Voto disgiunto: cos’è e come funziona

Claudia Mustillo

24 Settembre 2021 - 17:36

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Come si vota col voto disgiunto, cos’è e come si calcola? La guida in vista delle elezioni comunali, in cui gli elettori potranno votare una lista e un candidato sindaco non collegato a quel partito.

Voto disgiunto: cos'è e come funziona

Cos’è il voto disgiunto e come funziona? In vista delle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre moltissimi elettori, in primis quelli che voteranno a Roma, non hanno chiaro il meccanismo del voto disgiunto. Come si vota? Come vengono calcolati i seggi e come funziona? Qui le risposte ai principali dubbi.

Voto disgiunto: cos’è e come funziona

Il voto disgiunto è un sistema elettorale che permette all’elettore di votare nella stessa scheda per un candidato sindaco di uno schieramento e dare un voto di lista a un altro schieramento.

In poche parole con il voto disgiunto si può votare come sindaco il candidato dello schieramento di centrodestra o centrosinistra e dare il voto di lista allo schieramento opposto. Tutto questo senza che la scheda venga annullata.

Ma come si calcolano i voti quando si utilizza il disgiunto? La divisione dei seggi avviene in base alle preferenze valide ottenute dal partito mentre all’interno della lista prevalgono i candidati con il numero maggiore di preferenze.

Quando si vota con il voto disgiunto

Le elezioni amministrative in Italia prevedono un doppio sistema elettorale in base alla grandezza del Comune. In particolare per i Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti: l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali avviene in un unico turno senza possibilità di ballottaggio, quindi con un sistema maggioritario secco. Vince chi ottiene la maggioranza relativa dei voti validi.

Per i Comuni sopra i 15 mila abitanti, invece, l’elezione del sindaco e dei consiglieri è regolata da un sistema elettorale maggioritario a doppio turno: se nessun candidato, come quasi sempre accade, ottiene il 50% + 1 dei voti validi, i due candidati più votati andranno al ballottaggio, dove gli elettori potranno votare solamente i candidati e non le liste. Inoltre, in questi Comuni è prevista una soglia di sbarramento del 3% sotto la quale i candidati al consiglio comunale non possono accedere ai seggi disponibili.

Nei Comuni sopra i 15 mila abitanti il sistema elettorale prevede il voto disgiunto, ossia l’elettore può esprimere nella stessa scheda una preferenza diversa per il voto del candidato scelto e della lista scelta. In questo modo, dunque, è possibile scegliere il candidato sindaco di uno schieramento e la lista di un altro schieramento.

Anche le elezioni Regionali, in Italia, prevedono la possibilità di voto disgiunto. Il disgiunto non è, invece, previsto per le elezioni della Camera e del Senato della Repubblica, dove l’elettore non può tracciare segni per schieramenti opposti senza che la scheda venga considerata nulla.

Come si vota col voto disgiunto

Il voto disgiunto, come analizzato, è il sistema elettorale che permette una preferenza diversa in termini di candidato e partito all’interno della stessa scheda elettorale. Ma quindi alle elezioni amministrative come si può votare?

Nel momento in cui l’elettore avrà davanti la scheda per la votazione delle prossime amministrative, potrà quindi:

  • tracciare sulla scheda un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando così la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da questa appoggiato;
  • tracciare un segno sul simbolo di una lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata (voto disgiunto);
  • oppure si può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco, votando così solo per il candidato sindaco e non per la lista o le liste a questo collegate.

Ovviamente quando ci si reca al seggio, per votare, c’è bisogno di mostrare un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale.

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