Pensioni precoci, novità: dimissioni Poletti e Quota 41, tutte le ultime notizie

I lavoratori precoci continuano la battaglia per la Quota 41 e chiedono le dimissioni di Giuliano Poletti: ecco tutti gli errori del Ministro secondo i precoci.

Anche i lavoratori precoci stanno chiedendo in massa le dimissioni del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.
Non si arresta, infatti, la battaglia per le pensioni dei precoci e in particolare per la Quota 41, la misura che consente a chi ha raggiunto i 41 anni di contributi di andare in pensione anticipata senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica.
Con la riforma delle pensioni voluta dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, infatti, la Quota 41 è stata approvata ma solo per una platea ristretta di precoci, che si trovino in situazioni di difficoltà: l’esclusione dalla misura della maggior parte dei lavoratori che per mesi si sono battuti per i propri diritti, ha generato infatti malumori e dissenso tra i precoci.
Sul banco degli imputati anche il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, reo di non aver tenuto conto delle situazioni di difficoltà di una categoria di lavoratori, quella dei precoci, che ha iniziato in giovane età a lavorare accumulando molti anni di contributi.
Proprio Giuliano Poletti in questi giorni è al centro della bufera: dopo le sue infelici dichiarazioni sui giovani italiani all’estero, è stata infatti depositata una mozione di sfiducia presentata dai senatori di Sinistra Italiana, del M5S, della Lega Nord e di alcuni iscritti al Gruppo Misto.
I lavoratori precoci stanno sostenendo la causa, chiedendo a lavoro volta le dimissioni di Poletti. Quali sono gli errori che vengono imputati al Ministro? Cosa succederà alla Quota 41? Di seguito tutte le novità.

Pensioni precoci, chieste dimissioni di Poletti: dalla Quota 41 ai voucher, tutti gli errori del Ministro
Nelle ultime ore sul gruppo Facebook «Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti», diventato un punto di riferimento per le battaglie della categoria, sono molti i messaggi indirizzati al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e le richieste di dimissioni.
Gli errori che vengono imputati a Poletti dai lavoratori precoci sono molti: a pesare è soprattutto la decisione di non aver inserito nella riforma delle pensioni la Quota 41 per tutti, che avrebbe consentito a chi ha molti anni di contributi versati di andare in pensione. Giuliano Poletti, secondo i precoci, non sarebbe mai stato attento alle esigenze di una categoria di lavoratori che nel 2011 è stata fortemente penalizzata dalla riforma Fornero.
Tuttavia gli errori imputati a Poletti non riguardano solo la Quota 41: le dichiarazioni che il Ministro ha rivolto ai giovani italiani emigrati all’estero sono state la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Tra gli errori del Ministro, infatti, ci sarebbero la scarsa attenzione verso politiche di occupazione giovanile (assenti nell’ultima Legge di Stabilità), l’introduzione dei voucher lavoro e l’abolizione dell’articolo 18 con l’approvazione del Jobs Act.

Pensioni precoci: dimissioni Poletti e decreti attuativi Quota 41
Nonostante la riforma delle pensioni abbia deluso le aspettative dei lavoratori precoci, che chiedevano il riconoscimento della Quota 41 per tutti, sono molti gli appartenenti alla categoria che attendono con ansia notizie sui decreti attuativi della misura. La Quota 41 così come approvata, infatti, consentirebbe ad alcuni lavoratori precoci in situazione di difficoltà di poter andare in pensione senza penalizzazioni.
C’è ancora molta confusione sulla misura: secondo le testimonianze dei precoci su Facebook, infatti, molti patronati starebbero dando interpretazioni discordanti sui possibili beneficiari della Quota 41.
A sciogliere ogni dubbio saranno i decreti attuativi che renderanno effettiva la Quota 41: le dimissioni di Poletti potrebbero rallentare l’approvazione dei decreti?
Non resta che attendere ulteriori sviluppi.

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