Reddito di cittadinanza e coronavirus: cosa succede a chi cerca lavoro?

Reddito di cittadinanza e coronavirus: cosa succede a chi cerca lavoro? La fase 2 è a rischio? Cerchiamo di rispondere a questa domanda per nuovi beneficiari e non.

Reddito di cittadinanza e coronavirus: cosa succede a chi cerca lavoro?

Reddito di cittadinanza e coronavirus: cosa succede a chi cerca lavoro? Cosa ne sarà della fase 2? Cosa succede a chi è stato convocato dai Centri per l’Impiego?

Cerchiamo di rispondere a questa domanda dal momento che indicazioni dal ministero in merito ancora non sono arrivate e il reddito di cittadinanza viaggia tranquillo al di là della valanga coronavirus che sta travolgendo l’Italia.

Tuttavia, nonostante il sussidio venga erogato, esiste un problema serio che riguarda la fase 2 del reddito di cittadinanza appunto, che proprio perché legata alla ricerca del lavoro, ai colloqui e a spostamenti sul territorio rischia un brusco arresto a causa del coronavirus, ma non solo. Vediamo come potrebbe cambiare il reddito di cittadinanza a causa del coronavirus e cosa accade a chi cerca lavoro.

Reddito di cittadinanza e coronavirus: cosa succede a chi cerca lavoro

Il reddito di cittadinanza con il coronavirus è a rischio, non tanto per la sua erogazione, quanto per il fatto che ancora non si sa bene cosa possa accadere a chi sta cercando lavoro.

L’ultimo DPCM dell’8 marzo ha disposto nuove zone rosse in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna e misure più stringenti sul territorio nazionale.

Il reddito di cittadinanza ricordiamo che nella sua fase 2 prevede che il beneficiario del sussidio, convocato dai Cpi, firmi il patto per il lavoro e venga così inserito in un percorso che lo porti a trovare un impiego.

Le proposte che arrivano sono massimo tre, rifiutata la terza il beneficio decade.

Ma dove risiede il problema? Le nuove disposizioni del governo vietano assembramenti e prevede misure ancora più stringenti nelle zone rosse, di conseguenza l’attività dei Cpi rischia di essere rallentata, senza contare che la produzione e l’economia è ferma un po’ ovunque in Italia e le aziende, specie al Nord, più che assumere penserebbero semmai a licenziare o comunque a trovare delle misure alternative per andare avanti in questo periodo di forte crisi a causa del coronavirus.

Sebbene il reddito di cittadinanza continui a essere erogato il problema risiede nella possibilità di garantire il percorso di accesso al lavoro in questo periodo ai nuovi beneficiari. Come accaduto lo scorso anno con i lunghissimi tempi di avvio della fase 2, anche in questi mesi il reddito di cittadinanza, specie per i nuovi beneficiari, finirebbe per ridursi a mero assistenzialismo, almeno per qualche mese.

Non solo, ricordiamo che la terza proposta per il lavoro può arrivare da qualsiasi parte d’Italia e ora la parte più produttiva del Paese è bloccata, come d’altronde tutto il resto d’Italia.

Il reddito di cittadinanza, secondo molti, andrebbe rivisto per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Reddito di cittadinanza: rivederlo per superare emergenza coronavirus?

Alcune indiscrezioni parlano di un reddito di cittadinanza che debba essere rivisto per superare l’emergenza coronavirus, come anche Quota 100. Cosa potrebbe accadere?

Al momento non lo sappiamo, ciò che sappiamo è quanto il governo prevede di stanziare per affrontare l’emergenza coronavirus e vale a dire 7,5 miliardi. Di questi 2,5 miliardi riguarderebbero il mondo del lavoro e in particolare gli ammortizzatori sociali.

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha già pensato alla cassa integrazione in deroga per quei lavoratori la cui attività è stata sospesa per coronavirus. Ciò non toglie che, sempre nei limiti previsti dalla legge, nei prossimi mesi potrebbero aumentare le domande di reddito di cittadinanza da parte di coloro che hanno perso il lavoro dal momento che il sussidio è compatibile con l’indennità di disoccupazione Naspi.

Al momento queste sono solo ipotesi. Per saperne di più sul reddito di cittadinanza occorrerà aspettare aggiornamenti dal governo dal momento che la situazione, con l’emergenza coronavirus, è in continuo divenire.

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