Assegno di inclusione, attenzione alle nuove regole. A marzo cambia l’importo (ma non per tutti) e viene anticipata la consegna della carta Adi.
Come ufficializzato dall’Inps con il calendario dei pagamenti di inizio anno, questo mese ci sono alcune differenze per quanto riguarda l’arrivo dei soldi e la consegna della carta per le famiglie che hanno presentato da poco domanda oppure che hanno richiesto il rinnovo dopo la scadenza delle prime 18 mensilità.
Proprio sul rinnovo è bene soffermarsi. Con le modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026 - chiarite dall’Inps nel messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026 - è stato eliminato il mese di sospensione che in passato separava un periodo di fruizione dall’altro. Oggi il beneficio può essere richiesto subito dopo l’ultima mensilità, senza dover restare scoperti, per quanto resista una differenza sostanziale: la prima mensilità di rinnovo viene riconosciuta al 50% dell’importo spettante, mentre dalla seconda si torna alla cifra piena.
Si tratta di una novità strutturale che ha sostituito il contributo straordinario fino a 500 euro previsto in via temporanea lo scorso anno e che molte famiglie avevano ritenuto più vantaggioso.
Ma quando arriva nel dettaglio l’Assegno di inclusione a marzo? E quali passaggi bisogna completare per non rischiare ritardi nell’accredito? Facciamo chiarezza.
Quando arriva l’Assegno di inclusione a marzo?
Per il mese di marzo il calendario Inps prevede due date distinte, con una novità importante rispetto alla prassi abituale.
La prima ricarica, destinata a chi ha presentato una nuova domanda o ha richiesto il rinnovo dopo la scadenza delle 18 mensilità (o dei successivi 12 mesi), è fissata per venerdì 13 marzo, un pagamento leggermente anticipato rispetto alla consueta finestra intorno al 15 del mese successivo all’esito positivo della domanda.
Diverso il discorso per chi già percepisce regolarmente la misura. In questo caso resta confermata la data del 27 marzo per la ricarica mensile ordinaria, tuttavia, come già accaduto in passato, non si può escludere un eventuale anticipo con slittamento al 26 marzo, qualora l’Inps decidesse di anticipare l’accredito per ragioni tecniche o organizzative, o anche solo per fare un favore alle famiglie.
Cosa serve per il pagamento dell’Assegno di inclusione di marzo
Ricordiamo che per ricevere regolarmente l’Assegno di inclusione a marzo il primo requisito fondamentale è aver richiesto l’Isee 2026. In assenza della Dsu aggiornata, infatti, il pagamento può essere sospeso fino alla regolarizzazione della posizione.
E non solo: è necessario che dal nuovo Isee risulti ancora il rispetto delle soglie previste. Se la situazione reddituale o patrimoniale è cambiata e i limiti non sono più soddisfatti, il beneficio può essere ridotto o nei casi più gravi revocato.
L’Isee, quindi, incide anche sull’importo. Se dal nuovo calcolo emerge un indicatore più alto rispetto allo scorso anno, l’Assegno di inclusione potrebbe risultare più basso, perché aumenta la quota di reddito considerata nel nucleo familiare. Al contrario, un Isee più basso può tradursi in un importo più alto, in quanto cresce la differenza tra la soglia teorica spettante e il reddito disponibile.
Le nuove regole in vigore dal 2026
Prima di concludere, ricordiamo che dal 1° gennaio 2026 l’Assegno di inclusione segue regole parzialmente diverse rispetto al primo anno di applicazione. Le modifiche, introdotte dalla legge di Bilancio 2026 e chiarite dall’Inps nel messaggio n. 640 del 23 febbraio 2026, riguardano soprattutto il rinnovo e la continuità del beneficio.
Resta invariata la struttura di base: il sussidio viene riconosciuto per un primo periodo di massimo 18 mesi e può essere rinnovato per ulteriori 12 mesi, sempre previa presentazione di una nuova domanda. La novità principale è l’eliminazione del mese di sospensione che in precedenza separava un ciclo dall’altro: come anticipato, oggi non è più necessario restare un mese senza assegno prima di poter ripresentare domanda dal momento che il rinnovo può essere richiesto subito dopo l’ultima mensilità percepita.
Attenzione però a un elemento fondamentale. La prima mensilità del nuovo periodo non viene pagata per intero, ma in misura pari al 50% dell’importo spettante e solo dalla seconda mensilità si torna all’erogazione piena.
La circolare chiarisce anche quando decorre il beneficio rinnovato. La regola generale è che l’Assegno riparte dal mese di presentazione della domanda, a seguito di esito positivo dell’istruttoria. Se però nel frattempo la composizione del nucleo familiare è cambiata, la decorrenza coincide con il mese di sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (Pad).
Un esempio aiuta a capire meglio. Se una famiglia riceve la diciottesima mensilità il 27 febbraio 2026 e presenta domanda di rinnovo a marzo, con nucleo invariato, il beneficio decorre comunque da marzo: la prima mensilità di rinnovo, pagata al 50%, sarà accreditata indicativamente a metà aprile, mentre dalla mensilità successiva si tornerà all’importo pieno. Se invece il nucleo è variato e il Pad viene sottoscritto ad aprile, la decorrenza slitta ad aprile, con conseguente pagamento della prima rata dimezzata riferita a quel mese.
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