Lavoro, Draghi punta sull’assegno di ricollocazione: cos’è e come funziona

Anna Maria D’Andrea

19/02/2021

19/02/2021 - 16:58

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Assegno di ricollocazione tra le misure di politica attiva per il lavoro: il Premier Draghi punta a rafforzare il voucher da spendere per la ricerca di nuova occupazione. Cos’è, come funziona e a chi spetta? Facciamo il punto.

Lavoro, Draghi punta sull'assegno di ricollocazione: cos'è e come funziona

L’assegno di ricollocazione sarà uno degli strumenti da potenziare, nell’ambito delle misure di politica attiva per il lavoro.

A citare il voucher ricollocazione come strumento per il sostegno a lavoratori e disoccupati è stato il Premier Mario Draghi, nel corso del discorso per la fiducia in Senato del 17 febbraio 2021.

Potenziare le misure per il lavoro è uno dei primi punti sui quali intende soffermarsi il nuovo Governo, anticipando da subito il progetto di potenziamento delle politiche attive previsto dal PNRR.

L’assegno di ricollocazione torna ora in auge, dopo un debutto che non si può dire esser stato di successo.

Introdotto dal Jobs Act, come strumento a sostegno dei disoccupati, il voucher fino a 5.000 euro può essere richiesto e speso per servizi di riqualificazione professionale e per la ricerca di lavoro.

La Legge di Bilancio 2021 ha incluso nuovamente tra i beneficiari anche i titolari di Naspi e DisColl (da almeno 4 mesi) e cassa integrazione, e dal 2019 spetta in automatico anche ai titolari del reddito di cittadinanza una volta firmato il Patto per il Lavoro.

Vediamo quindi come funziona.

Assegno di ricollocazione: cos’è e come funziona

L’assegno di ricollocazione è un contributo rivolto ai disoccupati, il cui obiettivo è quello di implementare le possibilità del lavoratore di trovare un nuovo impiego.

È bene sottolineare che l’assegno di ricollocazione non è un contributo erogato direttamente ai lavoratori in forma monetaria.

L’importo del voucher sarà corrisposto ai CPI o alle Agenzie per il lavoro soltanto dopo la firma del contratto di lavoro da parte del beneficiario.

L’assegno di ricollocazione è presentato come la prima misura di politica attiva per il lavoro di livello nazionale, coordinata dall’ANPAL e gestita tramite la rete pubblico-privata dei servizi per il lavoro, in accordo con Regioni e Province autonome.

Si suddivide in tre sottocategorie:

  • AdR Naspi: sospeso a seguito dell’istituzione del reddito di cittadinanza e ripristinato dalla Legge di Bilancio per il 2021;
  • Adr Cigs: è rilasciato ai lavoratori in Cassa integrazione straordinaria (Cigs) purché i loro profili e ambiti siano previsti dall’Accordo di ricollocazione sottoscritto dalla loro azienda e dalle organizzazioni sindacali. Il lavoratore in Cigs ha tempo 30 giorni dalla firma dell’accordo di ricollocazione per prenotare l’Adr nell’area riservata MyANPAL;
  • AdRdc - reddito di cittadinanza, riconosciuto dopo la sottoscrizione del patto per il lavoro ed erogabile fino al 31 dicembre 2021.

Dall’ANPAL si attende l’emanazione del provvedimento per l’estensione del beneficio anche agli ulteriori soggetti previsti dalla Legge di Bilancio 2021:

  • percettori di Naspi o Discoll da almeno 4 mesi (come previsto fino al 2019);
  • collocati in cassa integrazione;
  • sospesi dal rapporto di lavoro con collocazione in cassa integrazione guadagni per cessazione di attività.

L’estensione dell’assegno di ricollocazione ai beneficiari del reddito di cittadinanza ha ridato luce ad uno strumento poco apprezzato dai disoccupati.

Questi, infatti, a pena di decadenza del beneficio devono scegliere entro 30 giorni il soggetto erogatore del servizio di assistenza intensiva alla ricerca di un nuovo lavoro.

Si può scegliere o un Centro per l’Impiego, o un Agenzia per il lavoro accreditata, la quale fornirà servizi di assistenza al beneficiario del sussidio nell’attività di ricerca intensiva di lavoro per un periodo pari a 6 mesi, prorogabile per ulteriori 6 mesi qualora rimanga parte dell’importo da utilizzare.

Dall’esito positivo del servizio di assistenza dipenderà l’importo dell’assegno di ricollocazione erogato al CPI o al diverso soggetto prescelto.

Assegno di ricollocazione fino a 5.000 euro: come funziona il pagamento

È interesse anche del soggetto impegnato nel servizio di assistenza e tutoraggio che il lavoratore trovi un’occupazione: l’importo dell’assegno di ricollocazione è calcolato in base al risultato occupazionale.

L’importo dell’assegno di ricollocazione varia quindi tra un minimo e un massimo secondo una funzione continua:

  • a seconda del valore dell’indice di profilazione attribuito al beneficiario;
  • a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro.
Tipologia contrattualeValore minimo(euro)Valore massimo (euro)
Contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato) 1.000 5.000
Contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi 500 2.500
Contratto a termine compreso superiore o uguale a 3 mesi e fino a 6 mesi(*) 250 1.250

(*) solo per le regioni “meno sviluppate”

Nei casi di mancato raggiungimento dell’esito occupazionale, è riconosciuta una quota fissa in relazione al servizio di “assistenza intensiva alla ricollocazione” con l’individuazione del tutor e la definizione del programma; tale quota fissa è denominata Fee4Services.

Money academy

Questo articolo fa parte delle Guide della sezione Money Academy.

Visita la sezione

Iscriviti alla newsletter

Money Stories