Assegno di ricollocazione: cos’è, come funziona e come spendere l’importo

L’assegno di ricollocazione sarà erogato automaticamente ai percettori del reddito di cittadinanza che firmeranno il Patto per il Lavoro. Vediamo cos’è, come funziona e come sarà possibile spendere l’importo finalizzato a migliorare il grado di occupabilità dei beneficiari.

Assegno di ricollocazione: cos'è, come funziona e come spendere l'importo

L’assegno di ricollocazione sarà riconosciuto in automatico ai titolari del reddito di cittadinanza una volta firmato il Patto per il Lavoro.

Saranno 704.000 le persone coinvolte nella Fase 2 del reddito di cittadinanza e che molto probabilmente si chiederanno cos’è e come funziona l’assegno di ricollocazione, ma ancor di più come si potrà spendere l’importo riconosciuto.

L’assegno di ricollocazione non è una novità del 2019, ma è stato introdotto con il Jobs Act come misura volta a migliorare il grado di occupabilità dei disoccupati, anche se con risultati ben inferiori alle aspettative.

Eppure si tratta di uno strumento importante, un vero e proprio assegno, o meglio dire un buono, che per chi percepisce il reddito di cittadinanza sarà d’importo compreso tra i 250 ed i 5.000 euro e che è erogato in relazione all’uso di specifici servizi presso i Centri per l’Impiego o presso Agenzie per il lavoro accreditate.

Non si tratterà di un assegno erogato personalmente a chi percepisce il reddito di cittadinanza, ma sarà erogato dall’ANPAL al soggetto che ha contribuito alla ricerca del lavoro a seguito della stipula del Patto presso i CPI.

Cos’è l’assegno di ricollocazione, obbligatorio per chi riceve il reddito di cittadinanza

A differenza dell’assegno di disoccupazione e di altre forme di sostegno al reddito, l’importo riconosciuto a titolo di assegno di ricollocazione, sulla base di specifici requisiti e parametri, non verrà erogato in forma monetaria, ma sarà una sorta di buono da spendere presso i CPI o le Agenzie per il lavoro private per la ricerca di un nuovo lavoro.

Già da qualche anno possono richiederlo, i disoccupati che ricevono la Naspi, così come fino al 2018 poteva richiederlo chi percepiva il ReI, il reddito di inclusione.

Nel 2019 l’assegno di ricollocazione è stato abbinato al reddito di cittadinanza, e diventa parte integrante del progetto di politica attiva del lavoro che partirà dalla stipula del patto per il lavoro.

L’AdRdC segue regole specifiche: se per la generalità dei disoccupati è stato da sempre come una prestazione non obbligatoria, per chi percepisce il reddito di cittadinanza sarà assegnato automaticamente e sarà obbligatorio utilizzare i servizi di CPI o soggetti accreditati.

Tuttavia il beneficiario del reddito di cittadinanza non dovrà far nulla per ottenerlo: l’assegno di ricollocazione sarà assegnato automaticamente dal Centro per l’Impiego entro 60 giorni dalla data di sottoscrizione del Patto per il Lavoro.

Assegno di ricollocazione: cos’è?

Sarà automatico chiedersi cos’è l’assegno di ricollocazione e come funziona nel concreto.

Si tratta in linea generale di contributo rivolto ai disoccupati, il cui obiettivo è quello di implementare le possibilità del lavoratore di trovare un nuovo impiego.

È bene sottolineare che l’assegno di ricollocazione non è un contributo erogato direttamente ai lavoratori in forma monetaria ma, come già anticipato, l’importo del voucher sarà erogato dallo Stato ai CPI o alle Agenzie per il lavoro soltanto dopo la firma del contratto di lavoro da parte del beneficiario.

Per i percettori del reddito di cittadinanza che si vedranno assegnare l’AdR a seguito della stipula del Patto per il Lavoro è stata l’ANPAL a fornire ulteriori importanti dettagli.

ANPAL - Assegno di ricollocazione e reddito di cittadinanza
Modalità operative e ammontare dell’Assegno di Ricollocazione nell’ambito del Reddito di Cittadinanza

AdRdC: dopo il Patto per il Lavoro la scelta del soggetto erogatore dei servizi di assistenza

A pena di decadenza del beneficio del reddito di cittadinanza, i beneficiari che ricevono l’assegno di ricollocazione dovranno scegliere entro 30 giorni il soggetto erogatore del servizio di assistenza intensiva alla ricerca di un nuovo lavoro.

Si potrà scegliere o un Centro per l’Impiego, o un Agenzia per il lavoro accreditata, la quale fornirà servizi di assistenza al beneficiario del sussidio nell’attività di ricerca intensiva di lavoro per un periodo pari a 6 mesi, prorogabile per ulteriori 6 mesi qualora rimanga parte dell’importo da utilizzare.

L’obiettivo sarà quello di trovare un lavoro al beneficiario del reddito di cittadinanza, anche perché dall’esito positivo del servizio di assistenza dipenderà l’importo dell’assegno di ricollocazione erogato al CPI o al diverso soggetto prescelto.

Come funziona il pagamento: importo in base al risultato occupazionale

Sarà interesse anche del soggetto impegnato nel servizio di assistenza e tutoraggio che il lavoratore trovi un’occupazione: l’importo dell’assegno di ricollocazione è calcolato in base al risultato occupazionale.

L’importo dell’AdR varia quindi tra un minimo e un massimo secondo una funzione continua:

  • a seconda del valore dell’indice di profilazione attribuito al beneficiario;
  • a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro.
Tipologia contrattualeValore minimo(euro)Valore massimo (euro)
Contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato) 1.000 5.000
Contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi 500 2.500
Contratto a termine compreso superiore o uguale a 3 mesi e fino a 6 mesi(*) 250 1.250

(*) solo per le regioni “meno sviluppate”

Nei casi di mancato raggiungimento dell’esito occupazionale, è riconosciuta una quota fissa in relazione al servizio di “assistenza intensiva alla ricollocazione” con l’individuazione del tutor e la definizione del programma; tale quota fissa è denominata Fee4Services.

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1 commento

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Pannina • 2 mesi fa

Ho perso il lavoro in seguito ad un intervento sbagliato ed ho richiesto l’assegno di ricollocazione. Non sono percettore di RdC. L’iter è stato molto difficoltoso. Dopo diverse telefonate ed e-mail al CPI e all’ANPAL mi è stato assegnato un tutor e ho firmato il patto di servizio per la ricerca intensiva del lavoro e...basta. Tutto bloccato. Uno schifo! Non oso immaginare chi ha una famiglia da campare, un mutuo o un fitto da pagare come può andare avanti.

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