Pensioni, novità: come dovrebbe essere la riforma per la Camusso

Riforma delle pensioni, novità: il segretario generale della CGIL ha bocciato il piano di interventi sviluppato dal Governo. Secondo la Camusso bisogna dare più importanza ad esodati e lavoratori precoci.

Pensioni, ultime notizie: per la Camusso l’APE è un fallimento annunciato.

Importanti novità sul fronte della riforma delle pensioni; nelle ultime ore infatti c’è stata una dura presa di posizione del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

La leader di CGIL è convinta che i fondi stanziati dal Governo per la realizzazione della riforma delle pensioni non sono sufficienti. Inoltre, la Camusso ha colto l’occasione per criticare nuovamente il prestito pensionistico, l’APE, definendolo un “fiasco”.

In effetti dopo che il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha svelato il piano per rendere più flessibili le pensioni, ci siamo interrogati sui costi di ogni singola manovra. Nel dettaglio, il pacchetto di misure in tema di pensioni potrebbe costare circa 2,6 miliardi di euro allo Stato, mentre stando alle varie anticipazioni, sembra che il Governo abbia intenzione di stanziare solamente 1,5 miliardi di euro.

È inevitabile quindi che il Governo dovrà rinunciare a qualche intervento. Ad esempio, difficilmente ci sarà sia l’estensione delle quattordicesime che della no tax area, poiché non ci sono le risorse economiche per entrambe. La Camusso lo sa, ed è per questo che ha attaccato il piano di riforma pensioni sviluppato dal Governo, in quanto alcune misure non sono sufficienti per risolvere i problemi derivati dopo l’approvazione della Legge Fornero.

In particolare, secondo il segretario della CGIL, il Governo dovrebbe risparmiare sull’APE per concentrarsi su quelle manovre a tutela degli esodati e dei precoci.

Vediamo nel dettaglio qual è il parere di Susanna Camusso sulla riforma delle pensioni su cui sta lavorando il Governo Renzi.

Riforma delle pensioni, Susanna Camusso boccia l’APE: ecco perché

Nei giorni scorsi, il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, ha manifestato la propria soddisfazione per il piano di interventi sulle pensioni svelato da Nannicini, confermando come questo rispetti le linee guida date dai sindacati.

Nelle ultime ore però è arrivata la smentita della Camusso, per la quale la riforma delle pensioni così strutturata è un fallimento annunciato. In particolare la segretaria della CGIL ha sottolineato la mancanza di risorse, dichiarando che la cifra che il Governo intende mettere a disposizione nella legge di bilancio (si parla di 1,5 miliardi, ndr) è “chiaramente insufficiente”.

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La Camusso ancora una volta ha manifestato i propri dubbi sul prestito pensionistico APE, che costerà allo Stato circa 700 milioni di euro. Per la leader della CGIL, “l`APE è nei fatti un prestito, un marchingegno che non può funzionare come soluzione generale al tema della flessibilità in uscita”.

È impensabile, infatti, che una persona si debba indebitare alla fine dell’età lavorativa con un prestito da restituire in 20 anni sulla pensione. “È un’idea contraria alla naturale propensione delle persone”, ha aggiunto la Camusso. Per questo motivo “l’Ape sarà un fiasco”, e darà persino alle aziende uno strumento che “può rivelarsi un capestro per i lavoratori nei processi di ristrutturazione

Riforma delle pensioni: come dovrebbe essere secondo Susanna Camusso

Secondo il segretario generale della CGIL, nel piano di interventi pensato dal Governo, mancano diverse manovre a tutela di esodati e lavoratori precoci. Infatti, questa ha sottolineato l’importanza di un’ottava salvaguardia per gli esodati, che invece non va avanti.

Inoltre, la Camusso ha ribadito l’urgenza di “aumentare la no tax area e allargare la platea dei beneficiari della quattordicesima”. Infine ha aggiunto: “bisogna inoltre intervenire a sostegno di coloro che svolgono lavori usuranti o hanno cominciato da ragazzi. Vanno corrette le leggi sbagliate che impediscono le ricongiunzioni gratuite”.

Sono tutti interventi che comunque, come svelato da Nannicini, fanno parte del progetto di riforma del Governo ma per cui bisognerà capire se ci saranno le risorse sufficienti per realizzarli. Il clima quindi, in attesa che riprendano i lavori in Commissione, resta infuocato.

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