Riforma pensioni: anticipo con taglio fino al 6% sull’assegno. La nuova ipotesi

Riforma delle pensioni con il taglio dell’assegno fino al 6% per l’anticipo: è questa una delle ipotesi del governo per superare Quota 100.

Riforma pensioni: anticipo con taglio fino al 6% sull'assegno. La nuova ipotesi

Si parla di riforma delle pensioni in questi giorni con l’anticipo e un taglio sull’assegno finale fino al 6%.

Questa la nuova ipotesi dal governo per chi vuole congedarsi in anticipo. A oggi per andare in pensione prima esistono diverse misure tra cui Quota 100 che permette l’uscita con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Quota 100 è stata confermata fino al 31 dicembre 2021 e si cerca un modo per superarla.

A oggi andare in pensione con Quota 100 è penalizzante dal momento che si perde fino al 30% sull’assegno basandosi questo sul solo contributivo. Oggi l’ipotesi di riforma è di andare in pensione in anticipo, ma superando questo sistema di calcolo. Vediamo come.

Riforma pensioni: in anticipo con un taglio sull’assegno fino al 6%

Spunta una nuova ipotesi di riforma delle pensioni con un anticipo che costerebbe un taglio sull’assegno pari al 6%. A riportare la nuova proposta al vaglio del governo è il quotidiano La Repubblica.

Andare in pensione con il solo calcolo contributivo può comportare una riduzione sull’assegno che è pari a un terzo sul lordo della pensione e un quinto sul netto. Con la nuova proposta di riforma delle pensioni si pensa a una riduzione sull’assegno finale per ogni anno di anticipo della pensione.

L’opzione prevederebbe un 2% in meno per ogni anno fino ad arrivare al 6%. Al momento non si sa ancora quanto questa misura potrebbe eventualmente costare.

Il quotidiano spiega che ancora non è stata fissata una cifra, ma che sicuramente il governo non vorrà spendere per superare la legge Fornero più di quanto ha già stanziato con Quota 100, vale a dire più di 28 miliardi di euro in 10 anni.

Non sappiamo ancora se Quota 100 sopravviverà anche dopo il 2020 fino al termine della sua fase sperimentale, ciò che è certo è che si sta lavorando, secondo quanto dichiarato, in direzione di una una riforma delle pensioni che sia strutturale.

Pensioni: le altre ipotesi di riforma

Altre ipotesi di riforma delle pensioni sono emerse dall’ultimo incontro tra ministero del Lavoro e sindacati lo scorso 7 febbraio.

Se fino a ora abbiamo parlato di taglio dell’assegno per l’anticipo della pensione i sindacati hanno invece chiesto un incremento dell’assegno mensile. In particolare, tra le varie ipotesi, c’è quella per un aumento della quattordicesima con l’estensione anche della platea dei beneficiari. Inoltre si pensa a una serie di detrazioni a cui molti oggi non hanno diritto.

Ancora i sindacati puntano a una piena indicizzazione delle pensioni. Quest’ultima ipotesi prevederebbe un cambio del parametro di riferimento che a oggi non terrebbe conto, secondo i sindacati, delle vere spese dei pensionati. Gli assegni di pensione quindi potrebbero aumentare per tutti dal 2021.

Il governo pensa anche ai giovani: si sta parlando infatti di una pensione di garanzia per i giovani da 780 euro. Per la conferma di questa e altre proposte di riforma delle pensioni bisognerà attendere ancora.

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