Recovery fund, Conte da Rutte all’Aja: un incontro scontro

Conte a cena dal primo ministro olandese per parlare del Recovery fund: il nostro Premier è moderatamente ottimista, ma ciò che ha detto Rutte dimostra di non aver spostato di una virgola la sua posizione contraria.

Recovery fund, Conte da Rutte all'Aja: un incontro scontro

Il tour in Europa di Giuseppe Conte che si pone l’obiettivo di incontrare e confrontarsi con i capi di governo degli altri Stati membri continua. Dopo Lisbona e Madrid, il Premier ha fatto tappa all’Aja incontrando a cena Mark Rutte, il Primo ministro dell’Olanda che guida con decisione la battaglia dei Paesi frugali, i maggiori oppositori al Recovery fund, così come concepito.

L’incontro tra il Presidente del Consiglio italiano e Rutte non è andato molto bene, ma d’altronde era quello che ci si attendeva. Il Primo ministro dei Paesi Bassi è rimasto fermo sulle sue convinzioni, ovvero che il Recovery fund deve essere condizionato da indispensabili riforme economiche.

Inoltre, Rutte mira alla riduzione della portata del Recovery fund (750 miliardi) che dovrebbe andare incontro ai bisogni dei Paesi europei colpiti dall’emergenza coronavirus. Conte ha ribattuto, dicendo che l’introduzione di troppe condizioni provocherebbe un allungamento delle procedure burocratiche, e di conseguenza, un rallentamento del rilancio.

Mark Rutte pretende che il fondo debba essere legato a delle riforme, sostenendo che le solite promesse non sono sufficienti. Il suo pensiero è condiviso da Austria, Svezia e Danimarca, ma anche da Lituania, Ungheria, Belgio e Irlanda.

Il presidente del Consiglio dell’Unione Europea Charles Michel ha confermato la composizione e la portata del Recovery fund: 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi in prestiti, ma ha anche detto che i governi sono chiamati a preparare piani di riforme strutturali, pena il mancato accesso al fondo. Dopodiché, la Commissione europea sarà chiamata con votazione a maggioranza, ad esprimersi tramite valutazione.

L’olandese Rutte sostiene che l’Italia debba farcela da sola e Conte ha replicato che si sta già lavorando in tal senso. Il Premier italiano crede di aver ottenuto dal Primo ministro dei Paesi Bassi l’impegno a non prendere troppo tempo, facendo slittare l’arrivo dei soldi riguardanti il Recovery fund: entro agosto va presa una decisione.

Le posizioni dei due leader restano abbastanza lontane, tuttavia Conte non dispera e sull’incontro con Rutte “C’è convergenza sulla necessità di una risposta europea, ci sono ancora alcune divergenze su cui possiamo lavorare. C’è confronto in un ottimo clima”. Non sarà stato troppo ottimista il nostro Premier?

Pare che Rutte (lo dice Repubblica) abbia anche esortato Conte ad abolire Quota 100 e a risanare i conti dell’Italia, ma quest’ultimo si è soffermato sulla necessità di avere una risposta europea compatta e unita “le garanzie per le riforme le chiede la Troika, non il Recovery”.

Il 17-18 luglio 2020 ci sarà un Consiglio europeo di grande importanza ma che non prenderà ancora una decisione definitiva. Non si parlerà solo di Recovery fund ma anche della proposta di quadro finanziario pluriennale dell’UE che non convince l’Italia: il meccanismo degli sconti applicato a Stati come l’Olanda non piace.

Conte potrebbe usare quest’ultima carta come una sorta di ricatto per ottenere dal Recovery fund ciò che auspica. Il Premier incontrerà la prossima settimana Angela Merkel ed Emmanuel Macron, rispettivamente a Berlino e Bruxelles, dopodiché avrà un nuovo colloquio con Rutte.

La battaglia è appena iniziata, la speranza di Conte che si possa arrivare a una soluzione sul Recovery fund a breve, appare una chimera.

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