Lavoratrice disoccupata guadagna €400 in pochi giorni. Ora deve restituire €10.000 di Naspi

Laura Pellegrini

2 Febbraio 2026 - 10:44

La donna aveva ottenuto l’anticipo della disoccupazione per l’avvio di una nuova attività, ma al contempo aveva avviato un contratto di lavoro subordinato.

Lavoratrice disoccupata guadagna €400 in pochi giorni. Ora deve restituire €10.000 di Naspi

Una donna disoccupata ha richiesto l’anticipo della disoccupazione per poter lanciare un nuovo business, ma al contempo ha avviato alcuni contratti di lavoro subordinato con un locale della zona. La normativa sull’anticipo della Naspi non prevede eccezioni: chi richiede il pagamento dell’intero importo in un’unica soluzione non può in nessun caso attivare un contratto di lavoro subordinato.

Nonostante la donna abbia lavorato solo per pochi giorni in un ristorante di periferia, ottenendo uno stipendio inferiore a 400 euro, ora dovrà ora restituire 10.500 euro di Naspi. Un conto salatissimo che nessuno si sarebbe aspettato.

Disoccupata lavora per pochi giorni: ora deve restituire 10.500 euro di Naspi

Il Tribunale di Pesaro non transige sull’indennità di disoccupazione: basta un piccolo errore, anche minimo, per ricevere una sanzione salatissima. E questo caso è proprio l’emblema assoluto. Il lavoratore disoccupato che percepisce l’indennità di disoccupazione deve rispettare una normativa severa, soprattutto se richiede l’anticipo per l’avvio di una nuova attività.

La lavoratrice in questione, infatti, aveva richiesto l’anticipo della disoccupazione per l’avvio di una nuova attività in forma autonoma. Al contempo, mentre organizzava i permessi e le licenze per l’apertura del nuovo business, la lavoratrice aveva sottoscritto quattro contratti con un locale della periferia di Pesaro: due a tempo determinato di pochi giorni e due a chiamata.

Grazie a queste due attività, aveva percepito uno stipendio considerato “irrisorio” dalla difesa, guadagnando in totale 388,53 euro. Tuttavia l’accusa ha ritenuto quel piccolo stipendio sufficiente per far scattare la sanzione.

La normativa sulla Naspi, infatti, è chiara: chi ottiene l’anticipo per l’avvio di una nuova attività non può attivare nuovi contratti di lavoro subordinato senza rischiare pesanti sanzioni. Perciò, nonostante abbia percepito uno stipendio relativamente basso, la donna dovrà restituire 10.500 euro di Naspi all’INPS.

La decisione del Tribunale

La difesa della lavoratrice disoccupata ha cercato di fare leva sul fatto che la donna non avesse ancora effettivamente avviato la nuova attività e che comunque lo stipendio percepito dai contratti di lavoro subordinato era decisamente irrisorio. L’INPS, invece, non ha lasciato passare inosservato questo comportamento e ha fatto valere la normativa sull’anticipo della Naspi.

A prescindere dallo stipendio percepito, il disoccupato che richiede l’anticipo della Naspi non può in nessun caso attivare o firmare contratti di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo coperto. Considerando la normativa chiara e trasparente, il Tribunale non ha potuto che confermare questa linea.

La sanzione, per coloro che non rispettano questo limite, è severissima: il lavoratore deve restituire tutto l’anticipo ottenuto. La donna, quindi, ha dovuto ripagare i 10.500 euro di anticipo Naspi ottenuti per la nuova attività.

L’unica eccezione ammissibile dalla giurisprudenza più recente riguarda rarissimi casi dove alcune cause di forza maggiore impediscono al lavoratore di portare avanti la nuova attività.

Anticipo Naspi e restituzione del denaro

Come noto, l’indennità di disoccupazione viene erogata dall’INPS a cadenza mensile e spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente il lavoro. Oltre all’assegno mensile, in alcuni casi è possibile richiedere l’anticipo della disoccupazione: per esempio, se si vuole avviare una nuova attività in forma autonoma è possibile ottenere in un’unica soluzione quanto dovuto in modo da poter investire il denaro nella nuova attività. Ma la normativa da rispettare è particolarmente severa e non sono ammessi errori.

L’INPS in determinati casi e situazioni può chiedere al lavoratore la restituzione totale o parziale della somma percepita indebitamente. Per esempio, è prevista la restituzione dell’assegno nel momento in cui il pagamento è avvenuto per errore o in mancanza di requisiti precisi.
Un altro caso in cui è prevista la restituzione della Naspi riguarda i lavoratori che hanno trovato un nuovo impiego senza comunicarlo tempestivamente all’INPS. L’eccedenza dovrà essere restituita all’istituto.

Se viene richiesto l’anticipo della Naspi per l’avvio di una nuova attività, invece, la normativa è chiara e intransigente: il lavoratore non può firmare alcun contratto di lavoro subordinato fino al termine del periodo coperto dall’indennità di disoccupazione.

Argomenti

# INPS
# Naspi

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.