Pensioni novità: cosa chiedono i sindacati? Le proposte per l’incontro con il Governo

Riforma pensioni: le parti sociali hanno chiare le manovre che dovranno essere inserite nella riforma e sono pronti per l’incontro con il Governo. Di seguito le proposte dei sindacalisti.

La riforma delle pensioni sta per arrivare alle battute finali e i segretari generali dei maggiori sindacati si preparano per gli ultimi incontri. Sebbene il Governo preferisca puntare tutto, o quasi, sull’Ape non sono dello stesso parere le parti sociali.
Le richieste principali ai prossimi incontri cercheranno infatti di ottenere una maggiore parità sociale e di aiutare le categorie di lavoratori più disagiate.

Le novità sulle pensioni si susseguono giorno dopo giorno e questa volta a parlare sono Annamaria Furlan, segretario della Cisl, e Domenico Proietti della Uil. Al centro delle richieste che proporranno allo staff del Governo ci sono la Quota 41, l’aumento delle pensioni minime e l’ottava salvaguardia.
I lavoratori non possono infatti essere penalizzati dalla mancanza di fondi o essere costretti a pagare gli interessi sul prestito che sono stati pensati per l’Ape.

Cosa chiedono i sindacati per la riforma delle pensioni? Quali sono le proposte che avanzeranno a Poletti e Damiano nei prossimi incontri? Le coperture sono sufficienti per tutelare anche i lavoratori più deboli? Vediamo insieme le dichiarazioni degli ultimi giorni dei segretari e come potrebbero essere inserite nella riforma delle pensioni.

Pensioni, novità: Annamaria Furlan previdenza e manovre per la crescita

La riforma sulle pensioni dovrà giungere ad un accordo entro e non oltre la prima metà di settembre, dal momento che dovrà essere inserita nella Legge di Stabilità. Dalla prossima settimana inizieranno inoltre gli incontri tra sindacati e Governo, che dovranno portare ad un accordo definitivo.
Non hanno rinunciato a far valere la propria opinione i rappresentati delle parti sociali, che da ieri hanno riaperto il dibattito sulle manovre necessarie.

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, punta tutto su una riforma del settore pensionistico che vada di pari passo ad un aumento della crescita. Uno dei principali problemi del Paese è infatti l’alto tasso di disoccupazione, che rischia di portare ad una completa paralisi le assunzioni nei prossimi anni.
Pensare ad una manovra che punti solo sui fondi per la crescita e non prenda in esame le categorie di lavoratori più svantaggiate non è la strategia migliore secondo la Furlan.

Il segretario della Cisl ha infatti messo in chiaro che le manovre per l’aumento della crescita non dovranno andare a discapito dei futuri pensionati e che anzi le riforme dovranno andare di pari passo. Il Governo dovrà infatti riuscire a trovare fondi sufficienti per far aumentare l’occupazione, soprattutto quella giovanile, e sbloccare la situazione delle pensioni.

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Pensioni, novità: Domenico Proietti e l’equità sociale

Le dichiarazioni che ha rilasciato invece Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, non si distaccano tanto dalla visione della Furlan. Anche in questo caso l’esponente del sindacato propone di puntare sull’equità sociale, dal momento che non si può in alcun modo prescindere da questo fattore.
Nella riforma delle pensioni dovranno infatti rientrare delle manovre che puntino al ricambio generazionale e a far ripartire il mercato interno.

Richieste non da poco quelle che avanza Domenico Proietti, ma che sembrerebbero l’unico modo per ottenere una manovra di maggiore impatto. Il problema infatti, nel caso in cui i lavoratori non aderissero in massa all’Ape, sarebbe la congestione del mercato del lavoro italiano e l’impossibilità di un ricambio generazionale.
La disoccupazione giovanile non accenna infatti a diminuire e la riforma delle pensioni dovrà provare a sbloccare proprio questo problema.

Le proposte di Proietti vanno proprio in questo senso e prevedono di inserire nella riforma le manovre pensate dagli esponenti delle parti sociali per i lavoratori più penalizzati. Misure che mirino ad aiutare i lavoratori precoci, gli usuranti e risolvano in modo definitivo il problema degli esodati.
Il problema delle proposte dei sindacalisti rimane sempre lo stesso però: i fondi. Le finanze disponibili saranno infatti 1 miliardo e mezzo e non saranno sufficienti per accontentare le richieste di tutti.

Per conoscere nel dettaglio le proposte dei sindacati ti consigliamo di leggere Pensioni, novità: cosa propongono i sindacati al posto dell’Ape?

Argomenti:

Pensione CISL UIL

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