Pensioni: come i migranti possono sostenere il sistema previdenziale

Pensioni e migranti: una maxi sanatoria degli irregolari potrebbe portare benefici al sistema previdenziale italiano. Ma come? I dati confermano entrate consistenti per l’INPS.

Pensioni: come i migranti possono sostenere il sistema previdenziale

Il dibattito sulle pensioni è sempre acceso e si torna a parlare anche di migranti e di come questi possono sostenere il sistema previdenziale italiano.

Nelle ultime settimane si è tornati a parlare di una possibile sanatoria per regolarizzare i migranti che vivono in italia e che qui lavorano.

Ad affrontare il tema nelle scorse settimane è stata la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che sta valutando la possibilità della sanatoria per migranti irregolari, ma con contratto di lavoro che potrebbero portare benefici alle casse dello Stato, dell’INPS e quindi alle pensioni e aiutare a sostenere positivamente il sistema previdenziale italiano.

Lamorgese accoglie così la proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero” che è approdata alla commissione Affari costituzionali della Camera, nei giorni in cui tra le altre cose si discute proprio in merito a una riforma delle pensioni che sia strutturale e solida.

Ma vediamo come per le pensioni e l’intero sistema previdenziale nostrano possa essere importante il sostegno dei migranti irregolari a seguito di una maxi sanatoria.

Pensioni: dalla sanatoria dei migranti irregolari entrate per l’INPS

Per le pensioni degli italiani una sanatoria dei migranti irregolari senza permesso di soggiorno, ma con contratto di lavoro regolare potrebbe portare cospicue entrate nelle casse dello Stato e soprattutto dell’INPS.

A fare i calcoli sulle ricadute economiche di una sanatoria per la quale si è detta disposta anche la ministra dell’Interno Lamorgese è stata la Fondazione Leone Moressa che ha pubblicato i dati su Il Sole 24 Ore.

La sanatoria a oggi riguarderebbe, secondo la Fondazione, 300mila migranti che lavorano in Italia e che porterebbero benefici economici anche in merito a pensioni e sistema previdenziale che si renderebbe maggiormente sostenibile.

Con la sanatoria entrerebbero nelle casse dello Stato 1,2 miliardi di euro tra Irpef e contributi previdenziali, quindi nuove entrate per l’INPS.

Abbiamo già affrontato la questione dei migranti che pagano le pensioni degli italiani a fronte delle ultime dichiarazioni in merito dell’ex presidente INPS Tito Boeri. I nuovi dati della Fondazione Leone Moressa confermerebbero il beneficio sulle pensioni.

Come ha spiegato la ricercatrice della Fondazione Chiara Tronchin il beneficio economico che la platea dei 300mila migranti irregolari oggetto della sanatoria porterebbe è così quantificabile:

  • 405milioni tra Irpef e addizionali locali;
  • 218milioni di contributi versati dalle famiglie per i lavoratori domestici quali colf e badanti;
  • 518milioni di contributi versati dalle imprese.

Regolarizzare gli stranieri con un contratto di lavoro significa che questi resteranno contribuenti attivi dal momento che, secondo l’INPS, a quasi 20 anni dall’ultima grande sanatoria l’80% di coloro che ne avevano beneficiato risulta ancora occupato.

Il beneficio dei migranti per il sistema previdenziale e le pensioni degli italiani è innegabile dal momento che l’INPS ha calcolato che ogni anno gli stranieri regolari presenti nel nostro Paese versano 8miliardi di contributi ricevendone 3 in termini di prestazioni sociali. 5miliardi di euro ogni anno vanno a beneficio dell’INPS.

La spesa previdenziale è destinata ad aumentare e dal momento che le pensioni vengono in parte pagate con i contributi versati da chi lavora il calo demografico potrebbe avere delle ripercussioni sulla sostenibilità del sistema in futuro. Avere 300mila migranti regolari in più che versano contributi all’INPS potrebbe far bene alle pensioni e all’intero sistema.

La sanatoria per i migranti che aiuta le pensioni

Ma cosa prevede nello specifico la sanatoria per i migranti irregolari che aiuterebbe sul fronte delle pensioni?

La ministra Lamorgese si è detta disposta a valutare la possibilità di una sanatoria che coinvolgerebbe i migranti irregolari che vivono in Italia a fronte di un contratto di lavoro. La sanatoria prevederebbe il pagamento di una cifra forfettaria da parte del datore di lavoro alla stipula del contratto e allo stesso tempo un permesso di soggiorno per il migrante lavoratore.

Una boccata d’ossigeno per i migranti irregolari che si stima siano 600mila e tra questi anche e soprattutto lavoratori domestici come colf, badanti e baby sitter. Si stima che i numeri possano aumentare dal momento che i decreti sicurezza hanno posto delle restrizioni sui permessi di soggiorno.

Le politiche per regolarizzare gli stranieri sono state quasi sempre discontinue e quella più consistente risale ormai al 2002, con la Legge Bossi-Fini e che ha riguardato quasi 600mila migranti irregolari tra colf, badanti e lavoratori dipendenti con due provvedimenti distinti.

Come abbiamo anticipato a oggi l’80% di quei migranti ancora è occupato secondo l’INPS. Una nuova sanatoria può far ben sperare per le pensioni e il sistema previdenziale del futuro.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pensione

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories