fa

Gli approfondimenti servono per scoprire delle realtà nascoste, delle ostilità camuffate da finta collaborazione, sull’occupabilita’ dei-le beneficiarie si aprono degli scenari interessanti, vecchie realtà da far scomparire perché oggettivamente inutili, rifiutano un rinnovamento pertanto ci sono trasferimenti, migrazioni, chiusure, morte dei territori, queste riforme aprono e scoperchiano molte truffe.

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