Pensioni precoci, ultime novità: Governo apre a flessibilità, possibile approvazione Quota 41?

Le ultime notizie che riguardano le pensioni dei lavoratori precoci sono positive. Il Governo sembra infatti avere aperto alla flessibilità: possibile l’approvazione della Quota 41?

Le ultime notizie che riguardano le pensioni dei lavoratori precoci sembrano essere positive.

Il Governo Renzi, infatti, dopo aver rinviato più volte la questione relativa alla riforma delle pensioni che dovrebbe prevedere una revisione della riforma Fornero, ha aperto alla possibilità di introdurre la flessibilità in uscita per favorire il cambio generazionale nel mercato del lavoro.

A spingere per accelerare i tempi di introduzione della flessibilità in uscita è il presidente dell’Inps Tito Boeri che ritiene non ci sia più tempo da perdere per rivedere la riforma Fornero a causa della drammaticità del tasso di disoccupazione giovanile e delle forti penalizzazioni che i giovani subiscono.

L’introduzione della flessibilità in uscita sarebbe una buona notizia per i lavoratori precoci in quanto aprirebbe anche all’approvazione della Quota 41 che permetterebbe agli stessi di uscire dal mondo del lavoro con il versamento di 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, e senza penalizzazioni.

Pensioni precoci, Governo Renzi apre alla flessibilità

Come annunciato più sopra il Governo Renzi sta valutando in concreto la possibilità di introdurre una maggiore flessibilità in uscita.
L’apertura è stata riscontrata nelle parole del Ministro Padoan pronunciate nell’audizione della commissione bilancio che ha detto:

«Ci sono margini per ragionare sugli strumenti e sugli incentivi, e sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro per migliorare le possibilità sia di chi deve entrare sia di chi deve uscire».

Le parole di Padoan sono state accolte con entusiasmo dal presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che da mesi sostiene la battaglia dei precoci.
Damiano ha tuttavia ribadito che

«nella prossima Legge di Stabilità si dovrà passare dalle parole ai fatti».

Pensioni precoci, anche Tito Boeri spinge per la flessibilità
Anche il presidente dell’Inps Tito Boeri ha spinto sulla necessità di introdurre la flessibilità in uscita entro il 2016. Anche se Boeri non ha fatto alcun riferimento specifico alla situazione dei lavoratori precoci, un intervento in tema di flessibilità favorirebbe l’uscita anche di quella categoria di lavoratori che hanno iniziato a lavorare in giovane età.
Boeri tuttavia per i precoci non propone come soluzione la Quota 41, ma la quota 43 ossia l’uscita al raggiungimento dei 43 anni di contributi versati. Sulla base di quanto predisposto dalla riforma Fornero, invece, considerata l’aspettativa di vita crescente, la previsione è che tra un po’, nel caso non ci siano interventi da parte del Governo, ai lavoratori precoci sarà richiesto il raggiungimento di 45 anni di contributi versati.

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