Pensioni: a dicembre arriva il bonus. Chi ne ha diritto?

A dicembre verrà corrisposto un bonus una tantum da 154,94 euro ai titolari di pensioni il cui importo complessivo non superi il trattamento minimo. Ecco i requisiti per ottenerlo.

Regalo sotto l’albero per i pensionati. A dicembre arriva infatti un bonus una tantum da 154,94 euro, altrimenti noto come importo aggiuntivo, ma non per tutti.

L’importo aggiuntivo è stato introdotto dalla Finanziaria 2001 (Legge n. 388/2000) con decorrenza 1 gennaio 2001 e viene corrisposto ai titolari di pensioni il cui importo complessivo non superi il trattamento minimo.

In particolare l’INPS spiega che il bonus viene corrisposto

«in presenza di particolari condizioni reddituali, ai titolari di una o più pensioni il cui importo complessivo non supera l’importo annuo del trattamento minimo del fondo pensioni lavoratori dipendenti maggiorato dell’importo aggiuntivo stesso».

L’importo aggiuntivo (che non costituisce reddito e che non è quindi certificato nell’imponibile fiscale della pensione) e i limiti di reddito sono rapportati ai corrispondenti mesi di percezione della pensione nell’anno di decorrenza della pensione.

Sul bonus 2013 l’INPS è intervenuta con il messaggio dell’8 novembre 2013 n. 18100. Il messaggio non è ancora disponibile sul sito dell’Ente, ma patronati e sindacati ne hanno diffuso i contenuti, specificando gli importi di cui tener conto.

Chi ha diritto al bonus?

L’erogazione del bonus è subordinata alla verifica di determinati requisiti reddituali. Sul sito dell’INPS viene specificato che:

  • non spetta se l’ammontare totale delle pensioni supera l’importo annuale del trattamento minimo maggiorato dell’importo aggiuntivo;
  • spetta in misura parziale, cioè fino a concorrenza del predetto limite, se l’importo delle pensioni risulta tra il trattamento minimo non maggiorato e l’importo annuo del trattamento minimo maggiorato;
  • spetta in misura intera se l’importo complessivo delle pensioni è minore o uguale all’importo annuo del trattamento minimo.

I limiti di reddito per il 2013 sono:

  • 9.660,88 euro per un single (o vedovo o divorziato);
  • 19.321,77 euro per un pensionato coniugato (si cumula anche quello della moglie).

Per quanto riguarda l’importo 2013, inseriamo una tabella riassuntiva realizzata dalla CGIL di Milano.

Chi ne è escluso?

L’INPS indica in maniera puntuale i pensionati esclusi. Non spetta ai titolari di:

  • invalidità civile (cat. INVCIV);
  • assegno sociale (cat. AS);
  • rendita facoltativa di vecchiaia (cat. VOBIS) o di invalidità (cat. IOBIS);
  • pensione di vecchiaia (cat. VMP) o di invalidità (Cat. IMP) a favore delle casalinghe;
  • pensione di vecchiaia, di invalidità o ai superstiti a carico della gestione speciale per il personale degli Enti pubblici creditizi (cat. VOBANC, IOBANC e SOBANC);
  • assegno straordinario di sostegno al reddito per i dipendenti delle aziende di credito ordinario (cat. VOCRED);
  • assegno straordinario di sostegno al reddito per i dipendenti delle aziende di credito cooperativo (cat. VOCOP);
  • assegno straordinario di sostegno al reddito per i dipendenti delle aziende di credito delle esattorie (cat. VOESA);
  • indennizzo per attività commerciale (cat. INDCOM) (Circ. 183 del 18.10.2001);
  • pensione erogate ai dirigenti iscritti all’ex fondo INPDAI (cat. VDAI, IDAI e SDAI) (circ. n. 144 del 25.10.2004).

Sono esclusi, inoltre, i titolari di pensione di categoria diversa da quelle suindicate qualora si tratti di:

  • pensione eliminata;
  • pensione supplementare;
  • pensione detassata per convenzione contro la doppia imposizione;
  • pensione con sostituzione dello Stato o rivalsa degli Enti locali;
  • pensione con pagamento localizzato presso uffici pagatori di Sede (999, E9E, ELI, ELB, MOB, RED, INV, 99V, Z4E, INE, EST, 94Z, 99R);
  • assegno di invalidità scaduto e non rinnovato;
  • pensione ai superstiti con l’intestatario scaduto (Circ. 183 del 18.10.2001);
  • pensioni con importo a dicembre uguale a zero (circ. 119 del 14.12.2005).

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