Riforma pensioni 2016, Ape anche per i dipendenti pubblici: le novità del Governo

La riforma delle pensioni 2016 arriva oggi al tavolo delle trattative e tra le discussioni ci sarà anche l’estensione del piano Ape agli statali. Vediamo insieme le novità sulla riforma delle pensioni.

La riforma delle pensioni 2016 arriva ad un momento di svolta: il tavolo con i sindacati. Oggi si discuterà di pensionamenti anticipati, di “Rita” e soprattutto dell’estensione dell’Ape anche ai dipendenti pubblici. Il piano Ape infatti potrebbe avere le coperture per mandare in pensione anticipata anche i dipendenti del pubblico impiego.

La Riforma delle pensioni è uno degli argomenti caldi degli ultimi mesi, dal momento che molte sono state le notizie date dal Governo, seguite poi anche da tanti ripensamenti. Il primo tavolo tra Governo e parti sociali ha solo gettato le basi per le trattative, ma non è entrato nel merito del piano pensionistico 2016. La Riforma delle pensioni sembra ormai l’unico modo per sbloccare la situazione per i lavoratori che si sono trovati nel mezzo della Riforma Fornero.

Sebbene alcuni punti della riforma delle pensioni non siano perfetti (ad esempio l’Opzione donna potrebbe non essere più contemplata), le parti sociali si stanno impegnando per riuscire ad ottenere i maggiori vantaggi per i lavoratori e cercare di abbassare il tasso d’interessi dei prestiti per l’anticipo pensionistico. Quello che più preme al momento è di riuscire ad estendere la riforma delle pensioni anche ai dipendenti pubblici, il piano Ape infatti potrebbe essere un buon modo per riuscire ad ottenere il pensionamento anticipato anche per i dipendenti statali.

L’estensione del piano Ape verrà discussa oggi alle 14:30 presso il Dicastero del welfare tra il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i sindacati. All’incontro potrebbe partecipare anche Tommaso Nannicini, presente anche nelle trattative precedenti, dal momento che sta seguendo da vicino la riforma delle pensioni.

Gli argomenti di discussione saranno molti e tra questi anche la possibilità di estendere il piano Ape ai dipendenti pubblici. Vediamo insieme come si svolgerà l’incontro, i temi di discussione e cosa prevede l’estensione dell’Ape.

Riforma pensioni 2016: estensione del piano Ape

Non è ancora entrato in vigore il piano Ape e già ha fatto abbondantemente parlare di sé. Oggi la questione verrà ripresa al tavolo delle trattative e si cercherà di estendere gli incentivi per il pensionamento anticipato anche ai dipendenti pubblici. Lo staff del Governo ha infatti mostrato che sarebbe possibile la fruizione del piano anche per i dipendenti del settore pubblico, dal momento che la manovra sarebbe di soli 500-600 milioni, includendovi anche i dipendenti pubblici.

Si cercherà di estendere anche la rendita integrativa temporanea anticipataRita” ai dipendenti pubblici. Questa manovra prevede che i lavoratori over 63, che abbiano aderito alla previdenza complementare e vogliano utilizzare la flessibilità in uscita, possano incassare parte dell’assegno pensionistico integrativo in modo da ridurre l’impatto del prestito del piano pensionistico anticipato.

Il piano per le riforme pensionistiche per gli statali sarà uno degli argomenti cardine dell’incontro di oggi, dal momento che i sindacati sono decisi a trovare una soluzione al più presto sulla questione. L’Ape dovrebbe cominciare la sua sperimentazione a breve, ma non sono ancora chiari molti punti. Il Governo non ha chiarito bene chi saranno i beneficiari del piano pensionistico anticipato, come verrà restituito il prestito e soprattutto se si riuscirà a modularlo in base al reddito del lavoratore uscente. Il problema infatti è che molti lavoratori potrebbero perdere fino ad un mese di pensione, se non venissero ricalcolate bene le quote.

Riforma pensioni 2016: incontro Governo-Sindacati

La giornata di oggi sembra essere decisiva per capire la maggior parte dei punti del programma della riforma pensionistica. Le parti sociali cercheranno in primo luogo di estendere l’Ape anche ai dipendenti pubblici, dal momento che anche il Governo si mostra favorevole a tale manovra. Si cercherà poi di arrivare ad una conclusione per quanto riguarda le modalità del prestito.

I sindacati spingeranno infatti per modulare gli interessi sul prestito in base al reddito del lavoratore, in modo che ci sia equilibrio sociale e tutti possano decidere di usufruire o meno del pensionamento anticipato. Il fulcro del piano Ape è infatti il prestito garantito dalle banche, che verrà restituito mediante una decurtazione dell’assegno pensionistico del 3/4%.
Il piano dei sindacati è di cercare di ridurre al minimo questa quota e di favorire i lavoratori che hanno salari più bassi, in modo che le decurtazioni non pesino troppo su di essi.

Altro punto cruciale saranno le pensioni per i lavori usuranti. I sindacati puntano a delle manovre ad hoc per questa classe di lavoratori, in modo da riuscire ad avere un piano pensionistico anticipato differente. Per l’Ape infatti i lavoratori coinvolti nel pensionamento anticipato saranno quelli nati tra il 1951 e il 1953, mentre per la categoria dei lavori usuranti le parti sociali vorrebbero cercare di estendere il piano anche ai ‘54.

Nella giornata di ieri si è espresso il sottosegretario della Uil, Domenico Proietti, il quale ha dichiarato che sono rimasti inutilizzati 3,6 milioni tra il Fondo dei lavori usuranti e il Fondo del lavoro di cura. Questo avanzo potrebbe essere utilizzato per le pensioni anticipate dei lavoratori dell’anno 1955.

Riforma pensioni 2016: lavoro giovanile e opzione donna

Susanna Camusso nella giornata di ieri ha messo in luce quanto l’argomento del lavoro giovanile debba essere discusso fin da subito. Le stime infatti al momento sono scoraggianti: i trentenni di oggi andranno in pensione a 75 anni. Queste sono le indicazioni che arrivano dai dati delle buste arancioni.

La situazione deve essere subito presa in mano, in modo da non scoraggiare i giovani e soprattutto da non creare meccanismi perversi di evasione e lavoro nero. Il problema potrebbe infatti essere che, per mancanza di una pensione decente, i giovani preferiscano il lavoro in nero o contratti di natura occasionale.

I sindacati sperano di trovare una soluzione veloce con l’incontro di oggi, in modo da applicare al più presto la riforma pensionistica e di cercare un ricambio.
Sembra infatti indispensabile un turn-over che possa spingere l’occupazione giovanile e mandare in pensione chi oramai ha maturato i requisiti per accedervi. Anche nel precedente incontro tra sindacati e Governo le parti sociali avevano posto come fulcro della discussione questo punto, mettendone in luce l’importanza.

Sul tavolo delle trattative anche l’Opzione donna, che a causa dell’Ape potrebbe essere a rischio. Per l’Opzione donna al momento infatti non sono previste delle proroghe, il che potrebbe comportare l’annullamento della manovra nel momento in cui entri in vigore la riforma pensionistica e il piano Ape.
I sindacati discuteranno anche di questo al tavolo delle trattative di oggi e si cercherà di trovare una soluzione al riguardo.

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