Pensioni, ultime notizie: Ape in partenza da giugno fino al 2019, tutte le novità

Le ultime notizie in materia di pensioni riguardano l’Ape. La fase di sperimentazione dovrebbe partire a giugno e durare fino al 2019. Ecco tutte le novità.

Le ultime notizie sulle pensioni riguardano l’Ape, ossia la formula di pensione anticipata ideata dal Governo Renzi.
Secondo le indiscrezioni, infatti, il Governo avrebbe assicurato che i primi interventi in materia di riforma delle pensioni sarebbero già stati attuati a giugno considerando i tempi stretti entro i quali l’esecutivo si sta muovendo.
La prima fase di sperimentazione dell’Ape inizierà quindi a giugno di quest’anno e si concluderà nel 2019. Al termine di tale periodo questa forma di pensione anticipata dovrebbe diventare una misura strutturale.
A rassicurare sui tempi dell’intervento è stato Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza.
Di seguito tutte le novità che riguardano l’Ape.

Pensioni, chi saranno i beneficiari dell’Ape? I nodi da sciogliere
Il periodo di sperimentazione dell’Ape, la misura di pensione anticipata introdotta dal Governo Renzi, dovrebbe quindi prendere il via da giugno.
Rimangono tuttavia alcuni dubbi da sciogliere tra cui alcuni riguardano i beneficiari della misura stessa che consente una maggiore flessibilità in uscita.
I primi ad essere coinvolti nella fase di sperimentazione dovrebbero essere i nati tra il 1951 e il 1953 e l’intenzione sembra essere quella di includere nell’Ape anche i dipendenti pubblici.
Per quanto riguarda le penalizzazioni, per ora l’unica indiscrezione a riguardo rivela che le stesse dovrebbero essere proporzionali al reddito pensionistico del soggetto.
Inoltre ancora non è stato chiarito se verranno coinvolte nel meccanismo di funzionamento dell’Ape e, più precisamente, nella concessione del prestito pensionistico anche banche ed assicurazioni. L’ipotesi più probabile sembra essere questa, prevedendo un rimborso in venti anni e una detrazione fiscale usufruibile dopo l’uscita anticipata.

Pensioni, Ape: i lavoratori precoci sono diffidenti
L’annuncio della flessibilità in uscita che verrà introdotta con l’Ape dal Governo non ha tuttavia riscosso l’entusiasmo dei lavoratori precoci, quella categoria di lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovane età e, pur non avendo raggiunto il requisito anagrafico necessario per andare in pensione, hanno molti anni di contributi versati alle spalle.
I precoci hanno quindi scritto una lettera indirizzata a Cesare Damiano, presidente della Commissione Bilancio della Camera e ex Ministro del Lavoro, contenente le loro perplessità.
Per i precoci la formula del prestito sarebbe un controsenso in quanto, avendo versato molti anni di contributi nelle casse dello Stato, sarebbe lo Stato stesso ad avere un prestito con loro. La richiesta è quindi quella che vengano trovate delle risorse per consentire una soluzione simile a quella adottata con gli esodati.

Pensioni, i sindacati chiedono un ulteriore incontro con il Governo
E mentre si discute delle novità che riguardano l’Ape i sindacati chiedono al Governo che venga fissata una data per un nuovo incontro. I tempi infatti sono stretti e le parti sociali hanno fretta di trovare una soluzione alle diverse situazioni rimaste in sospeso in materia previdenziale.

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