Pensioni, Quota 100: abolizione o riforma? Le parole di Tridico (INPS)

In tema di pensioni si parla ancora di Quota 100: abolizione o riforma? Questa è la domanda chiave su cui molti si interrogano e alla quale danno risposta le parole di Tridico il presidente dell’INPS.

Pensioni, Quota 100: abolizione o riforma? Le parole di Tridico (INPS)

Di pensioni e Quota 100 si discute ormai ogni giorno. Ci sarà l’abolizione? Forse una riforma?

Le parole di Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, in un’intervista al Messaggero non lasciano dubbi circa la posizione dell’Istituto su Quota 100, il futuro del sistema pensionistico italiano, specie per quanto concerne le prospettive dei giovani che sono entrati da poco nel mercato del lavoro o si apprestano a entrarvi.

Quota 100 è la misura di pensione anticipata stabilita dal Decretone n.4/2019 voluto dal primo governo Conte, riservata a chi ha 62 anni di età e 38 anni di contributi e in vigore nella sua fase sperimentale almeno fino al 2021. Ma quale sarà il futuro di Quota 100 e delle pensioni? Vediamo cosa ha detto Tridico.

Le parole di Tridico su pensioni e Quota 100: riforma o abolizione?

Pasquale Tridico si è espresso su pensioni e in particolare su Quota 100 che da sempre fa discutere. La misura va abolita? Bisogna riformarla. Su questo il presidente è stato chiaro nell’intervista rilasciata al quotidiano romano:

"Quota 100 è stata una misura sperimentale. Abolirla, dopo solo un anno, sarebbe stato inopportuno, con la frustrazione di legittime aspettative. Allo scadere naturale si può pensare a una revisione complessiva del sistema che abbia l’ambizione di essere strutturale, fermo restando che Quota 100 in sé costituisce già uno scivolo temporaneo per ammorbidire lo scalone per molti che non sono coinvolti dalle altre forme di anticipazione, dopo la riforma del 2011”.

Tridico ne parla a pochi giorni dall’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2020 che ha confermato non solo Quota 100, ma anche altre misure di pensione anticipata come Opzione donna e Ape sociale.

La riforma del 2011 è quella della Fornero, che tra le altre cose ha creato il grande problema degli esodati, i dimenticati dalla manovra del governo: si parlava infatti di una nona salvaguardia per gli ultimi 6mila, che attesa da anni non è ancora arrivata.

Per Tridico Quota 100 è giusto che sia rimasta, ma c’è tempo in questi anni che ci separano dal 2021, scadenza della fase sperimentale della misura, per pensare a delle modifiche.

Una riforma che dovrebbe tuttavia passare per una spesa in materia previdenziale che l’Italia non sa se può permettersi. Tridico però ritiene che è il concetto di spesa su cui bisogna ragionare:

«Dire che l’Inps ha la spesa pensionistica più alta dell’Unione Europea è sbagliato, perché all’interno di quel 15% del Pil c’è sia assistenza, finanziata dalla fiscalità generale, che previdenza, finanziata dai contributi, oltre ad un enorme peso dell’Irpef per circa 58 miliardi: soldi che rientrano nelle casse dello Stato. Per questo sarà importante separare la previdenza dall’assistenza, rendendo contabilmente trasparente il bilancio dell’istituto».

Una riforma di Quota 100 e del sistema previdenziale che riveda l’età del pensionamento sulla base del tipo di lavoro svolto, vale a dire dal livello di “gravosità” dello stesso, con un’età minima stabilita dal legislatore.

Posto che Quota 100 almeno fino al 2021 non si prevede verrà abolita, vediamo qual è l’idea di riforma delle pensioni, specie per quanto concerne i giovani, secondo Tridico.

La riforma delle pensioni secondo Tridico dopo Quota 100 e i giovani

Il presidente Tridico parla della sua idea di riforma delle pensioni dopo Quota 100 partendo in particolare da un punto che egli ritiene ingiusto e che riguarda l’aumento dell’età pensionabile adeguandola alle aspettative di vita. Egli ritiene che sarebbe bene invece stabilire “per ogni anno di nascita una certa aspettativa, che poi non cresce più. Così si dà certezza”.

La riforma potrebbe avere ovviamente un costo, ma secondo Tridico si possono usare le risorse non spese di Quota 100 poiché sulla base delle stime INPS “nel 2019 avanzano circa 1,6 miliardi di cui solo 1,1 sono stati conteggiati nel decreto “salva conti” di luglio. Nel 2020 potremo avere 2,5 miliardi”.

Tridico lascia spazio, nella sua idea di riforma, anche ai giovani e pensa in particolare a rendere sostenibile il sistema per le future generazioni con un fondo integrativo pubblico.

Si deve pensare secondo il presidente INPS a un fondo che integri i periodi in cui si versano meno contributi in virtù di un sistema di lavori discontinui cui i giovani sono soggetti, con una minore tassazione. Così si può integrare la pensione obbligatoria e anche aprire una posizione per un figlio.

Un’idea di riforma che dovrebbe lasciare uno spiraglio di speranza, ma che richiede un duro lavoro anche da parte del governo per le pensioni di oggi e del futuro oltre Quota 100.

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