Pensioni news: Ape volontaria a rischio per il 2020?

Per le pensioni e la possibilità di anticiparle, l’Ape volontaria potrebbe davvero finire il 31 dicembre 2019. Ecco perché è a rischio per il 2020.

Pensioni news: Ape volontaria a rischio per il 2020?

Sul tema pensioni non finiscono le novità man mano che si delinea la Legge di Bilancio 2020. L’Ape volontaria è a rischio per il 2020.

Sia nella sua versione privata sia in quella aziendale l’Ape volontaria, una forma di anticipazione delle pensioni mediante un prestito, potrebbe sparire a partire dal prossimo anno.

Al momento si tratta ancora di indiscrezioni: moltissimi sono gli emendamenti presentati alla commissione di Bilancio per la ridefinizione della manovra. C’è chi propone l’abolizione di Quota 100, passando per la conferma dello scudo penale per l’Ilva, forme a sostegno dei neonati e scuola, plastic tax e l’aumento delle tasse sulle auto aziendali.

In questo numero vertiginoso di emendamenti proposti nulla è al momento certo, ma stando anche alle incertezze mosse in fase di definizione della Legge di Bilancio dello scorso anno, sul fronte delle pensioni l’Ape volontaria potrebbe essere seriamente a rischio per il 2020. Vediamo perché.

Pensioni, Ape volontaria a rischio: ecco perché

L’Ape volontaria è una forma di anticipo sulle pensioni e che permette di congedarsi dal lavoro prima del tempo, se si rispettano determinati requisiti, mediante un prestito concesso dalla banca.

La sua riconferma nella legge di Bilancio 2020, dopo i tentennamenti dello scorso anno, potrebbe essere a rischio. Vediamo perché.

L’Ape volontaria permette di andare in pensione a 63 anni con 20 anni di contributi versati. Introdotta con la Legge di Bilancio 2017 e confermata con quella del 2018, è prevista la sua fase sperimentale fino al 31 dicembre 2019 (articolo 1, comma 166 e seguenti, legge di bilancio 2017 e articolo 1, comma 162, legge di bilancio 2018).

Quindi nel 2020 potrebbe sparire. L’Ape volontaria, in altri termini anticipo finanziario a garanzia pensionistica, permette al lavoratore dipendente, sono esclusi gli autonomi e iscritti a casse, di andare in pensione anticipata attraverso un prestito finanziario erogato dalla banca.

L’importo prestato dalla banca verrà prelevato dalla pensione di vecchiaia nei 20 anni successivi, in 260 rate, tredicesima inclusa.

Il prestito della banca per l’Ape volontaria viene erogato per un minimo di 6 mesi e fino alla maturazione della pensione di vecchiaia. È proprio dalle pensioni di vecchiaia che vengono poi decurtate le rate per restituire alla banca che ha erogato il prestito la somma dovuta.

Per maggiori dettagli rimandiamo alla guida di come funziona l’Ape volontaria di Money.it.

L’Ape volontaria dalla sua fase di sperimentazione iniziale nel 2017 non sembra abbia fatto registrare moltissime richieste all’INPS di anticipo sulle pensioni e comunque la sua finestra di adesione, che era fissata la prima volta al 1° aprile 2019, aveva prodotto ritardi e si era poi deciso di prolungare le tempistiche.

L’Ape volontaria non ha alcun costo per lo Stato ma solo per coloro che hanno accesso prima alle pensioni assumendosene il rischio.

Pensioni, come Ape volontaria anche Ape aziendale verso la fine

Non solo L’Ape volontaria per l’anticipo sulle pensioni, ma anche l’Ape aziendale va verso la sua fine del 2020. Se le cose dovessero restare come stabilito lo scorso anno in Legge di Bilancio l’Ape aziendale finirà con il 31 dicembre 2019.

Quella aziendale è una declinazione dell’Ape volontaria, ma si differenzia perché è il datore di lavoro che “finanzia” la pensione anticipata del lavoratore.

Per agevolare la pensione del dipendente anziano che ne fa richiesta il datore di lavoro alza la soglia dei contributi versati al lavoratore in modo che la pensione futura possa essere più sostanziosa e si possa così ridurre l’ammortamento delle rate per la restituzione del prestito dell’Ape volontaria di cui il dipendente ha fatto richiesta.

Il datore di lavoro dà al dipendente una parte dei contributi con una soglia minima da conferire entro la scadenza del versamento degli stessi nel primo mese di pensione anticipata.

La somma versata dal lavoratore dovrà essere pari al costo della contribuzione volontaria che va dal 33% o 34% dell’ultimo imponibile previdenziale, vale a dire i 12 mesi precedenti alla pensione, e per un periodo che va dai 6 ai 43 mesi.

Anche questa Ape volontaria per l’anticipo delle pensioni dei dipendenti aziendali rischia di saltare quindi, laddove Quota 100, il cavallo di battaglia del governo giallo-verde per andare in pensione prima, sembra a oggi confermato.

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