Italia: nel terzo trimestre 2019 oltre 100mila nuove partite IVA

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio sulle partite IVA, nel terzo trimestre 2019 sono state aperte 101.498 partite IVA, +5,7% rispetto al medesimo periodo del 2018. Di seguito i dettagli

Italia: nel terzo trimestre 2019 oltre 100mila nuove partite IVA

Secondo una comunicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel terzo trimestre 2019 sono state aperte 101.498 partite Iva, il 5,7% in più rispetto al medesimo periodo del 2018.

Da un punto di vista territoriale, il maggior numero di aperture si è assistito al Nord (44,3%), seguono Sud e Isole (33,2%) e Centro (22,1%). In particolare, i principali incrementi rispetto al 2018 si sono verificati in Piemonte (+16,2%), Lombardia (+11,5%) e in provincia di Bolzano (+11,2%).

Al contrario, è in Valle D’Aosta, in Calabria e in Sardegna che si è assistito alla diminuzione più importante delle partite Iva, scese rispettivamente del 19,7%, del 3,6% e del 3%.

Sviluppo web economy attira i non residenti

Secondo i dati del MEF, il 72,3% delle nuove aperture delle partite Iva è stato fatto da persone fisiche, il 21,6% da società di capitali e il 3,2% da società di persone. I “non residenti” e le “altre forme giuridiche”, rappresentano invece il 2,5% del totale.

L’incremento dell’8,3% (rispetto al terzo trimestre 2018) delle persone fisiche è dovuto in particolar modo al regime forfetario: “nel periodo in esame 49.171 nuovi avvianti hanno aderito al regime (48,4% del totale delle nuove aperture), con un aumento del 30,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, si legge nel comunicato.

Importante l’aumento del 44% delle partite Iva aperte dai non residenti, legato allo sviluppo della web economy.

Partite Iva: commercio in testa per nuovi avviamenti

Secondo l’Osservatorio sulle partite Iva, il numero di avviamenti più importante si è registrato sul commercio (20,5% del totale), seguito dalle attività professionali (16,1%) e dalle costruzioni (9,2%).

Aumentano in maniera rilevante rispetto al terzo trimestre 2018 le partite Iva dedicate all’istruzione (+21,2%), alle attività professionali (+16,2%) e nei servizi di informazione (+13,6%). Unico settore che registra una decrescita è la sanità (-5,8%).

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